Camilla

CANADA, GRAN BRETAGNA - 1994
A Toronto, Vince Lopez, grafico, e la giovane moglie Freda, cantautrice in cerca di successo, decidono di prendersi una vacanza nell'isola di Peabo. I padroni della villetta da loro affittata sono l'anziana violinista Camilla Cara ed il maturo obeso ed ansioso figlio, Harold, regista di film erotici. Camilla, vedova di uno scrittore narra alla giovane del suo fantastico esordio a Toronto, nella Winter Gardens Concert Hall, nel concerto di Brahms. Anche Harold e Vince, complice un barbecue, fanno amicizia, tanto che il primo offre al secondo l'opportunità di disegnare i cartelloni del prossimo film. I due partono così per Toronto lasciando le donne sole che pensano di andare a sentire il concerto di Brahms che si tiene di lì a poco nella medesima località. Durante il viaggio la vecchia automobile di Vince affonda cadendo dal traghetto: il timoniere le ospita nell'hotel di cui è custode invernale e le due lo richiamano esibendosi in duo con violino e pianoforte. Quindi Hunt Weller, un sedicente produttore, offre loro un tè in una villa dando loro un passaggio su un'automobile rubata, mentre Harold e Vince sono in ansia non sapendo, dopo il ripescaggio dell'automobile, che fine abbiano fatto le donne. Finalmente una telefonata, con l'insolita richiesta di un riscatto di 47.000 dollari per il presunto rapimento di Camilla, svela un retroscena: la cifra è la metà del guadagno realizzato da Harold con la vendita della casa paterna e da lui incamerato come erede senza nulla cedere alla madre. Costei detta anche le norme della consegna: un fodero di violino con i soldi sotto una statua nel foyer del Winter Garden Theatre. Qui Harold, bambino, assisteva alle fughe sentimentali della madre con l'amante, il liutaio Ewald, che in quest'ultimo viaggio avventuroso Camilla va a trovare, ricevendo un nuovo violino in dono. Dopo un incontro tenero tra i due, che rimpiangono il passato, Camilla confida a Freda che in realtà il celebre concerto fu un fiasco e che smise di suonare. Poi i quattro s'incontrano nel teatro: Camilla fugge coi soldi e l'amato Ewald, dopo il consenso del figlio decisosi a lasciarle godere il poco tempo che le resta.
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA, 35 MM
  • Tratto da: racconto di Ali Jennings
  • Produzione: CHRISTINA JENNINGS, SIMON RELPH PER BRITISH SCREEN PRODUCTIONS, MAJESTIC FILMS INTERNATIONAL, NEWCOMM, SHAFTESBURY FILMS, THE ONTARIO FILM DEVELOPMENT CORPORATION, TELEFILM CANADA
  • Distribuzione: WARNER BROS ITALIA (1994) - PANARECORD

CRITICA

"Non è molto (tutt'altro), ma Jessica Tandy, dominando il personaggio della violinista, vi alterna tutta una serie di spunti, con sottili sfumature, che ora indulgono alla commedia con brio e toni vividi ora privilegiano i sentimenti senza scivolare mai nel patetico: con dignità, con classe e con una mimica mobilissima cui una rete fragile di rughe aggiunge colori e trasparenze sempre in equilibrio meditato fra commozione e l'ironia. Al suo fianco tutti gli altri passano in seconda linea, ma è giusto ricordare, nelle vesti dell'amica giovane, Bridget Fonda, con espressioni anche intense, e in quelle del vecchio spasimante ritrovato con tanto ritardo, il veterano Hume Cronyn, che era il marito nella vita della stessa Tandy." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 19 novembre 1994)

"Fra bugie e risate sul passato, momenti di commozione, incidenti avventurosi e perfino un bagno intrepidamente affrontato in un nudo integrale (un record assoluto di energia e spregiudicatezza), scappando dal figlio ansioso e immaturo, 'Camilla' trova il modo di far tappa presso un antico innamorato, un liutaio impersonato da Hume Cronyn. Seguono momenti di intensa suggestione in cui gli sguardi, i gesti e gli approcci dei due stagionati amanti rappresentano il controcanto di una realtà esistenziale. E quando la Tandy, in un vestito bianco avorio, siede nella sala da concerto e ascolta Brahms, l'intensità della sua presenza e il sommesso palpito che emana s'intonano a meraviglia con quella musica sublime. Purtroppo tutte queste cose, nel film dell'indiana canadesizzata Deepa Mehta, risultano come dei frammenti di poesia incorniciati in una cartolina turistica. C'è perfino una deviazione alle cascate del Niagara che vengono riprese senza inquadrare le protagoniste come nel film a basso costo." (Tullio Kezich, 'Il Corriere della Sera', 19 novembre 1994)

"Autrice di un promettente esordio ('Sam and Me'), la regista indiana-canadese Deepha Mehta conduce tra stereotipi e banalità la romantica commedia al suo sbocco. Nel corso del quale Camilla incontra il suo amante di tanti anni prima e così la Tandy e suo marito Hume Cronyn possono teneramente sorridersi come hanno fatto tante volte negli oltre 50 anni di convivenza. E' il solo momento magico del film." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 19 novembre 1995)
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