Corvo Rosso non avrai il mio scalpo

Jeremiah Johnson

USA - 1972
Corvo Rosso non avrai il mio scalpo
Stanco della vita sociale, Jeremiah Johnson cerca rifugio sulle Montagne Rocciose, nel Colorado (siamo intorno al 1840). Bear Claw, un simpatico vecchio cacciatore che vive sulle Montagne, gli impartisce i primi rudimenti per la sopravvivenza. Nel corso delle sue esplorazioni, Jeremiah incontra una donna diventata pazza dopo aver assistito al massacro dalla sua famiglia. Risultato vano il suo tentativo di aiutarla, conduce con sé e adotta un altro superstite della strage, un ragazzetto muto, figlio della donna, che chiamerà Caleb. In seguito, Jeremiah si conquista la riconoscenza di un uomo scaltro, Del Gue che ha salvato da morte sicura, il quale gli fa conoscere Capo Tonante, che guida gli indiani cristiani Teste Piatte. Questi, per ammirazione, dà in sposa a Jeremiah la propria figlia Swan. Contento con la donna e il ragazzo, Johnson si costruisce una casa e una famiglia. Accetta però di guidare un drappello di soldati attraverso itinerari ostici; lo fa soltanto per portare soccorso a una carovana semisepolta nella neve. Durante questa spedizione, i soldati guidati da Jeremiah profanano il cimitero del feroci indiani Corvi, che si vendicano uccidendo Swan e Caleb. Disperato, Jeremiah Johnson brucia la casa dove sono i cadaveri dei suoi cari, quindi si abbandona a una serie di uccisioni di indiani Corvi. La qualcosa lo ingigantisce agli occhi degli indiani stessi ed entra così nella leggenda. Gli indiani si accaniscono contro lui, alla ricerca della gloria. Ma Jeremiah, stanco, solo, rinuncia a continuare la vendetta proprio quando incontra il capo dei Corvi.
  • Altri titoli:
    CROW KILLER
  • Durata: 110'
  • Colore: C
  • Genere: WESTERN
  • Specifiche tecniche: PANAVISION, TECHNICOLOR, 35 MM
  • Tratto da: romanzo "Mountain Man" di Vardis Fisher e dal racconto "Crow Killer" do Raymond W. Thorp e Robert Bunker
  • Produzione: WIZAN SANFORD PER SANFORD PRODUCTIONS, WARNER BROS.
  • Distribuzione: DEAR - WARNER HOME VIDEO (GLI SCUDI)

CRITICA

"Basato sulla figura di un eroe mitico (intensamente resa dall'attore Robert Redford), realizzato con scene che evocano un affascinante e incontaminato West, questo film, senza paternalismi o sterile folklore, rimette in discussione tutti i loro valori: culturali, zoologici, politici, filosofici, ecologici, geografici, religiosi. Con notevole onestà, rifiuta le angolazioni unilaterali o le scelte manichee (razzismo o antirazzismo, vivere a contatto della natura o nella società) e si preoccupa che siano i fatti a dirigere lo spettatore verso l'apprezzamento dei gesti più validi (da chiunque vengano compiuti) e verso la condanna di ogni forma di depravazione. In tal modo alla presunzione colonizzatrice del protagonista, rispondono la maturità culturale degli indigeni e la stessa natura, e alla sua violenta reazione per la sanguinosa tragedia subita, risponde il gesto di pace del più importante dei nemici." (Segnalazioni cinematografiche, vol 74, 1973)
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