Buona giornata

ITALIA - 2012
Film a episodi ambientato in diverse città italiane (Milano, Roma, Napoli, Verona, Firenze, Bari, Potenza) che racconta la cronaca di una giornata vissuta da personaggi dell'Italia di oggi.
Ascanio Gaetani Cavallini, principe romano caduto in disgrazia che affitta il suo palazzo alle produzioni di fiction, non si arrende alla sua condizione di indigenza e continua a condurre la vita consona al suo titolo nobiliare: ovvero un mondano nullafacente cronico.
La monotona esistenza del notaio napoletano Luigi Pinardi viene ravvivata dopo la partenza del suo domestico Rorito, tornato nelle Filippine, ma soprattutto dall'arrivo in famiglia di Svetlana, una ragazza 'raccomandata' a Pinardi da un cliente amico...
Cecco, scaramantico tifoso della Fiorentina, decide di ritornare in trasferta a Verona per seguire la squadra del cuore. Convinto che seguendo esattamente i passi percorsi l'anno precedente la Fiorentina troverà di nuovo la vittoria, Cecco pretende di non cambiare una virgola rispetto alla passata esperienza, compreso portarsi a Verona la fidanzata. La sua intransigenza nel perseguire la scaramanzia metterà Cecco di fronte a un vero e proprio dilemma: qual è l'amore più forte, quello per la fidanzata o quello per la Fiorentina?
Il senatore Leonardo Lo Bianco, accusato di corruzione e abuso d‟ufficio, sta per essere sottoposto alla richiesta di autorizzazione a procedere da parte del Tribunale. Lo Bianco è convinto che la votazione in aula del Senato lo salverà dal processo, in quanto maggioranza e opposizione sono quasi alla pari, fatto salvo per un voto. La notizia della morte di uno dei suoi sostenitori, per altro in una situazione imbarazzante, sconvolgerà le sue previsioni...
Il facoltoso imprenditore romano Alberto Dominici riceve la soffiata di un'imminente perquisizione da parte della Guardia di Finanza. Evasore incallito, Dominici deve affrontare una corsa contro il tempo per nascondere tutti i suoi beni di lusso; ma agli zelanti agenti della Finanza difficilmente si sfugge...
La manager siciliana Rosaria Miccichè si troverà ad affrontare una tragicomica giornata a causa di un imprevisto mentre viaggia in treno da Milano a Roma. Scesa momentaneamente alla stazione di Bologna per sgranchirsi, Rosaria vede infatti ripartire il treno con tutti i suoi averi a bordo: computer, cellulare e carte di credito...
Il milanese Romeo Telleschi, trapiantato in Puglia dopo il matrimonio, sta per assistere al probabile fallimento della sua ditta e cerca conforto nei suoi figli: Melissa, Noemi e Lello. Tuttavia, i rapporti familiari nel tempo si sono talmente degenerati che l'impresa si rivela piuttosto ardua.

CAST

CRITICA

"Inizia sopra i tetti di Roma anni 50, come 'Un paio d'ali' ma ci presenta l'odierna, disgustosa fauna italiana con i politici da galera, il solito nobile mellifluo nipote del conte Max, l'evasore (Maurizio Mattioli, è il più bravo), il marito con la escort, un tifoso maniaco, la manager iper tecnologica e Abatantuono torna pugliese. Sarebbe ahimè neo realismo ma non c'è veleno nel tono e nelle battute della commedia dei Vanzina, non simpatia ma empatia, vogliamoci bene; infatti finisce con uno spot per Rai1." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 30 marzo 2012)

