Conto alla rovescia

Countdown

USA - 1968
Alla notizia che i sovietici hanno messo in orbita una navicella con tre astronauti, destinata a raggiungere la Luna, gli americani decidono di accelerare il programma spaziale mandando a loro volta un uomo sulla Luna. Tuttavia, il progetto americano subisce un mutamento in quanto gli astronauti sovietici sono tutti civili e di conseguenza anche gli statunitensi devono far pilotare la capsula a un civile e non a un militare, come era previsto nel programma originario. Dopo qualche divergenza fra il colonnello Chiz Stuart e Luis Stegler, quest'ultimo, in qualità di civile, è incaricato di sostituire il primo nell'impresa. Stegler, giunto nell'orbita dell'attrazione lunare, è autorizzato all'impatto soltanto se avvisterà la cabina rifugio precedentemente lanciata da Cape Kennedy. Sbarcato sulla superficie lunare, Luis si accorge troppo tardi che l'oggetto avvistato non è la cabina in cui avrebbe dovuto trovare una provvista d'aria sufficiente a sopravvivere fino al ritorno a Terra, ma l'astronave sovietica infrantasi al suolo. Stegler comincia a vagare nel desolato paesaggio lunare e, proprio quando la riserva d'ossigeno sta per esaurirsi, avvista la cabina rifugio.
  • Durata: 73'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:2.35), PANAVISION - TECHNICOLOR
  • Tratto da: dal romanzo "The Pilgrim Project" di Hank Searls
  • Produzione: WARNER BROS./SEVEN ARTS
  • Distribuzione: WARNER BROS., SEVEN ARTS - WARNER HOME VIDEO (GLI SCUDI)

NOTE

- LA DURATA IN ORIGINE ERA DI 100'.

- WILLIAM CONRAD, PRODUTTORE ESECUTIVO DEL FILM, HA DIRETTO (NON ACCREDITATO) LE SCENE AMBIENTATE SULLA LUNA.

CRITICA

"Un film di modesta ma dignitosa fattura che non manca di sottolineare l'angoscia, la trepidazione e gli stati d'animo dei piloti sia prima sia durante le imprese spaziali, e che si sofferma inoltre con sufficiente rigore documentaristico su tutte le fasi del progetto spaziale. Più preciso in quest'ultimo aspetto che nella caratterizzazione dei personaggi, nei loro contrasti e nei loro drammi interiori, il lavoro non si discosta dai comuni cliché pur presentando qualche pagina efficace." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. LXIII, 1968)
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