Campioni di razza

Best in Show

USA - 2000
Campioni di razza
Il film racconta di storie che nascono intorno ad uno dei più importanti eventi degli Stati Uniti, il Mayflower Dog Show di Filadelfia. I cani e i loro proprietari rispecchiano varie situazioni sociali del mondo americano: dalla coppia di avvocati yuppies al proprietario di un negozio di pesca a mosca.

TRAMA LUNGA
Una serie di persone residenti in vari Stati americani risponde alle domande di un intervistatore: Harlan proprietario di un negozio di pesca; i coniugi Swan; Gerry commesso viaggiatore che ha due piedi sinistri con la moglie Cookie ex cameriera dal passato vivace; una coppia gay sempre frizzante; una bionda con un marito anzianissimo e silenzioso e una ragazza che la segue da vicino. Ad accomunare queste persone c'è il fatto che tutti parlano dei rispettivi cani. Sono infatti in procinto di trasferirsi a New York, per partecipare al Mayflower Dog Show, il più importante concorso canino dell'anno. Eccoli ora sul posto: chi va in albergo e per l'emozione rimane in stanza, chi parla nell'atrio, chi si siede in tribuna, chi nervosamente pensa sempre che manchi qualcosa. L'eccitazione è nell'aria quando inizia la sfilata, commentata da uno speaker televisivo che dice di non sapere niente dell'argomento e fa battute di altro tipo, affiancato da un cosiddetto 'esperto'. Dopo la prima eliminatoria, rimangono in lizza sette cani. Alla fine vince il terrier di Gerry e Cookie. Sei mesi, dopo ecco la coppia intervistata mentre incide un disco sui cani. E' passato un anno. I due gay preparano un calendario sui film più famosi della storia del cinema.
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: CASTLE ROCK ENTERTAINMENT
  • Distribuzione: WARNER BROS

CRITICA

"Aiutato dagli attori Park Posey, Catherine O'Hara e Bob Balabab, Guest dà prova di senso d'osservazione e gusto per la satira (...) Ma la 'vita da cani', per quanto rispettabile, è meno varia della 'vita da umani'. Situazioni ripetitive e unidimensionali non giovano allo spettacolo. Cinofilo, non cinefilo". (Silvio Danese, 'Quotidiano Nazionale', 6 aprile 2001)

"Christopher Guest firma un 'Nashville' canino: 'Campioni di razza'. Se amate la stravaganza, da non perdere assolutamente". ('Il Messaggero', 6 aprile 2001)

"Storia lepida destinata al pubblico dei cinofili, centrata sui cani, i padroni e gli amici dei cani, le gare per il cane più bello in una grande mostra canina americana (...) Intervista indagano sui protagonisti umani, grande spazio è dedicato al concorso di bellezza canina; forse gli spettatori amanti dei cani si divertiranno a questa variante di film mirato che s'indirizza a specifici settori di pubblico". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 6 aprile 2001)

"A parte l'idea, non nuova, del processo di simbiosi che rende simili animali e umani, 'campioni di razza' è un film sorprendente e divertente per come mette in satira volgarità, tic e nevrosi della società d'oggi, e non solo di quella americana. Mentre il commentatore televisivo della manifestazione spara idiozie a raffica, i veri animali da esposizione diventano gli umani: nevrotici e siliconati, competitivi e aggressivi, esigenti e possessivi con i poveri cani delegati a compensarne le frustrazioni". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 9 aprile 2001)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy