GoldenEye

GRAN BRETAGNA, USA - 1995
Dopo aver fatto esplodere una fabbrica chimica russa (dove muore il collega Alec Trevelyan) James Bond si reca a Montecarlo, dove la bella e letale Xenia Onatopp, alle dipendenze della mafia russa, ruba un prototipo di elicottero sostituendosi al pilota e contribuendo, con la complicità del generale russo Ourumov, al furto del sistema satellitare 'Goldeneye', capace di lanciare missili orbitali sul pianeta. La base missilistica di Severnaya viene espugnata, ma alla strage del personale scampa la programmatrice Natalya Simonova che, giunta a Pietroburgo, ritrova con il computer Boris Grishenko, il programmatore della base, anch'esso scampato. Incaricato di rintracciare il sistema rubato, Bond entra in contatto con Janos attraverso un vecchio rivale, Valentin Zukovsky, e scopre che questi è il redivivo Alec, in combutta col generale Ourumov. Legato sull'elicottero insieme a Natalya, a sua volta catturata, Bond scampa all'esplosione del mezzo e viene arrestato, ma fugge di nuovo e insegue Ourumov con un carro armato col quale ferma il treno blindato su cui fugge Janos. Subito dopo Bond si reca nei Caraibi alla ricerca del secondo 'Goldeneye', celato in un lago.

CAST

NOTE

- REVISIONE MINISTERO GENNAIO 1996.

- PRIMO FILM DELLA SERIE 007 CON PIERCE BROSNAN COME PROTAGONISTA (AVREBBE GIA' DOVUTO ESSERE BOND NEL 1986 AL POSTO DI ROGER MOORE, MA IMPEGNI CONTRATTUALI PRECEDENTI GLIEL'HANNO IMPEDITO E LA PRODUZIONE SI E' RIVOLTA A TIMOTHY DALTON).

CRITICA

"Quel che ha capito Spielberg tanti anni fa tuffando Indiana Jones in un libero e glorioso passato (che è anche il passato del cinema e dei fumetti a cui il personaggio si rifà) non lo hanno ancora capito gli autori di James Bond. Forse perché troppo legati alla merce (nessuno è mai stato più 'griffato', scusate la parolaccia, di Bond), e anziché lanciare nuove mode, si contentano di cavalcare quelle esistenti, armi da guerra incluse (pare che il governo francese sia molto contento dello 'spot' per il suo mirabolante elicottero, anche se i cattivi lo rubano in quattro e quattro otto). Così però si gioca di rimessa anziché creare il mito. E forse proprio questo capita all'ultimo Bond: non è più un mito in un mondo di merci, una merce fra le tante. Gli manca solo il codice a barre." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 10 gennaio 1996)

"Il film, ancorché troppo lungo, si mantiene tonico ed autoironico in vista del fragoroso, incalzante clou, quando il nostro si piazza 'come ai vecchi tempi' ai comandi di un monumentale carrarmato e decide di fare la guerra coi cattivi su e giù per le strade di San Pietroburgo in un'apocalisse di gimkane, crolli, demolizioni, incendi e spari. Del vecchio e glorioso cast è rimasto solo il veterano Desmond Llewelyn, alias il geniale armiere 'Q' che si esibisce nell'attesissima, grottesca dimostrazione dei soliti diabolici trucchi di difesa-offesa. Il divertimento vale la spesa del biglietto anche se, decisamente, la nostalgia non è più quella d'un tempo." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 4 gennaio 1996)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy