ERAVAMO SETTE VEDOVE

ITALIA - 1939
Un piroscafo di lusso in crociera per i mari del Sud, naufraga poco dopo passato l'Equatore. Si imbarcano su di una scialuppa sette signore, strappate dai loro mariti al momento del panico, e con esse un anziano avvocato ed un cameriere di bordo. Dopo una notte di navigazione alla deriva, approdano su di un'isola sconosciuta. Alcuni giorni passano nella ricerca di cibo e di ricovero, quando finalmente si scopre che l'isola è abitata da un uomo, vittima di un naufragio avvenuto alcuni anni prima e marito della più anziana tra le signore. Intanto una seconda scialuppa che trasporta i consorti delle altre sei viaggiatrici viene a infrangersi contro gli scogli dell'isolotto. Tutte le famiglie si ricompongono ed iniziano una esistenza di libertà e di felicità, allietata da numerosa prole. L'avvocato, che nel mondo civile ha voluto rimanere scapolo impenitente, soffre della comune felicità le conseguenze del suo egoismo. Inalbera così un grande telone sul quale dipinge un richiamo pubblicitario a scopo matrimoniale e passa le sue giornate a scrutare l'orizzonte in attesa di qualche naufraga che voglia consolare la sua solitudine.

CAST

NOTE

SUONO: GIOVANNI BIANCHI - REGISTRO CINEMATOGRAFICO N. 90 -
GIRATO NEGLI STABILIMENTI DI CINECITTA' - METRI 2274.
DIRETTORE DI PRODUZIONE: GIULIO MANENTI AIUTO REGISTA: PAOLO MOFFA

CRITICA

"(....) si tratta di una fiabetta avventurosa, condita di episodi comici, di volute situazioni inverosimili, di trovatine spiritose. Tutta l'azione del film è sostenuta dalla bravura di Antonio Gandusio e di Amelia Chellina. Le altre interpreti, tutte volenterose sono raggruppate in maniera che l'una è al pari dell'altra: non si distinguono fanno cioè gruppo. Il regista le accompagna fotografandole senza rilievo e senza dare a ciascuna una linea caratteristica (...)". (F. Sarazani, "Il giornale d'Italia" 24/11/1939)
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