GLI ULTIMI CINQUE MINUTI

ITALIA - 1955
Renata e Carlo s'incontrano per caso, mentre entrambi visitano lo stesso appartamento da affittare: ciascuno dei due, deciso ad avere per sé l'appartamento, rivendica diritti di precedenza. Mentre aspettano il proprietario, incominciano a parlare tra loro e Renata accenna alla sua vita di ragazza moderna, indipendente, che vuol vuol vivere del proprio lavoro: essa infatti vuole l'appartamento per installarvi una sartoria. Il suo modo di fare e di parlare colpisce Carlo, che è un ricco industriale, ed egli le propone di prendere l'appartamento in comune per viverci insieme. Renata rifiuta, ma poi ci ripensa, ed è disposta ad accettare la proposta, che le consentirebbe di vivere per un certo tempo senza preoccupazioni. Ma ora Carlo ritira la primitiva proposta: sempre più affascinato, chiede a Renata di divenire sua moglie. Ella accetta, ma pone una condizione: Carlo deve prometterle di lasciarla libera, s'ella un giorno dovesse incontrare il grande amore. I due si sposano e sono apparentemente felici; ma Carlo, sempre più innamorato della moglie, è sempre in apprensione e si di da fare per scoraggiare le eventuali simpatie di Renata per quelli che la corteggiano. Ma un giorno egli comprende che Renata, uscita nel pomeriggio, si è recata ad un appuntamento in casa di un dongiovanni, che le fa una corte assidua. Mentre Renata, già pentita di avere accettato l'appuntamento, sta per lasciare la casa del dongiovanni, ella riceve una telefonata di suo marito, che servendosi di un banale pretesto, vuole soltanto farle sapere che egli controlla le sue mosse. Renata, offesa dal comportamento del marito, vorrebbe lasciarlo; ma i due, dopo una lunga spiegazione, si riappacificano. Renata ha compreso di essere innamorata di suo marito.

CAST

CRITICA

"Aldo De Benedetti è certo uno dei commediografi che più si sono dati da fare per il nostro cinema d'anteguerra (...). Ed è di oggi la versione di un'altro lavoro teatrale, sfuggito chissà come alle precedenti ricerche degli appasionati (...). De Sica deve conoscere De Benedetti ormai a memoria per averlo recitato varie volte sulle scene e poi sullo schermo (....) (il film) ha qualche spunto divertente (....)". (D. Zanelli, "Il Resto del Carlino", 22/10/1955).
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