"Di fronte a questo 53esimo film dei fratelli Vanzina, 'Buona giornata', che vede il ritorno in ditta di Christian De Sica dopo 12 anni di cinepanettoni, ma anche quelli di Lino Banfi a personaggi del suo eroico passato, di Diego Abatantuono nella Puglia originaria di tutti i terruncielli, la consacrazione di Maurizio Mattioli come nuovo cafone romano evasore totale negli anni di Monti e Passera, non si può rimanere indifferenti. Certo, non tutto è nuovissimo e non tutto è perfetto, e qualche stanchezza si sente, come nell'episodio con Paolo Conticini (...), ma in generale è tale la rimpatriata che non possiamo non trovarci a casa. Più di un paio di storie, inoltre, ci offrono spunti tratti dalla realtà italiana che solo i Vanzina si permettono di affrontare. (...)sono tra i pochissimi che tentino di fare in Italia una commedia ispirata alla realtà che racconti i difetti e le nuove manie del paese. Magari avrebbero potuto puntare solo sulle storie più forti, ma il mercato spinge a prodotti multi regionali e a cast allargati. Va detto che, come i vecchi Steno e Risi, riescono a gestire un cast di una cinquantina d'attori minori, caratteristi più o meno inediti, offrendo generosamente a ciascuno di loro un momento di gloria che non sempre questo tipo di cinema negli ultimi anni ha saputo e voluto dare." (Marco Giusti, 'Il Manifesto', 30 marzo 2012)

"Alla sua cinquantatreesima regia cinematografica (senza cioè le serie televisive) in poco più di trentacinque anni, Carlo Vanzina assieme all'inseparabile fratello Enrico torna con 'Buona giornata' su uno dei suoi tasti preferiti. Si potrebbe riassumere cosi: «E' tutto uno schifo», tra politici corrotti, imprenditori imbroglioni, professionisti cialtroni, nobili decaduti e scrocconi e parvenu che sono peggio di loro. Ma lo sguardo vanziniano è quello di chi osserva da dentro, di chi conosce da vicino l'umanità che racconta. La condanna ma non troppo, la sente prossima ma prende le distanze. Con un effetto, si sarebbe detto un tempo, un po' qualunquista. I personaggi non diventano davvero tali, non ne hanno lo spessore, resta un'antologia di macchiette. Più o meno saporite. Lo è quella di Christian De Sica che mette la sua bravura al servizio della citazione, come spesso fa, un po' di Sordi e un po' del grande papà Vittorio. Nel supercast si fanno onore anche Abatantuono, Salemme, Banfi. E la minestra, sia pur riscaldata, non manca di fare simpatia." (Paolo D'Agontino, 'La Repubblica', 30 marzo 2012)

"Pessimo (...) 'Buona giornata' di Carlo Vanzina che incrociando i destini di alcuni personaggi vorrebbe tracciare il ritratto dell'Italia di oggi divisa tra onesti e cialtroni, identificati, per esigenze di attualità, con politici corrotti ed evasori fiscali. Il risultato è la solita parata di luoghi comuni su un paese che forse almeno al cinema andrebbe raccontato in maniera più seria."(Alessandra De Luca, 'Avvenire', 30 marzo 2012)

"Spiacerà a coloro che avrebbero gradito un commedione pepato sull'Italia di Monti. Cosa che i Vanzina non sono più in grado di fare. Anche se i 'vecchi' Banfi e Abatantuono dimostrano di aver ancora cartucce da sparare." (Giorgio Carbone, 'Libero', 30 marzo 2012)

"Buona giornata? Ma per favore. II 53° film di Carlo Vanzina, sceneggiato col fratello Enrico, è indifendibile: un'accozzaglia di interpreti altisonanti per una sinfonia comica, eppure triste. 24 ore di quell''Italia buffa, che non finisce sui giornali', scandite per episodi e sedate dalla voce over: (...). A salvarsi, parzialmente, è solo Diego Abatantuono, che scrive il proprio episodio, "Orecchiette alla milanese", e porta la domotica, questa sconosciuta, nella Puglia profonda. Qua e là qualche battuta va anche a segno, ma 'Buona giornata' è suo malgrado un ufo: nessun contatto con il pianeta Italia e gag, trivialità orfane dei peggiori anni 80." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 29 marzo 2012)
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