DESPERADO

USA - 1995
DESPERADO
In una piccola città messicana si trova Bucho trafficante di droga, insieme ai suoi fidi. Sulle sue tracce si è messo da tempo "El Mariachi", ex chitarrista e tipo bizzarro e spericolato, che gira in questa cittadina dalla polvere rossastra con il suo strumento: nella custodia però, ci sono anche pistole, proiettili e perfino un piccolo missile. Il malvagio Bucho esercita pressioni sui molti abitanti, che ha reso succubi della droga, e tra di essi vi è la bella Carolina, la cui libreria è un comodissimo nascondiglio. "EI Mariachi" frequenta bar e locali, un po' suonando e molto più sparando contro i cattivi, una volta individuato il narcotrafficante. Egli vuole vendicarsi e le sparatorie si susseguono: si comporta da bravaccio e nessuno sa niente di lui. Ora è innamorato e alleato di Carolina, ma alle sue spalle c'è una storia misteriosa, dura e dolorosa. Infatti Bucho gli ha ucciso la donna amata e adesso vuole eliminare anche Carolina. Sarà invece lo spavaldo "El Mariachi" a uccidere l'avversario. Partito da solo e a piedi con la fida chitarra - la sua unica ricchezza di ex musicante girovago - il giovane viene subito raggiunto da Carolina e la coppia si allontana verso un avvenire d'amore senza più rivoltelle micidiali.
  • Durata: 106'
  • Colore: C
  • Genere: AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: NORMALE A COLORI
  • Produzione: BILL BORDEN, ROBERT RODRIGUEZ PER COLUMBIA PICTURES - LOS HOOLIGANS PRODUCTION
  • Distribuzione: COLUMBIA TRISTAR FILMS ITALIA (1996) - COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO
  • Vietato 14

NOTE

REVISIONE MINISTERO DICEMBRE 1995.

CRITICA

"Cavalcando un budget infinitamente superiore a quello dell'opera prima "El Mariachi" che l'ha lanciato, il regista texano-messicano conferma il proprio talento per le coreografie degli scontri a fuoco e le stragi iperboliche, schiudendo alle partecipazioni di amici come Steve Buscemi e Quentin Tarantino qualche spazio di facile umorismo. E si deve soprattutto alla qualità di un montaggio ellittico e forsennato (firmato dallo stesso Rodriguez) in puro stile comic, se Desperado riesce a non concederti un attimo per riflettere sul vuoto che ha dentro." (La Stampa, Alessandra Levantesi, 9/2/96).

"Divertente, pur nel suo esageratoisterismo, commedia western dell'ex carneade Robert Rodriguez, pronto a rifare pari pari,ma con overdose di mezzi, il proprio precedente, irresistibile 'El mariachi'. Se è impossibile tener conto dei morti, mon può sfuggire l'avvenenza della sodissima bassotta e, a dispetto del macabro neome di battesimo, tutt'altro che cadaverica Salma Hayek". (Massimo Bertarelli, 'Il giornale', 12 febbraio 2001)

Poiché "El Mariachi" vuol dire press'apoco "il trovatore" non c'è da stupirsi di come vanno a finire le cose nel film Desperado. Se avete cultura melodrammatica, pensate al tragico nodo che nell'opera verdiana lega i destini di Manrico e del Conte di Luna... basta, non aggiungo altro per non smontare l'unica sorpresa di un film sotto altri aspetti godibile, proprio perché tutto prevedibile e manieristico. " la parabola del giovane regista "Tex-Mex" (secondo la definizione di - "Variety") Robert Rodriguez che un paio di anni fa realizza un filmetto amatoriale con settemila dollari (avete letto bene, non sette milioni che ai costi americani sarebbero già pochi), vince a sorpresa il premio del pubblico al Sundance Film Festival e viene subito invitato dalla Columbia a dargli un seguito più ricco, con al centro una "star" emergente. (Corriere della Sera, Tullio Kezich, 10/2/96).

Desperado, titolo che richiama il vecchio brano degli Eagles, è un western contemporaneo e un pulp-western. O meglio: un Western-spaghetti&burritos. O meglio ancora: un metawestern - sulla scia dell'assai più sardonico film di Sam Raimi, "Pronti a morire" - dove sparatorie, duelli al sole, morti ammazzati, sangue che sprizza, pistoleri che muoiono piroettando come nel kung-fu, sono rappresentati con stile ipercinetico, ridondante, citazionista, situazionista, astratto. Violenza sublimata "creativa", aspetto visuale curatissimo, dosatio da ralenti, pause, sospensioni e accelerazioni. Sporco cinema junk food smaltito in una lavorata nouvelle cuisine. (Il Messaggero, Fabio Bo, 13/2/96)
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