Cacciatore di teste

Le couperet

FRANCIA, BELGIO, SPAGNA - 2005
Cacciatore di teste
Bruno Davert è un dirigente della cartiera dove lavora da quindici anni. Benché sia un lavoratore serio e coscienzioso, un giorno viene licenziato insieme a un centinaio di colleghi a causa di una ridistribuzione economica. Convinto di essere ancora giovane e di avere competenze soddisfacenti, pensa di poter trovare in breve tempo un altro lavoro simile a quello perduto. Tre anni dopo, essendo ancora disoccupato, Bruno è angosciato perché non trova il modo di continuare a garantire un livello di vita soddisfacente alla sua famiglia, così intraprende una disperata battaglia contro il sistema che l'ha stritolato e per ottenere quello che desidera non esita ad eliminare uno ad uno i suoi potenziali concorrenti...
  • Altri titoli:
    Arcàdia
    The Ax
  • Durata: 122'
  • Colore: C
  • Genere: GIALLO, SOCIALE
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:1.85)
  • Tratto da: romanzo "The Ax" di Donald E. Westlake
  • Produzione: MICHELE RAY-GAVRAS, JOSE MARIA MORALES, JEAN-PIERRE E LUC DARDENNE PER KG PRODUCTIONS, FRANCE 2 CINEMA, STUDIOCANAL, LES FILMS DU FLEUVE, RTBF, SCOPE INVEST, WANDA VISION S.A., CANAL+, EURIMAGES, WALLIMAGE
  • Distribuzione: FANDANGO
  • Data uscita 10 Febbraio 2006

RECENSIONE

di Marco Spagnoli
Presentato in anteprima come film di chiusura della scorsa edizione del Festival di Taormina, Cacciatore di teste è uno dei migliori film mai realizzati da Constatin Costa-Gavras se non, forse, il suo capolavoro. Questo perché la fusione di generi e stili differenti fa di questa pellicola, una produzione unica capace di coniugare black humour a temi politici e sociali inquietanti ed emblematici per la nostra modernità sofferente. Tutto inizia quando un manager dell'industria della carta viene licenziato in tronco dalla sua società. Pian piano la mancanza di entrate e l'impossibilità di trovare un altro impiego, sottrae progressivamente denaro e risorse alla sua famiglia borghese che dovrà così fare i conti con l'indigenza e la vergogna. Una miscela sufficientemente esplosiva da costringere l'uomo – suo malgrado – ad architettare un progetto di morte tanto assurdo quanto efficace. Dopo essersi aperto una casella postale anonima, l'ex dirigente fa finta di parlare a nome di una società del ramo della carta, facendosi inviare una serie di curricula allo scopo di vagliare possibili concorrenti per un ambitissimo posto di lavoro che – nel frattempo - ha adocchiato. Il padre di famiglia inizia così ad uccidere tutti i potenziali rivali a sangue freddo e con tanta, tantissima fortuna. Mentre la sua famiglia sembra franargli davanti agli occhi, l'ex manager mette a segno un colpo dopo l'altro eludendo – apparentemente – la polizia, ma senza riuscire a sfuggire ad un destino tanto cinico quanto beffardo. Diretto con grande senso del ritmo e dell'umorismo da Costa Gavras, il film è interpretato dall'attore francese José Garcia che offre un ritratto tanto ironico quanto cinico dell'"assassino per caso". Divertente, ma anche amaro, Cacciatore di teste è una fiaba surreale sulla crisi dell'occupazione nell'Europa di oggi, che punta il dito contro gli interessi delle multinazionali e l'incapacità dei governi di gestire adeguatamente tali problematiche. Un dramma borghese dai toni agrodolci in cui le azioni del protagonista sono dettate da sentimenti quali umiliazione e disperazione dovuta alla mancanza di denaro. La privazione del lavoro equivale al depauperamento della dignità personale, così come spiegano i tanti incontri che il protagonista fa con le sue vittime, depresse e abbandonate ad un destino privo di ogni valore umano. Un viaggio all'inferno senza sensi di colpa con un finale che sembra precipitare l'intera società occidentale in una giungla d'asfalto dominata da astuzia e sopraffazione. Un apologo intenso e suggestivo per comprendere i rischi del nostro presente dominato dal materialismo. 

NOTE

- PRESENTATO AL FESTIVAL DI TAORMINA 2005.

