Caruso, zero in condotta

ITALIA - 2001
Lorenzo Caruso è uno psicologo in una città di provincia, vedovo con una figlia. La sua vita scorre tranquilla fino a quando non scopre che sua figlia fa parte di una baby gang che rapina negozi e supermercati, con varie denunce all'attivo. Il mondo gli crolla addosso: lui, uno psicologo, non si è reso conto del cambiamento della persona per la quale ha sacrificato tutto pur di allevarla senza traumi... Per capire di nuovo sua figlia e capire soprattutto cosa fare, dovrà mettere in discussione tutto quello che aveva imparato come psicologo fino a quel momento.

CAST

NOTE

- IL FILM E' STATO GIRATO IN TOSCANA (VIAREGGIO, FORTE DEI MARMI, PIETRASANTA E SERAVEZZA SULLE ALPI APUANE) E ROMA (OLGIATA, REGINA COELI, E VARI ESTERNI)

CRITICA

"Nel film, impacciato e non riuscito, un'apparizione, una paziente del dottor Nuti: Platinette, nella parte d'una monaca (vera, falsa?) che vuol diventare Papa e alla fine lo diventa". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 9 marzo 2001)

"Lo stanzino della figlia. Nuti come Moretti è uno psicoterapeuta di provincia che ha problemi con la figlia, dedita al furto e seguace d'una baby gang. Ma le coincidenze finiscono qui. Perché 'Caruso, zero in condotta' è ancora peggiore dei suoi ultimi, irrisolti lavori. Scriteriato, mal scritto, pieno di luoghi comuni, pasticciato nella narrazione, stilisticamente confuso, 'Caruso' naufraga dopo pochi minuti. Spiace dirlo ma Nuti s'è smarrito, è irriconoscibile, come attore addirittura espressivamente pietrificato". (Fabio Bo, 'Il Messaggero', 9 marzo 2001)

"Non bisogna credere che 'Caruso zero in condotta' sia un film drammatico. La sua aspirazione è piuttosto quella di risultare comico, senza riuscire ad azzeccare quasi mai una scena. Nuti inzeppa la storia di incongrue visioni oniriche; fantasie persecutorie di sua figlia con un pedofilo; visioni infantili dove ruba la frutta ed è punito dal padre; apparizioni delle donne che ha lasciato e che gli rimproverano il suo egoismo mascherato da sollecitudine paterna; sketch comici sparsi. Tra le immancabili faccine di Nuti e i soliti toscaneggiamenti, il film procede in ordine sparso fino a una conclusione che il regista vorrebbe 'aperta' e che, invece, ha lo stesso aspetto causale di tutto il resto". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 18 marzo 2001)
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