Ci vuole un gran fisico

ITALIA - 2012
3/5
Ci vuole un gran fisico
Eva, commessa in un Grande Magazzino giunta alla soglia dei 50 anni, è una donna come tante: sempre in bilico tra lavoro e famiglia, vede ogni giorno che passa i segni dell'età che avanza senza concedersi del tempo per se stessa, facendo i salti mortali per incastrare le esigenze della casa con quelle dell'ex marito Gino, della figlia ribelle Francesca e dell'arzilla madre Lidia. Anche sul lavoro, Eva deve fare i conti con uno spietato caporeparto e una schiera di colleghi per cui il tempo sembra non passare mai. Insomma, una donna alle prese con situazioni tipiche di chi è assillato dalla crisi di mezza età. Poi, un giorno, il destino mette sulla sua strada un misterioso individuo dotato di poteri sovraumani...
  • Altri titoli:
    Eva dopo Eva
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: MEDUSA FILM, REALIZZATA DA AGIDI, IN COLLABORAZIONE CON SKY CINEMA, IN COLLABORAZIONE CON MEDIASET PREMIUM
  • Distribuzione: MADUSA (2013)
  • Data uscita 7 Marzo 2013

TRAILER

RECENSIONE

di Giulia Iselle
Ci vuole un fisico bestiale per affrontare la menopausa. Ne sa qualcosa Eva (Angela Finocchiaro), una donna come tante, sempre di corsa, in equilibrio precario tra la famiglia, la figlia ribelle Francesca (Antonella Lo Coco di X Factor), l'ex marito parassita Gino (Elio delle Storie Tese) e una madre troppo arzilla (Rosalina Neri); il lavoro, in una profumeria gestita dall'arrogante Pagliai (Raul Cremona); la casa e i piccoli problemi quotidiani. Durante la settimana del suo cinquantesimo compleanno sembra davvero che Eva sia destinata a soccombere alla fatidica crisi di mezza età, ma un misterioso deus (ex machina, aka Giovanni Storti) arriva in suo aiuto.   
Sophie Chiarello, storico aiuto di Massimo Venier all'esordio nel lungometraggio, sforna un piatto tipico nostrano mescolando film made in Usa per diversamente giovani (Tutto può succedere, E' complicato, Il matrimonio che vorrei) con Ma come fa a far tutto. Affronta tematiche attuali come sessismo, misoginia e mobbing con leggerezza, divertendosi con citazioni cinefile, da Kubrick fino al Joker di Batman.
Nell'era del botox e della vecchiaia come tabù, cita il “corpo delle donne”, senza scadere nel moralismo, nella banalità e nella rivendicazione. Parte con brio, ma si perde e la seconda parte annoia, fortuna che la Finocchiaro, mattatrice assoluta, salva la situazione. Insomma, quelli di Grock colpiscono ancora. I cabarettisti non invecchiano, ma accusano un po' di stanchezza. Ci sono quasi tutti: Aldo Baglio, con consorte e Giacomo Poretti ricompongono il trio e, insieme a Paolo Hendel fanno comparsate. Nonostante tutto, però, la comicità Old School lascia aperto uno spiraglio e fa ancora venir voglia di andare al cinema a vedere la commedia italiana.

NOTE

- REALIZZATO AI SENSI DELLE NORME SUL TAX CREDIT, IN ASSOCIAZIONE CON SANFELICE 1893 BANCA POPOLARE, CON IL SOSTEGNO DELLA FILM COMMISSION TORINO PIEMONTE.