CRITICA

"Diretto da un Costa-Gavras in stato di grazia, dominato dal sensazionale José Garcia, volto da vittima e un lampo di follia dietro i modi miti del padre di famiglia, 'Il cacciatore di teste' è molte cose insieme. E' un thriller giocato sul filo di una paradossale suspense (maldestro e riluttante, Bruno resta un assassino: ma siamo con lui dalla prima all'ultima scena). E' una commedia nera tutta fatti e dettagli. E' una storia che sembra nascere dalla cronaca ma deriva da un romanzo, per giunta americano: 'The Ax', 'L'ascia', del grande giallista Donald Westlake, brillantemente adattato all'Europa americanizzata del nuovo millennio. Ed è anche l'ennesimo bel film sul lavoro fatto in Francia in questi anni (ricordate 'A tempo pieno' e 'Risorse umane'?), mentre l'Italia al solito dormicchia. Il tutto grazie a uno script che non perde un colpo e oltre a iscrivere questa tragedia in un quadro di allucinante normalità fa di ogni personaggio una porta aperta sul mondo. (?) Una performance sbalorditiva, tutta concentrazione ed interiorità, per un ispano-francese che fino a ieri strappava la risata in film comici." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 10 febbraio 2006)

"In 'Il cacciatore di teste', Costa Gavras intesse un racconto morale e fantasociale. (...) La morale inquietante risiede nella piega che prendono i fatti, nell'esito a sorpresa. La ferocia è tra noi, diversamente da quella dei lager non serve solo a sopravvivere ma anche a conservare il superfluo, destinato a pochi sulla pelle dei tanti." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 10 febbraio 2006)

"Amaro e cinico, 'Cacciatore di teste' tocca il nervo scoperto della crisi dell'occupazione. (...) In un susseguirsi di avvenimenti placidamente crudeli un finto happy end conclude questa amara parabola di Costa Gavras, che ha trovato in José Garcia un interprete ispirato. Se pure talvolta alcune situazioni forzano il sorriso, resta un'amarezza di fondo, che è tipica di questo regista, il cui impegno civile e morale è sempre stato al centro delle sue opere. Ricorda talvolta il Chaplin di 'Monsieur Verdoux', non è poco." (Adriano De Carlo, 'Il Giornale', 10 febbraio 2006)

"Nel perfido e intelligente film di Costa-Gavras, tratto da un giallo di Donald Westlake, un manager dell' industria cartaria licenziato per esubero multinazionale, per evitare la concorrenza, decide di uccidere spietatamente, complice il fermo posta, i quadri sul mercato al suo livello, killer spietato ma di una commedia nera degli equivoci, mantenendo in casa il ruolo nevrotico ma innocente del buon padre e marito. Anche per merito del bravo José Garcia, che fa del male con gran naturalezza come una brava persona travolta dalla solitudine, il film svolge la sua paradossale tesi, fino al finale aperto e pessimista, col professionismo di un autore impegnato ('Z', 'La confessione') che raggira un tema morale in scorciatoia sindacale come un altro dramma sociale, 'A tempo pieno' di Cantet." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 10 febbraio 2006)

"Lo spunto, un romanzo americano di Donald Westlake intitolato 'The Ax'. Nella versione francese si intitolava 'Le couperet' che, più o meno, significava la stessa cosa. Costa Gavras, però, riscrivendolo con la collaborazione di Jean-Claude Grumberg, ha fatto a meno di armi da taglio e ha lasciato che il suo personaggio, inesperto di armi fin al ridicolo, si serva o di una vecchia pistola, o del gas o di un'aggressione con la sua auto. Senza esibire fiotti di sangue o ferite vistose dato che la storia, solo in apparenza è nera perché gli omicidi che vi si elencano servono soprattutto per un'analisi dei turbamenti sociali dei nostri giorni. Con un mezzo quel carattere cui, nonostante cinque crimini, si rischia di guardare perfino con qualche comprensione, per le motivazioni che lo guidano. In cifre in cui, a dominare, è la freddezza: nell'approccio alla storia, nel disegno del suo protagonista, nelle reazioni con cui affronta tutto quello che gli viene incontro, lasciando solo che l'infiammi all'inizio l'idea lacerante della disoccupazione. Se la disegna sul viso calmo José Garcia, anche più calmo quando uccide." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 11 febbraio 2006)
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