Dracula di Bram Stoker

Bram Stoker's Dracula

USA - 1992
Per la falsa notizia della sconfitta e morte sul campo di Vlad III, la moglie Elisabetta si suicida lanciandosi dall'alto di una roccia. Il condottiero, folle d'ira e di dolore, giura vendetta contro l'Onnipotente, resta "non morto per sempre", ambizioso di potere, assetato del sangue di cui si nutre, lussurioso e ancora vivo, nella secolare leggenda di Dracula. Nella Londra vittoriana si sposta in caccia della donna eletta, per azzannarla al collo, travolgerla in un turbine di sangue e di eros, farle assaporare il gusto del potere e trasmetterle la vita eterna sulla terra. Dapprima seduce Lucy poi Mina medesima. Mina a detta di lui, assomiglia prodigiosamente alla defunta Elisabetta, Lucy è presto perduta.

CAST

NOTE

- REVISIONE MINISTERO GENNAIO 1993.
- AIUTO REGIA: PETER GIULIANO, KATE DAVEY, W. THOMAS SNYDER.
- CONSULENTE RELIGIOSO: P.J. CAMERON.
- CONSULENTE STORICO: LEONARD WOLF.

CRITICA

"Un kolossal da 40 milioni di dollari, un impasto dove tutti i generi si amalgamano in un'esercitazione stilistica. Opera di un regista megalomane, estroverso, ridondante, ma dotato di straordinario talento visivo". (Enzo Natta, "Famiglia cristiana")

"Coppola ha il coraggio di correre tutti i rischi di un'impresa eccessiva, dove il sublime non ha paura di andare a braccetto del ridicolo". (Adriano Aprà, "L'Avanti")

"Il talento melodrammatico di Coppola è così grande che, anche se il mito di Dracula interessa ormai poco, nel suo film si trovano tante cose appassionanti e divertenti". (Lietta Tornabuoni, "L'Espresso")

"Lo spirito del romanzo di Bram Stoker ha trovato in Coppola una fedeltà, che forse sulle prime si avverte. Il film è percorso da pulsioni ardenti e grandi sensualità. Non l'opera è meno orrifica delle altre volte viste finora sugli schermi. La fantasia del regista appare meno eccitata, ma fibrilla per lieviti forse meno rituali e tradizionali, liberando il prototipo dalle strette di moduli superati e risalendo dentro la leggenda ed il mito con una indagine psicologica e strumenti più sottili e moderni. La decapitazione del "mostro" segna il terminale di un viaggio nell'inconscio, dopo furiosi, eccessi e folli sfide. Grande la spettacolarità notevole la ricchezza e varietà degli espedienti registici". ("Segnalazioni Cinematografiche", vol. 115, 1993)
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