DESIDERI SMARRITI

BODIES REST AND MOTION

USA - 1993
DESIDERI SMARRITI
Beth Walker sta con Nick Brennan che precedentemente è stato l'amante di Carol, loro vicina di casa e miglior amica di Beth. I tre, ventotenni, vivono a Enfield, Arizona, ognuno frustrato della propria vita, del lavoro e dei loro rapporti interpersonali. Nick decide di lasciare Enfield e di andare a Billing, Montana, alla ricerca dei genitori che non sente da più dieci anni. E' l'occasione per ricominciare una nuova vita. Ma le cose non vanno nel modo sperato ed egli ritorna ad Enfield per scoprire, però, che Beth non l'ha aspettato. Ha incontrato Sid, venuto a imbiancare la casa dove lei e Nick vivevano. E' amore a prima vista, ma lei non se la sente di farsi coinvolgere dai sentimenti e parte precipitosamente senza lasciar detto niente. Sid non ci sta e va alla ricerca del suo nuovo amore lasciano Nick alle prese con un ritorno di fiamma insieme a Carol.
  • Durata: 93'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: NORMALE
  • Produzione: ALLAN MINDEL, DENISE SHAW, ERIC STOLTZ PER FINE LINE FEATURES, AUGUST ENTERTAINMENT
  • Distribuzione: PENTA FILM (1994) - PENTAVIDEO - MEDUSA VIDEO

CRITICA

"In un'atmosfera un po' alla Sam Shepard, tra motel scalcinati e debolezze familiari, 'Desideri smarriti' ricostruisce l'intreccio di umori che unisce e divide questi giovanotti senza radici. Fuori: i tramonti fiammeggianti dell'Arizona, i Navajos che vendono monili, le autostrade solcate dai Tir. Dentro: un'inerzia esistenziale che corrode, il sesso che riscalda per un attimo, il piacere di riconoscersi simili. Ha impiegato quattro anni per vedere la luce questo filmetto indipendente che risolve in chiave ottimista (un elogio del rischio amoroso?) il clima di sbandamento esistenziale vissuto da molti trentenni. Appropriati al disegno psicologico, gli interpreti duettano con la naturalezza tipica del cinema hollywoodiano, senza farsi la guerra, e anzi portando qualcosa di personale nei rispettivi personaggi. E l'occhio del cinefilo non si farà sfuggire la comparsata spiritosa di papà Peter Fonda nei panni del tardo hippy stile 'Easy Rider' che attraversa il paesaggio western a cavallo di una motocicletta rombante." (Michele Anselmi, 'L'Unità', 25 giugno 1994).

"Il regista, che ci ha messo 4 anni per mandare in porto il suo progetto, sposa la causa del racconto minimalista on the road, spendendo quattro soldi di infelicità sulle spalle di due coppie di giovani attori in carriera che fanno un buon gioco di squadra: Bridget Fonda, il bravo Tim Roth, Phoebe Cates e l'espressivo Eric Stoltz. Ma la migliore è una certa Alicia Witt, che appare e scompare come un'illusione ottica, proprio come papà Fonda, che si offre, a bilanciare i complessi edipici, come comparsa post hippie con esplicito riferimento a 'Easy rider'." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 16 luglio 1994).

"Il film è modesto e modesti sono gli attori (la più grintosa è Bridget Fonda naturalmente) e il regista Steinberg (cognome impegnativo) se sa essere conciso non sa ancora sostanziare la concisione. Può migliorare. Magari vedendo e rivedendo i film di Jost." (Franco Colombo, 'L'Eco di Bergamo', 13 luglio 1994).
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