Come te nessuno mai

Come te nessuno mai
Primo giorno: Silvio e Ponzi, amici e compagni di classe in un liceo di Roma, accettano di partecipare all'occupazione della scuola solo con l'obiettivo di fare colpo sulle ragazze. Ne parlano la sera con gli altri ragazzi, tra cui Martino, molto invidiato perché ha già una relazione con Valentina. Secondo giorno: viene decisa l'occupazione. Gli studenti sfondano le barricate ordinate dal preside e si dividono nelle varie aule. Silvio si trova accanto a Valentina, entrano nella stanza buia dell'archivio e qui si baciano. Questo fatto, che doveva restare segreto, dopo qualche ora è sulla bocca di tutti. Lo sa anche Martino che, infuriato, decide di vendicarsi. Lo apprende poi anche Claudia, amica di Valentina e segretamente innamorata di Silvio. I genitori di Silvio, ex sessantottini, minacciano di cambiargli scuola e gli impediscono di dormire nell'edificio insieme agli occupanti. Terzo giorno: la polizia entra a scuola. Gli studenti scappano. Silvio e Claudia si trovano a fuggire insieme sul motorino. A casa, Silvio parla di Claudia col fratello maggiore che alla fine lo esorta ad andarla a cercare. Silvio e Claudia si rivedono e il nuovo incontro scioglie ogni dubbio. Silvio ora ha le idee chiare: l'amore conta più di tutto.
  • Durata: 88'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Tratto da: un'idea di Marco Valerio Fusco
  • Produzione: DOMENICO PROCACCI
  • Distribuzione: MIKADO FILM, ELLEU MULTIMEDIA - DVD: WARNER

NOTE

- IN CONCORSO ALLA 56^ MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA (1999) NELLA SEZIONE CINEMA DEL PRESENTE.

CRITICA

" Film abbastanza simpatico, abbastanza "furbo" nel riprendere, e ce n'era bisogno, certi toni sentimentali che erano cari a Emmer in "Terza liceo" (...) Film fresco nella descrizione del cicaleccio dei compagni di scuola, attendibile nel tratteggio dei rapporti ragazzi-genitori "Come te nessuno mai" ha un piglio che lo rende gradevole (...)". (Francesco Bolzoni, "Avvenire", 1 ottobre 1999)

"Ce la faranno i giovani e meno giovani spettatori al di sopra della linea gotica a capire quello che si dicono i giovani romani di 'Come te nessuno mai'? Speriamo di sì. O comunque facciano un piccolo sforzo. Perché il film di Gabriele Muccino è il primo, in anni (e almeno dai tempi di 'Mignon è partita'), che sappia parlare di adolescenti, ragazzi, occupazioni scolastiche, amori più virtuali che reali, pettegolezzi amorosi, ansie e paure rispetto a quella cosa misteriosa e difficile che è il sesso, senza cadere nelle secche del bozzettismo o nel dovere della denuncia, ma semplicemente lasciandosi andare al piacere del racconto, dei ritratti, dell'ambientazione - fino a comporre un quadro lieve ma credibile, divertente ma tenero di una generazione, o perlomeno di una sua cospicua fetta, romana, borghese, disinibita ma non troppo, di 'sinistra': concetto su cui si dibatte con effetti esilaranti e nostalgici, a partire dalla bella sequenza delle voci che sotto i titoli di testa commentano gli eventi cruciali di vent'anni, da Valle Giulia alla vittoria elettorale dell'Ulivo. (Irene Bignardi, 'la Repubblica', 2 ottobre 1999)

"Il trentaduenne Muccino, assistito dal fratellino Silvio, co-sceneggiatore e simpatico protagonista, ha girato un film insolitamente vitale che coniuga la cronaca di un primo amore a una di quelle occupazioni anni '90 attuata tra molto fumo e poco arrosto. Sullo sfondo ci sono le famiglie, soprattutto quella del protagonista costituita da papà e mamma ex sessantottini, impegnati nel confronto con il loro vissuto oltre che nelle ansie per i pericoli cui si espone il rampollo". (Tullio Kezich, 'Il Corriere della Sera', 2 ottobre 1999)

"Il giovane regista orchestra con plausibilità e umorismo i contrasti in famiglia, le dinamiche del 'gruppo' e le scene dell'occupazione; e tara efficacemente i toni di recitazione dei non professionisti e dei professionisti. Certo la naturalezza del racconto dipende anche dall'aver messo su un cast composto da sedicenni veraci; e dal fatto che per i dialoghi Gabriele si è avvalso della collaborazione di Silvio e della sua amica Adele Tulli. Ma non basta questo a spiegare il piglio fresco, dirompente e mai banale del film. Partendo alla Zavattini dalla realtà, Muccino ha rielaborato vezzi, gergo e costumi dei ragazzi del '99 nella forma di un delizioso romanzo di crescita narrato con sensibilità impressionista. Per dire, tornando alla domanda iniziale, che sempre uguale sotto questo cielo è l'impetuoso vitalismo adolescenziale, con la sua confusionata sete di amore e assoluto. E meno male...". (Alessandra Levatesi, 'la Stampa', 2 ottobre 1999)
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