E adesso sesso

ITALIA - 2001
E adesso sesso
"Fuga d'amore" - una donna fugge col compagno diciassettenne del figlio, ma dura poco, mentre i familiari hanno il loro quarto d'ora di celebrità.
"Venere nera" - Romeo, un operaio che disprezza terroni ed extracomunitari, si innamora di una prostituta nera, si indebita per riscattarla e va a vivere con lei dopo essere stato buttato fuori di casa dalla moglie, ma dopo qualche tempo anche la sua venere nera si trasforma in una casalinga sciatta.
"Guardoni" - un gruppo di ragazzi spia dalla finestra una bella donna che si spoglia, ma quando il marito la fa spostare perché lei è di fronte al televisore, impedendogli di seguire la partita in tv, anche i ragazzi gioiscono e si godono la partita.
"Belle da calendario" - per vendicarsi dei mariti che comprano i calendari delle star nude, un gruppo di mogli realizza un calendario fatto in casa.
www.scambiocoppia.it - una coppia di fidanzati per gioco contatta una coppia di scambisti e organizza un incontro in casa della nonna di lui, ma sul più bello la nonna ritorna e alla fine invece dell'orgia si gioca a scopetta e si mangia una succulenta pasta e fagioli.
"Guardoni - parte seconda" - un impiegato, affacciandosi alla finestra del suo ufficio, scorge due ragazze amoreggiare e chiama i suoi colleghi. Le ragazze, accortesi del 'pubblico' invece di arrabbiarsi tirano la tenda, sulla quale c'è scritto il numero del conto corrente sul quale versare i soldi, per poter continuare a beneficiare dello 'spettacolo'.
"Una vita hard" - per arrotondare il magro stipendio del marito, una casalinga fa film hard a sua insaputa, ma il marito la scopre e la caccia di casa. Lei continua a girare i film per mantenersi, ma un giorno sul set ritrova il marito che le propone un affare: tornare a casa da lui e fare i film insieme.
  • Altri titoli:
    And Now for Sex
  • Durata: 94'
  • Colore: C
  • Genere: EROTICO
  • Produzione: CECCHI GORI GROUP FIN. MA. VI.
  • Distribuzione: CECCHI GORI

CRITICA

"Come è bello far l'amore da Trieste in giù, ispiratissimo dalla cronaca, geograficamente polimorfo, popolato da una folta e agguerrita schiera di 'anonimi' caratteristi, il film è più spiazzante di quanto si potesse pensare, ci si aspettava un'interminabile sequela di oscene sequenze cult e invece traspare un'Italietta che, nonostante il titolo, è un 'paese senza' più annoiato che assatanato, più assuefatto che arrapate." (Fabio Bo, 'Il Messaggero', 2 marzo 2001)
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