Cane arrabbiato

ITALIA - 1985
Rock - giovane appassionato di cavalli - ne acquista due a un corsa e s'avventura nella steppa per raggiungere il suo allevamento. Mentre abbevera i cavalli al pozzo di un ranch, viene affrontato minacciosamente da tre sopravvenuti, che gli contestano il diritto di servirsi del pozzo della proprietà. Arriva il proprietario, che rincara la dose di ingiurie e minacce, anzi, alla vista dei cavalli lo ritiene senz'altro un ladro, e ordina di condurre gli animali al ranch, lasciando solo il giovane come un cane arrabbiato. Rock raggiunge un bar e di qui telefona al venditore per avere un documento attestante l'acquisto dei cavalli. Il venditore gli fa pervenire un telegramma col quale si reca al ranch per riprendersi i cavalli. Ma il proprietario reagisce con violenza e lo fa allontanare. Rock vede che il personale del ranch sta per bollare i suoi cavalli: salta d'impeto la staccionata, balza in sella a uno dei cavalli e si allontana al galoppo conducendo a mano il secondo, ma viene raggiunto dallo sceriffo e arrestato. Al processo viene condannato a 12 mesi per tentato furto, poiché il venditore pare non esistere e il telegramma è considerato una truffa. Seguono episodi di violenza nel carcere da parte dei compagni di cella e del personale: risse, torture, lavori forzati disumani, trattamento violento e arbitrario. Rock riesce ad evadere, raggiunge il venditore e si fa rilasciare la dichiarazione di legittimo acquisto dei due cavalli, con la quale si presenta al ranch e si riprende i contestati cavalli, non senza un supplemento di violenza - in cui fra l'altro perde la vita un compagno di cella simpatizzante - e se ne va, trionfante.

CAST

CRITICA

"Ludman, cioè De Angelis, esperto in ricalchi "americani", costruisce un film senza particolari attrattive spettacolari. La figura migliore, indubbiamente, la fanno i cavalli." (Francesco Mininni, 'Magazine italiano tv')

"Accozzaglia di scene di violenza, il film non esiste sul piano narrativo nè tanto meno su quello tematico." ('Segnalazioni Cinematografiche')

"Larry Ludman è lo pseudonimo di Fabrizio De Angelis, ma gli attori sono americani veri, compreso il protagonista, uno dei figli di John Wayne. Filmato in scope, il film è una sagra di violenze senza succo. Nè idee, ne ritmo." (Laura e Morando Morandini, 'Telesette')
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