Chinatown

USA - 1974
Chinatown
Una sedicente signora Mulray si presenta a Gittes perchè investighi sulla infedeltà coniugale del marito. Gittes lo pedina giorno e notte per colline, torrenti, in riva all'oceano, finchè un giorno riesce a fotografarlo con una giovane donna in barca, sul laghetto di un parco. Una foto della donna appare sui giornali di Los Angeles, all'insaputa di Gittes, al quale si presenta la vera signora Mulray e minaccia di denunciarlo alla polizia. La vicenda si complica ancor di più quando si trova l'ingegner Mulray annegato e Gittes viene sfregiato al naso. Inoltre avvengono misteriose dispersioni di acqua nell'oceano dai serbatoi pubblici della città . Nell'intricatissima vicenda Gittes si accorge di aver toccato degli interessi di personaggi potentissimi...
  • Durata: 131'
  • Colore: C
  • Genere: GIALLO, POLIZIESCO, THRILLER
  • Specifiche tecniche: PANAVISION TECHNICOLOR, 35 MM (1:2.35)
  • Produzione: LONG ROAD PRODUCTIONS, PARAMOUNT PICTURES, PENTHOUSE
  • Distribuzione: C.I.C. (1975); CINETECA DI BOLOGNA, IN COLLABORAZIONE CON CIRCUITO CINEMA (2014) - DVD: UNIVERSAL PICTURES (2011)
  • Data uscita 26 Maggio 2014

CRITICA

"Polanski ripercorre i luoghi tipici della "detective story" in voga negli anni quaranta, con gusto filologico e una massiccia dose di cattiveria perversa come è nel suo stile. Ottimi interpreti: la presenza di John Huston è un omaggio a uno dei "padri" del genere". (Francesco Mininni, "Magazine italiano tv").

"E' un film di buona fattura e piacevole, anche per la smisurata interpretazione degli attori". ("Segnalazioni cinematografiche", vol. 78, 1975)

"Polanski è riuscito a fare un film bizzarro e affascinante, romantico e struggente ma anche lucido, materialista: il che per un "giallo" è già un risultato raro. John Huston, nella parte di un capitalista è veramente superbo". (Laura e Morando Morandini, "Telesette")

"Polanski si cimenta con il giallo. Ci sono tutti i classici ingredienti: sparatorie, pugni, attentati, morti e un "duro" ben interpretato da Jack Nicholson. La critica sociale è però superficiale e lo spettacolo fine a se stesso". ("Famiglia tv)".
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