Bugiardo bugiardo

Liar Liar

USA - 1997
Bugiardo bugiardo
L'avvocato Fletcher Reede segue nel proprio lavoro la buona regola di dare poco peso ai fatti e molto al modo in cui vengono presentati. Tutto insomma appare relativo, e la verità può essere facilmente cambiata da un momento all'altro grazie ad una perfetta abilità oratoria. Così Fletcher ha molto successo, i clienti fanno a gara per andare da lui, ma la stessa situazione non si verifica in famiglia. é separato dalla moglie, che sta accettando di risposarsi con un altro, ma è molto attaccato al figlioletto Max, al quale promette occasioni d'incontro che vengono regolarmente mancate. In occasione del suo compleanno, Max esprime il desiderio che per un giorno il padre non possa più dire bugie. La richiesta si avvera, e all'improvviso Fletcher, come colto da raptus, sente uscirgli dalla bocca frasi che non vorrebbe mai pronunciare. Succede così nei rapporti con un'amica, con una cliente in una causa di divorzio, in tribunale davanti al giudice. Fletcher, suo malgrado, dice la verità ed anche stavolta ha successo, ma adesso ha capito che i modi di prima erano fasulli ed anche la sincerità paga. Soprattutto nei confronti del figlio, che riscopre l'affetto per il padre, e della moglie con la quale capisce di poter tornare.
  • Durata: 87'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: NORMALE A COLORI
  • Produzione: BRIAN GRAZER
  • Distribuzione: UIP - CIC VIDE - LASERDISC E DVD:PIONEER ELECTRONICS

NOTE

- REVISIONE MINISTERO APRILE 1997

- FILM DISPONIBILE IN LINGUA ORIGINALE (SOTTOTITOLATO)

CRITICA

"Quel che cambia, rispetto ai film precedenti di Carrey, è la motivazione delle sue smorfie, dei suoi lazzi e delle sue autolesionistiche prestazioni mimiche. Che nella serie di "Ace Ventura", o in "Scemo e più scemo" erano cose gratuite, mentre qui sono il risultato di una lotta tra ciò che Fletcher vorrebbe dire - mentendo - e ciò che esce effettivamente dalle labbra. Resta da vedere se alla "crescita" del personaggio corrisponda anche un miglioramento del film. Certo Bugiardo bugiardo è un prodotto più rifinito dei precedenti, una commedia fantastica di categoria produttiva "A" piuttosto ben fatta. Ma dall'altra parte Carrey si è ammorbidito, ha perso una quota della genuina cattiveria di prima, e comincia a rinunciare alla spontanea oscenità che era la sua caratteristica più trasgressiva e originale." (Roberto Nepoti, 'La Repubbica', 27 aprile 1997)


"Costruito sulla misura aurea dei 90 minuti (è pur troppo), Bugiardo Bugiardo fa ridere solo se Jim Carrey si scatena, e non deve essere stato facile per il doppiatore Roberto Pedicini restituire o reinventare il microfono, le acrobazie verbali dell'attore: puerili, irriverenti, scatologiche. Ha ragione il critico di Time quando rimprovera al film l'idea di comprimere un personaggio come Carrey dentro gli standards della mainstream lovabity, di un'amabilità corrente e rassicurante. Per funzionare davvero, lo strapagato divo deve conservare un suo status di selvaggia irriverenza, di sovversiva scemenza. In giacca e cravatta (pettinato da principe del Foro, Carrey rischia invece di sembrare un pesciolino fuor d'acqua; e a poco serve - secondo una moda corrente - piazzare sui titoli di coda spezzoni di sequenze scartate al montaggio per contagiosa ilarità." (Michele Anselmi, 'L'Unità', 25 aprile 1997)
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