Exodus

ISRAELE - 1960
Exodus
Siamo nel 1947, a Cipro, dove 30.000 ebrei provenienti dai campi di concentramento di Germania, Polonia, Jugoslavia e altre parti d'Europa sono riuniti in campi di raccolta inglesi in attesa che le Nazioni Unite decidano sulla loro sorte. Un gruppo di 600 profughi guidati da Azi Ben Canaan agente segreto dell'Hagannanh, l'organizzazione clandestina ebrea in Palestina, intende forzare il blocco inglese per raggiungere senza indugi la Terra promessa e lottare per la sua indipendenza, contrastata dagli Arabi che occupano da millenni la Palestina e dagli inglesi che per mandato internazionale hanno l'obbligo di mantenervi l'ordine. I 600 profughi, dopo aver vinto la resistenza inglese con uno sciopero della fame durato cento ore, allestiscono una vecchia nave ribattezzata 'Exodus' e salpano verso la Palestina dove trovano una situazione caotica e un campo di lotta a oltranza. I profughi, infatti, si trovano a dover combattere contro arabi e inglesi che li osteggiano nelle rivendicazioni patriottiche e la stessa comunità ebraica dilaniata dalla lotta tra le fazioni avverse: da una parte si vorrebbe far l'uso della forza per rendere la Palestina libera ed indipendente, dall'altra si vorrebbe raggiungere un accordo pacificamente con dei patteggiamenti anziché col terrorismo. Nel clima arroventato da tante passioni, dalla discordia, dagli interessi in gioco gli episodi di violenza non si contano, fin che il 29 novembre 1947 le Nazioni Unite proclamano la liberazione della Palestina e gli ebrei si ritrovano liberi e indipendenti nell'antica Terra dei Padri.
  • Durata: 200'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 65 MM, SUPERPANAVISION70 STAMPATO A 16 MM, 35 MM E 70 MM (1:2.20) - TECHNICOLOR
  • Tratto da: romanzo omonimo di Leon Uris
  • Produzione: OTTO PREMINGER FILMS (CARLYLE PRODUCTIONS), ALPHA
  • Distribuzione: DEAR - WARNER HOME VIDEO (GLI SCUDI)

NOTE

- OSCAR 1961 PER LA MIGLIOR COLONNA SONORA DI FILM DRAMMATICO. CANDIDATO ANCHE PER LA MIGLIOR FOTOGRAFIA E PER IL MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA (SAL MINEO, VINCITORE DEL GOLDEN GLOBE).

CRITICA

"Le drammatiche vicende che portarono alla nascita dello Stato d'Israele costituiscono l'ossatura di questo colosso realizzato con indubbio impegno ma all'insegna dell'elefantiasi. L'opera, corale all'inizio, episodica e frammentaria nella seconda parte, manca di equilibrio e non convince che a tratti. La regia in parte vigorosa, in parte incline a cedere ai più facili effetti spettacolari è comunque dignitosa, al pari dell'interpretazione. Al film, cui avrebbe giovato una maggior concisione, nuocciono soprattutto la cadenza ritmica, lenta, e l'episodica frammentarietà della seconda parte." (Segnalazioni cinematografiche', vol. 50, 1961)
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