Edhel

ITALIA - 2017
3/5
Edhel
Edhel è una bambina nata con una malformazione del padiglione auricolare che fa apparire le sue orecchie "a punta". Affronta il disagio chiudendosi in se stessa e cercando di evitare qualunque rapporto umano che non sia strettamente necessario. La scuola e i compagni, per lei, sono un incubo. L'unico posto in cui si sente felice è il maneggio in cui Caronte, il suo cavallo, la aspetta tutti i pomeriggi così come faceva con suo padre prima che morisse in un incidente di gara. Edhel vive con la madre Ginevra. Il rapporto tra le due è difficile e conflittuale. Ginevra preme perché la figlia si operi, correggendo quel difetto che la separa da una "normalità" convenzionale. Lo desidera per il bene della figlia, affinché possa essere felice come le sue coetanee. L'incontro con Silvano, il bizzarro bidello che inizia Edhel al mondo del fantasy, convince la ragazza della possibilità che quelle orecchie siano il chiaro segno della sua appartenenza alla nobile stirpe degli Elfi. Da quel momento in poi, Edhel inizierà a credere nella magia di poter essere finalmente se stessa.
  • Durata: 84'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, FANTASY
  • Produzione: VINIANS PRODUCTION SRL
  • Distribuzione: VINIANS PRODUCTION SRL (2018)
  • Data uscita 25 Gennaio 2018

TRAILER

RECENSIONE

di Gian Luca Pisacane

Un cappuccio per nascondersi, per ripararsi dal presente e dal passato che la insegue. Le sue orecchie sono strane, a punta, e gli altri la guardano come se fosse un mostro. Il suo nome è Edhel, una ragazzina sospesa tra realtà e finzione, tra un mondo popolato da strane creature e una vita di sofferenza ed emarginazione.

L’esordio di Marco Renda brilla di entusiasmo e si rivela un fantasy coraggioso che, con i mezzi di un film indipendente, costruisce un’atmosfera da favola, senza il bisogno di mirabolanti effetti speciali. Edhel è una storia di disagio sociale, di bullismo, con il diverso che ancora una volta è vittima di chi crede di essere superiore.

 

Quanto è difficile crescere, specialmente in una società che cerca l’omologazione, invece di illuminarsi con qualcosa di nuovo. Per un attimo, su un televisore, si vede una sequenza de Il bacio della pantera di Jacques Tourneur, il manifesto di un terrore ancestrale frutto dell’immaginazione. In Edhel il significato della paura si ribalta: la protagonista teme ciò che conosce, perché sa quanto può farla soffrire. Un cinema da sostenere, da sviluppare, per una regia che certo si affinerà, ma che lascia ben sperare per il futuro

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