Grandi manovre

Les grandes manoeuvres

ITALIA, FRANCIA - 1955
Armando, giovane e brillante tenente dei dragoni, ottiene straordinari successi nel corteggiare signore e signorine di ogni ceto nella piccola città di provincia dov'è di guarnigione il suo reggimento. Le gelosie e le malignità provocate dalla fama delle sue vittorie lo inducono ad affermare ancora una volta le sue doti di conquistatore con una scommessa. Armando s'impegna a conquistare entro pochi giorni una donna che verrà designata dalla sorte: la posta della scommessa è un lauto banchetto. La donna indicata dal caso è Maria Luisa, una signora che ha aperto nella cittadina un negozio di mode: ella è corteggiata assiduamente da un ricco avvocato, ma la buona società la tiene al bando perché è divorziata. Maria Luisa non è insensibile alle premure del brillante ufficiale e per quanto la sua fama di dongiovanni la spaventi, si sente ben presto conquistata. Ma anche per Armando quello che doveva essere un semplice trastullo, è divenuto un sentimento serio, appassionato: egli si è veramente innamorato. A questo punto il tenente deve allontanarsi per un paio di settimane dalla cittadina. Le maligne chiacchiere della gente, cui danno alimento le gelosie di donne deluse, e varie coincidenze fanno sì che Maria Luisa venga a conoscere la sciagurata storia della scommessa, fissata in un documento scritto. Quando Armando ritorna, acceso finalmente da un onesto sentimento, trova Maria Luisa disillusa e ormai distaccata da lui. I due si separano, Maria Luisa forse sposerà l'avvocato, Armando parte per le grandi manovre.

CAST

NOTE

- DAVID DI DONATELLO 1956 AD ANGELO RIZZOLI PER LA MIGLIORE COPRODUZIONE.

- GIRATO NEGLI STUDI DI BOULOGNE-BILLANCOURT (PARIGI).

CRITICA

"La tenue vicenda è soltanto un pretesto che permette al regista di evocare quel mondo scomparso in cui una storia sentimentale del genere era possibile. Il film è condotto con una non comune abilità, la recitazione è molto efficace, specialmente da parte di Michèle Morgan; il colore è usato con fine accorgimento, il commento musicale è di una felice funzionalità." ('Segnalazioni cinematografiche', vol 39, 1956)
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