Comedians

ITALIA - 2021
3/5
Comedians
Sei aspiranti comici stanchi della mediocrità delle loro vite, al termine di un corso serale di stand-up si preparano ad affrontare la prima esibizione in un club. Tra il pubblico c'è anche un esaminatore, che sceglierà uno di loro per un programma televisivo. Per tutti è la grande occasione per cambiare vita, per alcuni forse è l'ultima. Le esibizioni iniziano e ogni comico sale sul palco con un grande dilemma: rispettare gli insegnamenti del proprio maestro, devoto a una comicità intelligente e senza compromessi o stravolgere il proprio numero per assecondare il gusto molto meno raffinato dell'esaminatore? O forse cercare una terza strada, di assoluta originalità?
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Tratto da: omonima opera teatrale di Trevor Griffiths
  • Produzione: FABRIZIO DONVITO, BENEDETTO HABIB, MARCO COHEN PER INDIANA PRODUCTION E RAI CINEMA
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION
  • Data uscita 10 Giugno 2021

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia

Comedians, la pièce del drammaturgo britannico Trevor Griffiths, è una profonda affezione per Gabriele Salvatores. Il regista premio Oscar per Mediterraneo la mise in scena all’Elfo di Milano nel 1985, con Claudio Bisio e Silvio Orlando nel cast, e due anni dopo ne trasse ispirazione il lungometraggio Kamikazen. Ma non bastava, trentacinque anni più tardi ci è voluto tornare, ottenendo da Griffiths un entusiastico imprimatur per un esplicito adattamento cinematografico: Comedians annovera sei comici (Ale e Franz, Marco Bonadei, Walter Leonardi, Giulio Pranno e Vincenzo Zampa) chiamati a finalizzare sul palco un corso serale di stand-up e dibattuti, se non lacerati, tra la lezione morale del maestro (Natalino Balasso) e la vocazione commerciale dell’esaminatore (Christina De Sica).

La rilettura 2021 è più amara, intorcinata delle trattazioni precedenti: tradimento e successo, orrore e risata, la tensione sale e scoperchi i sepolcri imbiancati e i prostituti della comicità, di cui Salvatores e Griffiths confezionano un pamphlet morale, un vademecum etico, un compendio d’autore.

In primo piano è “il dark side della commedia teatrale, la parte più ponderosa, riflessiva e malinconica”, affidata a un decor serale, un’uggia esistenziale, un mood piovoso: si prenda l’arte e la si metta da parte, ma l’umano, che ne è dell’umano?

La comicità è una cosa seria, come voleva già Pirandello, e Salvatores vi si applica seriamente, a tratti seriosamente e farraginosamente, non abbassando mai la guardia stilistica – il film è elegante – ma guardando in faccia, ovvero allo specchio, i problemi della professione, per esempio la dicotomia tra bravura e successo, a discapito, se vogliamo, del qui e ora sociale.

Bene Balasso, bene De Sica, benino il Jokerino nostrano Pranno, e tutto sommato bene questo Salvatores crepuscolare, sommessamente inquieto e sottilmente inquietante: si deve ripartire dopo il Covid, e l’approdo in sala il 10 giugno con 01 Distribution è coraggioso se non meritorio, certo, è impresa improba, proibitiva, con l’aria – e l’uggia – che tira sullo schermo.

NOTE

- REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DEL MIC; CON IL SOSTEGNO DI FRIULI VENEZIA GIULIA FILM COMMISSION.
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