Collateral Beauty

USA - 2016
2/5
Collateral Beauty
Dopo aver subito una grave perdita, un manager della pubblicità di New York perde ogni interesse per la vita che conduceva. Mentre i suoi amici preoccupati tentano disperatamente di ristabilire un contatto, lui cerca risposte dall'universo scrivendo lettere all'Amore, al Tempo e alla Morte. Ma quando le sue annotazioni ricevono risposte inaspettate e personali, inizia a comprendere come queste costanti siano legate ad una vita vissuta appieno, e di come anche la perdita più triste possa rivelare momenti significativi e di bellezza.
  • Durata: 97'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: BARD DORROS, MICHAEL SUGAR, ALLAN LOEB, ANTHONY BREGMAN, KEVIN FRAKES PER ANONYMOUS CONTENT/OVERBROOK ENTERTAINMENT, PALMSTAR MEDIA, LIKELY STORY
  • Distribuzione: WARNER BROS. PICTURES ITALIA
  • Data uscita 4 Gennaio 2017

TRAILER

RECENSIONE

di Gian Luca Pisacane
Per Natale, Hollywood mette sotto l’albero i sentimenti sdolcinati e le storie strappalacrime. Oltre ai pantagruelici pranzi con i parenti, clichè di qualsiasi festività che si rispetti, la platea rischia un’impennata della glicemia con i film che seguono il motto: “Per le feste siamo tutti più buoni”. I cartoni animati scaldano il cuore, e talvolta è piacevole ridere per i botti di Mamma ho perso l’aereo o volare su Londra con il Signor Scrooge in A Christmas Carol. In fondo chi non vorrebbe incontrare un angelo come James Stewart il 24 sera, per poter dire che La vita è meravigliosa? Ma quando una torta è troppo zuccherosa rischia di diventare indigesta, e Collateral Beauty gioca con l’empatia dello spettatore per non crollare sulle note del Jingle Bells di turno.

Will Smith è un padre che ha perso la figlia, e con lei anche la voglia di vivere. Ha abbandonato gli amici, si è disinteressato dell’azienda pubblicitaria che aveva fondato, e si è rifugiato nello scrivere lettere alla Morte, al Tempo e all’Amore. I suoi tre soci non accettano questa disperazione, ma non si tratta di un gesto di altruismo: l’obiettivo è quello di dimostrare la pazzia del protagonista, per prendere il controllo della società. Così assumono tre commedianti e un’investigatrice privata per far interdire il povero Will Smith, ma lo spirito del Natale è dietro l’angolo.

David Frenkel ha vinto l’oscar per il miglior cortometraggio nel 1997, e ha raggiunto il successo con Il diavolo veste Prada, commedia sofisticata che richiama le peripezie di Cenerentola. In Collateral Beauty, il regista ha sfoderato una parata di star per sopperire alla mancanza di idee. Il lutto di Will Smith non è nuovo al cinema “della rinascita”, e il tentativo di farlo tornare in sé, si riduce a una seduta di gruppo dallo psicologo. Ogni personaggio ha i suoi drammi personali, ed è alla disperata ricerca di qualcuno che possa affondare le mani nel fango per aiutarlo. Chi è malato, chi è sano?

Alla fine Will Smith sembra il più coerente del gruppo, e nella sua parabola ascendente regala una buona interpretazione, per una storia tutto miele. Convince nella sofferenza, ma gli manca il coraggio di Nick Nolte ne L’olio di Lorenzo, e i tempi in cui era un supereroe sembrano lontani. A supportarlo ci sono Edward Norton, Kate Winslet, Helen Mirren e Keira Knightley, che nonostante i nomi altisonanti, in Collateral Beauty non sono indimenticabili. Forse neanche loro riescono a cogliere la “bellezza collaterale” del film, e a Natale vorremmo sentirci più vicini a Una poltrona per due che al manicomio.

NOTE

- LA REGIA ERA STATA INIZIALMENTE AFFIDATA AD ALFONSO GOMEZ-REJON CHE HA ABBANDONATO IL PROGETTO PER DIVERGENZE CREATIVE.

CRITICA

"Le tre figure bergmaniane non giocano a scacchi, sono provviste di humor alla East Village ed infatti funzionano come gruppo metafisico in action finché Smith non si prende la retorica da mélo, indossandola da mattatore. Nonostante gli schizzi di ridicolo, la prima parte della storia che vorrebbe essere alla Frank Capra è godibile per merito di un cast ricco come un cestino natalizio con Helen Mirren, Kate Winslet, Edward Norton, tesi a diventare paranormali fra le vie di Manhattan." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 5 gennaio 2017)

"Ambizioso apologo sull'elaborazione del lutto e sulla necessità di accogliere la bellezza della vita nonostante le tragedie, 'Collateral Beauty' (...) affronta senza dubbio un tema universale come quello della perdita dei propri cari e la rinascita dal dolore, ma i dialoghi del protagonista con tempo, amore e morte non sfuggono alla tentazione di essere eccessivamente declamatori, e tutto diventa eccessivamente schematico, verboso, astratto e concettuale." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 6 gennaio 2017)

"Povero Will Smith, nuovo capitombolo. Come in tutti i suoi ultimi film impersona un tale perseguitato dalla malasorte. (...) Un grande cast sprecato in una storia lacrimosa, colma di umorismo involontario. Qualcuno in sala piange, probabilmente per il troppo ridere." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 12 gennaio 2017)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy