Fargo

USA, GRAN BRETAGNA - 1996
Fargo
Addetto alle vendite in un salone d'automobili nel Minnesota, Jerry Lundegaard consegna una vettura nuova a due balordi, Carl Showalter e Gaear Grimsrud, ai quali ha dato un appuntamento in una caffetteria. Lui è un uomo vile, goffamente astuto e pieno di debiti, mentre loro vivacchiano alla giornata, spesso (specie Gaear, uno psicolabile), arma alla mano. Il grande progetto di Jerry è di far sequestrare da costoro la moglie Jean e poi far pagare il riscatto da Wade Gustafson, suo suocero e ricco affarista. Mentre percorrono l'autostrada i due balordi uccidono un agente della polizia stradale e due innocenti, sfortunatissimi testimoni del delitto. Per questi fatti entra in azione a notte fonda Marge Gunderson che dirige il locale posto di polizia (il marito Norm è pittore dilettante), incinta al settimo mese, una donna attenta e saggia, anche se trovare i criminali appare assai arduo. I due folli, mascherati, sequestrano la vittima designata, alla quale nella fuga Gaear fa da custode. Mentre i due complici sono in attesa con la moglie di Jerry legata, questi compie alcune goffaggini (propone al suocero l'acquisto di un terreno da destinare a parking ma si vede estromesso finanziariamente dall'affare con la sola promessa di una percentuale). Frattanto Wade Gustafson esigendo di andare subito a consegnare il riscatto lo fa di persona, ma Carl, irato, lo uccide, e rimane a sua volta ferito alla guancia. Da qui una serie di errori, distrazioni ed incidenti, mentre la poliziotta lavora con calma ed il perfido Jerry insiste ancora nel credere che tutti i suoi piani finiranno per avere successo ma...
  • Durata: 97'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, POLIZIESCO, THRILLER
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA A COLORI
  • Produzione: WORKING TITLE FILMS, POLYGRAM FILMED ENTERTAINMENT, GRAMERCY PICTURES
  • Distribuzione: U.I.P. - RCS FILMS & TV - POLYGRAM FILM INTERNATIONAL

NOTE

- REVISIONE MINISTERO LUGLIO 1996.

- JOEL VINCE A CANNES 1996 IL PREMIO PER LA MIGLIOR REGIA.

- 2 OSCAR 1997 MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA A FRANCES MCDORMAND E MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE AI DUE FRATELLI COEN. IL FILM AVEVA AVUTO ALTRE 5 NOMINATION: MIGLIOR FILM, REGIA, MONTAGGIO, FOTOGRAFIA E MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA (WILLIAM H. MACY).

CRITICA

"Non è un film minore dei Coen. E' diverso: più pudico, più misurato, più realistico insomma più classico. Rappresenta la ferocia senza indossarne la maschera. Pur senza venir meno al suo talento figurativo, né al gusto del grottesco, Coen ha messo la sordina al suo virtuosismo nel raccontare questa tragedia della stupidità che, come molti ignorano, è più complicata dell'intelligenza. Secondo un noto economista italiano, l'umanità si divide in quattro categorie: gli intelligenti, gli stupidi, gli sprovveduti e i banditi. Il protagonista di 'Fargo', paese del Minnesota, o almeno colui che dà l'avvio alla tragedia, è una via di mezzo tra lo stupido e lo sprovveduto con risvolti da bandito. Nel finale la quieta poliziotta che risolve l'intrigo si fa, sconsolata, questa domanda: fare tutto questo per un po' di soldi, dov'è la logica? Questo personaggio è la chiave del film, la sua novità, e non soltanto perché non si era mai vista, almeno a mia memoria, una donna incinta di sette mesi svolgere un'inchiesta criminale. (...) Come riferisce Sciascia, a uno studioso che andava raccogliendo favole popolari, una vecchia siciliana disse: 'Il racconto niente è, tutto sta in come si porta'. I fratelli Coen lo portano bene (...)". (Morando Morandini, 'Il Giorno', 24 maggio 1996).

"Scritto e prodotto da Ethan e Joel, diretto al solito da Joel, 'Fargo' è un film diverso da quelli cui i fratelli sbarazzini ci hanno abituati. Inferiore a 'Barton Fink' e 'Crocevia della morte', superiore alla fiacca divagazione sul capitale di 'Mister Hula Hoop', è un poliziesco nella regola dura del genere, quasi classico nel suo procedere come nelle sue venature bizzarre, nei personaggi fortemente caratterizzati di un coro alla 'Dick Tracy'. (...) 'Fargo' concede al genere tutto, ma lo carica con molta misura di tocchi, estremi e veridici e cerca ancore di salute in un mondo normalissimamente spietato". (Goffredo Fofi, 'Panorama', 6 giugno 1996).
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