Buon compleanno mr. Grape

What's Eating Gilbert Grape

USA - 1993
Buon compleanno mr. Grape
A Endora, la famiglia Grape è tutta a carico del giovane Gilbert: il padre si è impiccato, la madre, Bonnie, affetta da bulimia nervosa giace inerte in poltrona, mangiando, fumando e guardando la televisione. Gilbert lega con la sorella più grande, Amy, mentre ha un rapporto difficile con la quindicenne Ellen, che mal sopporta il fratello Arnie, che i medici hanno dato per spacciato da anni e che invece è arrivato alla soglia del diciottesimo compleanno. Arnie è subnormale, e le sue mattane e manie, anche se innocue per gli altri, provocano sempre disagio e scompiglio. Arnie ama ad esempio arrampicarsi sul pluviometro della cittadina, rischiando ogni volta di cadere, ed ogni volta deve intervenire Gilbert, che lo ama con una pazienza ed un affetto encomiabili. I due aspettano ogni anno il raduno dei caravan, che un bel giorno porta ad Endora la graziosa Becky, che viaggia con la nonna, simpatica ed ancora giovanile, che sostituisce i genitori, separati da tempo. Gilbert ha un rapporto sentimentale con Betty, la moglie di uno scrittore locale, Carver, che si fa consegnare a domicilio le provviste comprate nello spaccio dove lavora il giovane, approfittandone per concedersi qualche svago adulterino. L'ennesima scalata del pluviometro da parte di Arnie provoca il suo arresto e l'uscita straordinaria della obesa Bonnie che va a reclamare il figlio dallo sceriffo, tra lo stupore della cittadinanza e dei curiosi e la vergogna di Gilbert e delle sorelle. Gilbert a questo punto deve puntellare il pavimento della casa perché non sprofondi sotto il peso di lei. Alla vigilia del suo compleanno, Arnie si mangia per due volte la torta e fa adirare talmente Gilbert che questi lo picchia. Disperato, il ragazzo vaga nella notte, mentre Arnie si reca da Becky che lo calma e lo riporta a casa. La festa è l'occasione della riappacificazione tra Arnie e Gilbert, che fa la pace con la mamma e le presenta Becky, che sta per partire. Successivamente Bonnie decide di salire le scale da sola, e muore dopo lo sforzo: per non esporla al ludibrio di un funerale pubblico, Gilbert estrae il mobilio dalla casa e la incendia. Un anno dopo, aspetta con Arnie l'arrivo dei caravan, che gli porti la sua Becky.
  • Durata: 116'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35MM, PANAVISION, DE LUXE
  • Tratto da: romanzo "What's Eating Gilbert Grape?" di Peter Hedges
  • Produzione: DAVID MATALON, MEIR TEPER, BERTIL OHLSSON PER J&M ENTERTAINMENT, PARAMOUNT PICTURES
  • Distribuzione: CECCHI GORI GROUP (1995) - MEDUSA VIDEO

CRITICA

"Cronaca e scorci di vita, proposti dal regista di origine svedese Lasse Hallström che si era imposto con successo a Hollywood anni fa con 'La mia vita a quattro zampe'. Toni sempre seri, anche se lo stile, qua e là, alterna con sapienza la commedia al grottesco, caratteri bene incisi (forse, sulle anormalità, perfino un po' marcati), situazioni costruite con logiche precise e poi rappresentate in cifre non di rado anche struggenti di forte commozione, gli stessi equilibri e le stesse capacità rievocative per le cornici, rivisitate talune con colta intelligenza perfino attraverso la migliore letteratura americana sul Sud e, tutte, sorrette, poi dalla splendida fotografia di Sven Nykvist che, pur svedese, riesce a ricreare in modo quasi magico, realtà e climi a lui, in teoria, piuttosto estranei. Gli attori fanno il resto: Johnny Depp, già visto in 'Edward mani di forbici', è il malinconico protagonista, Juliette Lewis è la ragazza dei suoi turbamenti, Leonardo Di Caprio è il fratellino handicappato; con dolenti tenerezze." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 9 marzo 1995)

"Piccole tragedie americane, semplici tenerezze difficili a dirsi, vite alla Edgar Lee Masters, fastfood e slow life, mangiare e morire, realtà soffocante che pare surreale, l'immobilità instabile d'un mondo a parte: Lasse Hallström - un po' come per i film Usa degli europeissimi Percy Adlon e Emil Kusturica - farcisce paesaggi e materia americani d'emozioni delicate e commoventi, d'una filosofia intrisa d'ostinata energia vitale, d'un generoso consenso nei confronti della diversità, psicologica, fisica o etica che sia. Ma è soprattutto un film recitato superbamente da attori giovani e partecipi: Johnny Depp (lo vedremo nell''Ed Wood' di Tim Burton) è un outsider dal cuore gonfio, Juliette Lewis pensa positivo e Leonardo Di Caprio è - corpo, anima e mani vaganti - uno dei più intensi ritratti di disadattato mai visti sullo schermo e che gli fruttò nel 1993 una nomination strameritata." (Fabio Bo, 'Il Messaggero', 10 marzo 1995)

"Il regista tiene allentato il polso del racconto, va sotto pelle, s'intrufola nei particolari, accende tramonti infuocati e sfida gli occhi disperati dei tre stupendi protagonisti che raccontano cose senza parlare. Sono Johnny Depp, ex 'Mani di forbice', bravissimo nel non esplodere; Juliette Lewis, la più anomala, ambivalente delle promesse, Leonardo di Caprio, divo in ascesa, già vittima di De Niro in 'Voglia di ricominciare', che fa, senza manierismi, un minorato che andò vicino all'Oscar e resterà negli annali, rubando la scena da teenager prodigio, ora già partner di Sharon Stone." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 14 marzo 1995)
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