Gloria Bell

USA, CILE - 2018
3,5/5
Gloria Bell
Gloria è una donna dallo spirito libero e la sua passione è il ballo. In un club, la donna conosce Arnold e se ne innamora.
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: (1:2.35)
  • Produzione: JUAN DE DIOS LARRAÍN, PABLO LARRAÍN, SEBASTIÁN LELIO PER FABULA, FILMNATION ENTERTAINMENT
  • Distribuzione: CINEMA DI VALERIO DE PAOLIS (2019)
  • Data uscita 7 Marzo 2019

TRAILER

RECENSIONE

di Andrea Chimento
Sebastián Lelio rifà… se stesso. Il regista cileno entra nel novero di quegli autori (tra i più importanti ricordiamo Alfred Hitchcock, Leo McCarey, Cecil B. De Mille o, più recentemente, Michael Haneke) che hanno firmato il rifacimento di una pellicola da loro diretta in precedenza.

È avvenuto con Gloria Bell, (auto)remake americano di quel Gloria, che al Festival di Berlino del 2013 aveva regalato a Lelio diversi riconoscimenti e alla protagonista Paulina García l’Orso d’Argento come miglior attrice.

Non è però il primo prodotto in lingua inglese firmato dall’autore cileno che, dopo aver vinto l’Oscar come migliore film straniero con Una donna fantastica, aveva diretto Disobedience, uno dei titoli meno ispirati della sua filmografia.

Al centro di Gloria Bell c’è una cinquantenne con la passione per il ballo che, nonostante le diverse esperienze non andate a buon fine, continua a credere nell’amore. In un club conosce Arnold, e chissà che non possa essere lui il (nuovo) uomo della sua vita…

Lelio si conferma un regista capace, come pochi altri nel cinema contemporaneo, di scavare nel profondo della psicologia femminile, e ci regala un “ritratto di signora” intenso e delicato allo stesso tempo.

Lo stile visivo è raffinato nella scelta dei colori e della luce (ed è su questo che la fotografia di Natasha Braier si distanzia dal film originale), una traccia stilistica assolutamente riconoscibile che l’autore lascia in ogni sua opera.

Per realizzare questo adattamento a stelle e strisce, Lelio ha chiesto la collaborazione della sceneggiatrice Alice Johnson Boher, ma chi conosce il film originale si troverà di fronte a una pellicola che segue in maniera un po’ pigra le fondamenta (e diverse scene sono riprese paro paro) del copione precedente, senza introdurre particolari guizzi.

Eppure, pur conoscendone già la trama, il film risulta appassionante e credibile. Basterebbe la prova di Julianne Moore (perfettamente in parte e davvero magnetica) per giustificare l’operazione, ed è lei il vero valore aggiunto del lungometraggio: con lei e il suo personaggio diventa facile immedesimarsi, ed è forse proprio questo uno dei pregi principali di un film che, in entrambe le versioni, fa comunque bene il suo dovere.

NOTE

- REMAKE DEL FILM "GLORIA" (2013) DIRETTO DALLO STESSO SEBASTIÁN LELIO.

CRITICA

"(...) Vincitore del primo Oscar cileno per Una donna fantastica, Lelio fa il remake del proprio film omonimo del 2013. Potendo disporre di Julianne Moore, le incolla addosso la macchina da presa dalla prima all'ultima inquadratura. Il suo dovrebbe essere un film che carezza le donne mature nel senso del pelo: però la scena finale, sulle note di Umberto Tozzi, ti lascia addosso una certa amarezza." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 7 marzo 2019)

"(...) John Turturro è come Julianne Moore spettacolare nella sua interpretazione, un misto di profondità e vacuità: lei procede nella vita con un desiderio di felicità, lui riesce a emanare un torbido fascino che nasconde disturbi di personalità piuttosto che profondità insondabili (come avviene nella maggior parte dei casi), utile tutorial per donne sole, mai provare ad approfondire. (...) Tutto precipita, ma come sul Titanic bisogna affrontare la fine danzando e cantando e la canzone scelta ovviamente è la hit di Umberto Tozzi, entra odio ed esce amore dal nome Gloria." (Silvana Silvestri, 'il Manifesto', 7 marzo 2019)

"L'idea di remake è antica quanto il cinema, ma la peculiarità di 'Gloria Bell' è di essere un rifacimento a opera dell' autore stesso del primo film, Sebastian Lelio, che a distanza di una manciata d' anni è tornato sul copione, trasferendo la storia dall' originaria cornice cilena a quella americana, e facendo di nuovo centro. Anzi, forse 'Gloria Bell' è addirittura meglio di 'Gloria': la vicenda è essenzializzata, nella introiettata interpretazione di John Turturro il personaggio maschile acquista toni di più sottile ambiguità, e Julianne Moore, anche produttrice, è straordinaria: un femminile concentrato di fragilità e di forza, di desiderio d'amore e di pudore, di matura consapevolezza e di ingenua freschezza." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 7 marzo 2019)

"Il cileno Sebastián Lelio entra fra i registi che si sono fatti da soli il remake, come De Mille (furono dieci più dieci i comandamenti), Hitchcock, Cavani o Haneke. Col sollecito della magnifica Julianne Moore è andato in Usa a raccontare di nuovo la storia della sua 'Gloria'. (...) Pur rifatto inquadratura per inquadratura, il film perde la sua originale, un po' volgare concretezza." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 7 marzo 2019)

"(...) Tanto era dramma 'Gloria', film cileno del 2013, quanto è commedia sentimentale questo 'Gloria Bell', ovvero il suo rifacimento americano. Trama praticamente identica, stesso regista (Lelio), eppure il timbro è curiosamente differente. Se non avete visto l'originale, apprezzerete di più." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 7 marzo 2019)
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