Capodanno a New York

New Year's Eve

USA - 2011
1/5
Capodanno a New York
Il conto alla rovescia per il 1 gennaio 2012 è cominciato. A New York Claire si prepara a gestire la cerimonia della sfera che cala su Times Square. Mentre prepara l'appuntamento, confida all'amico poliziotto Brendan i dettagli dell'incontro sentimentale che avrà subito dopo. Quando il meccanismo della sfera si inceppa, viene chiamato Komisnski, esperto e navigato ingegnere che ha appena perso il posto di lavoro. Claire deve anche coordinare l'evento della serata, il concerto della rockstar Jensen, appena lasciato dalla sua ragazza Laura, che alla festa si occupa del catering. Elisa, la spalla della rockstar, è in ritardo per il concerto a causa anche della presenza di Randy, un terribile guastafeste. Intanto in ospedale Stan, celebre fotoreporter di guerra, sta lottando con una terribile malattia. Rifiuta le cure e vuole assistere al calo della sfera. Aimee, l'infermiera, cerca di impedirlo. L'assistente Ingrid vuole dare una svolta positiva alla propria vita, sottrae al capo di nascosto due biglietti per la festa più 'in' della città e vi si reca insieme a Paul, giovane e ottimista fattorino in bicicletta. Anche la 15enne Harley vuole andare in piazza a festeggiare. Così lascia sola la madre single Kim e va fuori, sperando di incontrare il coetaneo Seth per scambiarsi il primo bacio. In un ospedale di Manhattan due coppie sono in attesa del primo figlio. Ma il motivo che li tiene vicini è che cercano di vincere il premio di 25000 dollari per il primo nato dell'anno. Sam sta tornando dal Connecticut, sa che a capodanno dovrà commemorare in famiglia la morte del padre, e intanto pensa ad una ragazza conosciuta sulla stessa strada proprio un anno prima.
  • Durata: 118'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, ROMANTICO
  • Produzione: MIKE KARZ, WAYNE RICE, GARRY MARSHALL PER KARZ ENTERTAINMENT, NEW LINE CINEMA, RICE FILMS, NEW YORK STREETS FILM PROJECTS
  • Distribuzione: WARNER BROS. PICTURES ITALIA
  • Data uscita 23 Dicembre 2011

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
In principio fu Pretty Woman, poi gli anni passano, ma Garry Marshall, 77 primavere suonate, non molla: dopo Appuntamento con l'amore (libera traduzione di Valentine's Day, 2010), ecco Capodanno a New York (New Year's Eve). Non cambia quasi nulla – cast all star, romcom corale – tranne il risultato: se già l'Appuntamento era perdibilissimo, questo Capodanno è un pacco. Anzi, una palla, ovvero la sfera luminosa che cala per salutare il nuovo anno a Times Square.
E' il Leitmotiv del film, anzi, lo specchietto per le allodole: tutti col nasino all'insù, dalla vicepresidente del Times Square Alliance Hilary Swank al malato terminale Bob De Niro, che prima di andarsene vuole vedere quella palla per l'ultima volta. Eh già, son soddisfazioni. Della partita, anche Michelle Pfeiffer in mood oltremodo dimesso, Jessica Biel pronta a partorire (e intascare 25mial dollari), Ashton Kutcher bello (?) e “intellettuale” bloccato in ascensore (nuovo, eh?) con la stellina di turno, Zac Efron in versione pony e, per rimanere sull'equino, Sarah Jessica Parker che fa Sarah Jessica Parker.
Tutti compressi, depressi - e destinati a rimanere poco impressi - in un patchwork sciatto e manchevole: sceneggiatura (da scuola) elementare, regia da buonissima la prima e la noia a far da collante. Per rimanere in tempi (le Feste) e modi (l'amore e i suoi derivati), ripescate Love Actually: tutta un'altra storia. Viceversa, qui il tappo rimane nella bottiglia, eppure il film evapora…

CRITICA

"Anche i newyorkesi, al lordo del fascino di Times Square coi poster dei musical, non hanno tanto da ridere sui cinepanettoni: questo 'Capodanno a New York' del 77enne Garry Marshall, autore di 'Pretty Woman', ha il fascino di un telegiornale di 20 anni fa. Certo, non usa i doppi sensi e la volgarità coatta delle nostre strenne: loro hanno in cartellone 18 nomi di star, la evergreen Michelle Pfeiffer che se la fa con Zac Efron e De Niro che svende proprio male il suo finale di carriera. Ma il romanticismo d'accatto è un altro tipo di volgarità più subliminale, nascosta dietro il buonismo del domani è un altro giorno. (...) Il conto alla rovescia è noioso come le tombole di Natale quando restano solo nonni e zii e la sceneggiatura di Katherine Fugate merita segnalazione perché se la conosci la eviti. Tutto è rassicurante, fasullo e molesto; non c'è una battuta che vada a segno, una gag che entri in circolo, uno sguardo vero, un attore che induca in tentazione, un brindisi, un ago di pino... niente." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 23 dicembre 2011)