CRITICA

"Per il suo primo film Sophie Chiarello, aiuto regista tra gli altri di Massimo Venier (nei film con Aldo, Giovanni e Giacomo), Giuseppe Piccioni, Kim Rossi Stuart, autrice di corti molto premiati ('Un filo intorno al mondo', 'Ficarigna'), sceglie la cifra della commedia «femminile» di smaliziata irriverenza, con cui sorridere di tabù e spaventi del femminile di fronte alla cosiddetta «mezza età». Un rischio che la regista vince con divertimento grazie soprattutto alla complicità della sua protagonista, anche autrice della sceneggiatura (insieme a Pasquale Plastino, Valerio Barletti, Walter Fontana), Angela Finocchiaro, che per la prima volta conquista un ruolo da mattatrice. Il film è modellato su di lei, che tra battute taglienti e (molta) autoironia, ci racconta la sua liberazione. Chiarello gioca sul ritmo (interpretato dal montaggio di Marco Spoletini con la giusta misura), mescolando sfumature di colori e suggestioni (le scenografie quasi un personaggio a sé sono di Giada Calabria). Tra musical, mélo sentimentale, diario di una casalinga sull'orlo della crisi di nervi, costretta a dormire nel parco perché la fidanzata dell'ex-consorte le ha invaso il divano, ci conduce nella rivendicazione del piacere che non ha anagrafe. E sentirsi desiderati è meglio di qualsiasi botox o simili. (...) Ci vuole un gran fisico è scanzonato, e questo è appunto il suo pregio, però Chiarello va a fondo e tocca temi e corde molto sensibili. In fondo è come mettere allo scoperto qualcosa che sta là, un po' segreto, un po' ignorato, i timori che molte donne non hanno superato affatto ancora oggi e un sistema codificato." (Cristina Piccino, 'Il Manifesto', 8 marzo 2013)

"Va da sé che sia positivo l'emergere di nuove firme femminili (...). Ed è del massimo interesse che non siano più una rarità le attrici comiche e/o brillanti in ruoli da protagoniste: qui Angela Finocchiaro che del resto vanta un ricco, collaudato e accertato curriculum in tal senso. Ma se di 'Ci vuole un gran fisico' non si può non dire quanto sia simpatico e carino anche grazie alla qualità delle 'spalle' - da Elio a Giovanni Storti a Laura Marinoni - neanche si può tacere quanto più che un film con inizio, sviluppo e fine sia in realtà un succedersi di sketch, di strisce. Apprezzabile il fatto che la storia della cinquantenne Eva oberata da mille obblighi e stress e da questi annullata e avvilita nella sua personalità e femminilità, sia a suo modo e nelle forme della commedia anche piuttosto audace. Ma il risultato finisce per essere che non è abbastanza leggera da proporsi come evasione, né abbastanza 'pesante' da ambire a qualcosa di più." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 7 marzo 2013)

"La neo regista Sophie Chiarello mescola gli ingredienti del tipico film per donne (look, sentimenti, famiglia e menopausa) e mette al centro l'irriverente e simpatica Finocchiaro. Il gioco è fatto, semplice e ripetitivo, il clan femminile è coeso, grottesco: la Marinoni è bella e brava, la Neri spinge al top e Aldo, Giovanni e Giacomo fanno da ospiti." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 7 marzo 2013)

"Riuscito a metà (...) 'Ci vuole un gran fisico' di Sophie Chiarello che se da una parte ha il merito di ridare dignità cinematografica alle cinquantenni e di affidare il ruolo della protagonista alla bravissima Angela Finocchiaro, dall'altra si accontenta di uno script debole che accosta diverse situazioni comiche senza impastarle in una storia solida e convincente." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 7 marzo 2013)

"Zoppicante commedia surreale, di una regista esordiente, faticosamente scritta a quattro mani. Un confuso helzapoppin, zeppo di personaggi caricaturali, ma a corto di battute divertenti. La pur simpatica Angela Finocchiaro (rassegnata madre, moglie, figlia e commessa) cerca di compensare con infinite, insopportabili smorfie la fragilità del copione. Dove rispunta la gloriosa Rosalina Neri, ex Marilyn denoantri, armata, peccato quasi mortale, di vibratore rosa." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 7 marzo 2013)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy