Eva

FRANCIA, BELGIO - 2018
2/5
Eva
Bertrand è un giovane e promettente scrittore, ma il suo successo nasconde un terribile segreto. Quando incontra Eva, prostituta d'alto bordo con un passato altrettanto misterioso, decide di sedurla a ogni costo e usare la sua storia come ispirazione letteraria, anche mettendo a rischio il fidanzamento con l'ingenua Caroline. Ma Eva non si lascia manipolare facilmente e trascina presto Bertrand in una spirale di menzogne, violenza e tradimento.
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, ROMANTICO
  • Specifiche tecniche: (1:2.39)
  • Tratto da: romanzo omonimo di James Hadley Chase (ed. Feltrinelli)
  • Produzione: MÉLITA TOSCAN DU PLANTIER, MARIE-JEANNE PASCAL PER ARTE FRANCE CINÉMA, MACASSAR PRODUCTIONS, IN COPRODUZIONE CON ARTE FRANCE CINÉMA, NJJ ENTERTAINMENT SCOPE PICTURES, LUC BESSON PER EUROPACORP
  • Distribuzione: TEODORA FILM
  • Data uscita 3 Maggio 2018

TRAILER

RECENSIONE

di Simone Porrovecchio
Eva di Benoît Jacquot non riesce a convincere, nonostante una perfetta Isabelle Huppert. A questo thriller erotico manca la perfetta eleganza dell’altra Eva diretta da Joseph Losey, il grande classico noir con Jeanne Moreau che fece scandalo a Venezia nel 1962. Benoît Jacquot torna a dirigere la storia di una Femme Fatale affiancandola a uno scrittore impostore che deve il suo successo a un manoscritto rubato.

Huppert - Eva è una prostituta d’alta società che indossa abiti haute couture, una parrucca scura, rossetto rosso fuoco e tacchi a spillo. Fredda, calcolatrice, intrigante – insomma la Huppert nel suo ruolo ideale, visto in tante declinazioni. Il problema qui è che Jacquot abbandona la sua musa a sé stessa. E la fa essere sé stessa. Isabelle insomma resta Isabelle senza diventare Eva. Eva si svolge tra Parigi, il Lac d’Annecy e uno chalet innevato sulle alpi francesi.


 

L’antagonista della donna è Bertrand (Gaspard Ulliel), un volto tra Delon e Belmondo, ma senza espressività incisiva. Anche lui è un ex prostituto ed è proprio a un anziano cliente che ha rubato il manoscritto. Eva finisce per un motivo fortuito nello Chalet della fidanzata di Bertrand la notte in cui lui ci è andato solo per concedersi qualche giorno di scrittura. Cominciano a frequentarsi. Lui paga. Ma si innamora, forse. Lei pensa solo al denaro.

Bertrand, invece, pensa di essere superiore. Come amante è convinto di conquistarla con le sue stesse armi. Decide di scrivere la prossima pièce ispirandosi alla liason. In realtà non ha talento. E la scrittura è piatta.  Una mascherata, un gioco al nascondiglio dei desideri, e bugie innestate nella realtà come i dettagli nascosti nelle tavole illustrate dei fratelli Grimm.

Jacquot gioca con il camouflage; i confini tra vissuto e inventato sono, almeno all’inizio, non chiari. Ma ci si perde nella convenzionalità di sequenze piatte, senza la virtuosità tecnica che un doppio piano di racconto come questo richiederebbe.

NOTE

- REALIZZATO CON LA PARTECIPAZIONE DI CANAL +, CINÉ +, ARTE FRANCE, TELESCOPE FILM DISTRIBUTION, CON IL SOSTEGNO DI TAX SHELTER DU GOUVERNEMENT FEDERAL BELGE VIA SCOPE INVEST.

- IN CONCORSO AL 68. FESTIVAL DI BERLINO (2018).
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