Complice la notte

One Night Stand

USA - 1997
Complice la notte
Max Carlyle fa il regista pubblicitario, è sposato, ha due bambini e una vita felice. Finito un lavoro a New York, gli capita di perdere l'aereo per tornare a casa e un incontro casuale lo porta a fare conoscenza con Karen, bella e a sua volta sposata. Max accetta l'ospitalità di Karen, passa la notte con lei e i due alla fine si abbandonano all'attrazione reciproca. Tornato a Los Ageles, Max è tormentato dal rimorso, e la moglie Mimì intuisce che è successo qualcosa. Un anno dopo, Max torna a New York per stare vicino all'amico Charlie, ricoverato in ospedale per AIDS. In stanza Max, che è insieme alla moglie, si ritrova faccia a faccia con Karen, il cui marito è Vernon, il fratello di Charlie. L'imbarazzo tra i due si scioglie quando le due coppie cominciano a frequentarsi. Tempo dopo, Charlie muore e, al ricevimento seguente al funerale, Max e Karen si lasciano andare nuovamente alla passione. Mentre sono appartati, sentono rumori e scoprono in intimità Mimì e Vernon. Passa un altro anno, le due coppie escono dal ristorante ma i ruoli sono invertiti, Max va via con Karen, Minnie con Vernon.
  • Durata: 99'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: 35 MM, TECHNICOLOR
  • Produzione: BEN MYRON, MIKE FIGGIS, ANNIE STEWART PER NEW LINE CINEMA, RED MULLET PRODUCTIONS
  • Distribuzione: CECCHI GORI DISTRIBUZIONE (1997) - CECCHI GORI HOME VIDEO

NOTE

- REVISIONE MINISTERO SETTEMBRE 1997.

- COPPA VOLPI ALLA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA 1997 A WESLEY SNIPES.

CRITICA

"Wesley Snipes è molto attraente, ma il suo volto di pietra non giustifica il premio al migliore attore attribuitogli come cortesia per l'ospite all'ultima Mostra di Venezia. Tra gli altri interpreti adeguati del film carino e lieve, sorprende trovare Julian Sands in una parte di infermiere molto piccola, irrilevante". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 10 ottobre 1997)

"Indecente tentativo di abbagliare lo spettatore con un po' di glamour e uno dei peggior concentrati di luoghi comuni visto recentemente sullo schermo. Intorno ai corpi tirati a lucido di due oggetti del desiderio da 'esportazione' la storia tenta di venderci il tema sempiterno delle solitudini che cercano di coincidere nonostante le avversità del mondo. (...) Romanticismo, anticonsumismo, pietismo: c'è davvero tutto, tenuto insieme da uno stile falso quanto patinato, che non può che concludersi nel più scontato e rassicurante dei modi. Se questo è la Hollywood che gli europei dovrebbero imitare, stiamo freschi". (Paolo Mereghetti, 'Sette', 23 ottobre 1997)
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