"Chi ha imitato chi? Anche volando oltreoceano può ormai succedere di trovarsi di fronte a un cinepanettone: dopo avere sformato 'Appuntamento con l'amore' in coincidenza con lo sponsorizzatissimo giorno di San Valentino, il 77enne Garry Marshall ('Pretty Woman') ha confezionato per l'attuale ricorrenza un 'Capodanno a New York', basato su un'imbarcata di beniamini del pubblico e una scarica di buoni e retorici sentimenti che esaspererebbero un cherubino. (...) Prima dei titoli di coda (forse il momento più gradevole di questa cartolina d'auguri animata), i pur bravi attori non fanno, insomma, che prestarsi a un campionario di banalità e/o inverosimiglianze tempestato per di più da una serie di mega-spot tutt'altro che occulti." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 23 dicembre 2011)
"Si fa tanto parlare dei cinepanettoni di casa nostra, però non è che la ricetta del cinepanettone all'americana preveda più varianti. La base è una festa comandata - il Capodanno, il giorno di San Valentino... - sulla quale vanno disposti alcuni personaggi più o meno obbligati, titolari di storie personali che s'intrecciano nella fatidica data. Ovviamente, i vari caratteri devono essere affidati ad attori di richiamo, o la ricetta non riesce. Allora, intorno a Times Square, in attesa del 2012, troviamo: due coppie in gara per chi scodellerà il primo pupo dell'anno; una segretaria delusa (Michelle Pfeiffer) che chiede a un fattorino di esaudire i suoi desideri; un giovanotto che non vuol festeggiare (Ashton Kutcher) ma resta chiuso in ascensore con una cantante; una rockstar (Jon Bon Jovi) che la bionda del catering ama prendere a ceffoni; una mamma ansiosa in cerca d'amore (Sarah Jessica Parker) più - ti pareva? - un malato terminale (Bob De Niro), assistito da un'infermiera (Halle Berry) col marito in guerra, che riceve la visita della figlia executive (Hillary Swank). Il tutto precotto e riscaldato dal regista di 'Pretty Woman'." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 23 dicembre 2011)

"Garry Marshall è il regista di successo del fiabesco 'Pretty Woman' e del riuscito 'Paura d'amare' con Al Pacino e Michelle Pfeiffer: commedie sentimentali che risalgono a una ventina di anni fa e si vedono con piacere anche ora. Al contrario, pur realizzato oggi, 'Capodanno a New York' sembra un oggetto di modernariato: si potrebbe scambiare per un prodotto di mezzo secolo fa, quando andavano di moda i filmoni all-stars che il pubblico mostrava di apprezzare e la critica si divertiva a bastonare. Spesso con giuste motivazioni, come in questo caso. (...) Il problema è che il copione di Katherine Fugate resta inerte, i singoli personaggi non possiedono abbastanza spessore o vita per suscitare interesse, e l'affresco nel suo complesso è trito, edificante, fasullo. Di buono e di vero ci sarebbero le scene della gente accalcata in Times Square, prese dal vero il capodanno scorso, non fosse per certi smaccati inserimenti pubblicitari. Fra gli interpreti, commuove la Berry con il suo viso intenso." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 23 dicembre 2011)

"Altro che pacchetto regalo. Questo è proprio un pacco e basta. Una commedia americana così insulsa da far rimpiangere qualsiasi nostro cinepanettone. Dirige il coro di una moltitudine di attori, qualcuno anche bravo, tutti comunque sprecati, il veterano Garry Marshall, che vive ancora della lontanissima rendita di 'Pretty Woman'. II girotondo delle anime in pena si svolge a New York, nella notte di San Silvestro. (...) Fatti i conti, non si salva nemmeno uno sketch. Non si ride una volta che sia una, tantomeno ci si commuove ai siparietti inventati per le ciglia predisposte all'umido. Mamma mia, che brutto Capodanno. Quasi quasi meglio sorbirsi il soporifero predicozzo di Napolitano. Se non altro dura un'ora e mezzo meno." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 23 dicembre 2011)

"Avete presente il countdown di Times Square a New York? Meglio, avete presente la sfera luminosa che cala per salutare l'anno nuovo? Non è solo il Leitmotiv del film, ma un macroscopico indizio, perché 'Capodanno a New York' è una palla. Spacciata per romantic comedy, la nuova 'fatica' del 77enne Garry Marshall (in un'altra vita diresse 'Pretty Woman') come il precedente 'Appuntamento con l'amore' assembla stelle e stelline alla rinfusa: De Niro ha il cancro, Michelle Pfeiffer è sfigata, Jessica Biel è incinta, Ashton Kutcher è 'l'intellettuale', Hilary Swank è in carriera, Zac Efron fa il pony, Sarah Jessica Parker fa Sarah Jessica Parker. Tutti un tanto al chilo, stipati in una busta della spesa di celluloide: lo scontrino somma noia diffusa, regia sciatta, sceneggiatura pedestre, rate dello yacht da pagare (quelle di De Niro & Co.) e un gigantesco cui prodest? A nessuno, salvo noi italiani: ci lamentiamo tanto del cinepanettone, ma con l'insostenibile pesantezza di questo cinemuffin come la mettiamo?" (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 22 dicembre 2011)
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