Blood

GRAN BRETAGNA - 2013
3/5
Blood
Una giovane ragazza viene brutalmente assassinata e le accuse ricadono su Jason Buliegh, già condannato per molestie. Quando Jason viene rilasciato temporaneamente per mancanza di prove, i due fratelli poliziotti che avevano seguito le indagini decidono di farsi giustizia da soli e lo uccidono facendone perdere le tracce. Saranno costretti a mentire ai loro stessi colleghi, quando il vero responsabile dell'omicidio della ragazza verrà catturato e si apre la caccia ai giustizieri di un uomo innocente. Mentre il cerchio si stringe attorno ai due fratelli, rimane una sola e unica scelta...
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: PSICOLOGICO, THRILLER
  • Specifiche tecniche: ARRICAM LT, 35 MM, SUPER 35 (3-PERF)
  • Produzione: NEAL STREET PRODUCTIONS, RED PRODUCTION COMPANY, QUICKFIRE FILMS, BBC FILMS, IM GLOBAL
  • Distribuzione: NOTORIOUS PICTURES
  • Data uscita 27 Giugno 2013

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone
Inghilterra, giorni nostri. Il brutale omicidio di una ragazza turba la vita di un'anonima cittadina costiera, ma incasina molto di più quella di due fratelli poliziotti: Joe (Paul Bettany) e Chrissie (Stephen Graham), cresciuti nel corpo di polizia coltivando il mito del padre (Brian Cox è un carismatico e inflessibile capo-dipartimento, da anni in pensione). Convinti di avere già individuato il colpevole in un povero mentecatto, non possono arrestarlo per mancanza di prove. Incapaci di mantenere i nervi saldi, finiranno per farsi giustizia da soli commettendo un'imperdonabile errore: il vero assassino confesserà da lì a poco.
Tratto da un serial tv di successo (Conviction), diretto dal talentuoso Nick Murphy (1921 – Il mistero di Rookford) e interpretato da un quartetto di magnifici attori (oltre ai tre già citati c'è pure Mark Strong), Blood è un dramma psicologico camuffato da thriller, che scava nel torbido dei legami familiari snobbando quelli tra vittima e carnefici, colpa e castigo.
Livido, raffinato e un tantino soporifero, il film ricorda più l'ultimo Lumet (Onora il padre e la madre) che il tanto strombazzato Mystic River dei flani pubblicitari. C'è una bella differenza, e si vede.

CRITICA

"Adattamento di una serie che il regista Nick Murphy riempie di malinconia, colori tristi, ambienti moralmente disabili, inquadrando conflitti in casa e fuori. Gruppo di famiglia all'inglese con Bettany e Graham al meglio, detective story piovosa e pessimista." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 27 giugno 2013)

"Ambientato sull'estuario di un fiume dove il tempo sembra aver azzerato le lancette, 'Blood' è un film gravido di presagi, gravido di nuvole temporalesche ma soprattutto gravido di sensi di colpa. Il che ha indotto alcuni commentatori ad accostarlo, un po' affrettatamente a 'Mystic River' di Clint Eastwood; con cui, in realtà, non ha molto in comune. Il cadavere di una ragazzina assassinata mette la polizia sulle tracce di Jason, balordo con precedenti per molestie; ma, in mancanza di prove, l'uomo è rilasciato. Ciò non sta affatto bene a due ispettori della polizia investigativa, i fratelli Joe e Chrissie Fairburn. Decisi a ottenerne la confessione, i detective sequestrano il 'loro' colpevole; in un impeto d'ira, Joe finisce per trasformarsi in giustiziere. Allorché il vero responsabile del delitto è scoperto, per lui e il fratello ha inizio una discesa all'inferno. Un paradosso che lasciava intravedere più di un rischio; fortunatamente lo sceneggiatore Bill Gallagher e l'impegno di tutto il cast rendono la situazione credibile quanto basta." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 27 giugno 2013)

"Quando fuori l'afa incombe, che c'è di meglio di un bel thriller piovoso per provare qualche brivido? 'Blood' («sangue») si svolge in una delle zone meteorologicamente più nefaste dell'Inghilterra, ed è costruito su una bella idea di sceneggiatura (...). Prodotto da Sam Mendes ('American Beauty', l'ultimo 007 'Skyfall'), 'Blood' è diretto da Nick Murphy, uno di quei registi a noi sconosciuti ma con un curriculum da spavento: ha una lunga filmografia televisiva e ha sceneggiato tra l'altro alcuni episodi di 'Rome', la serie tv che ha spopolato anche su Sky Italia. Il film ha una sua rocciosa solidità grazie anche agli attori: Paul Bettany e Brian Cox non sembrano (a vederli) fratelli, ma hanno una credibilità assoluta grazie a quella cosa misteriosa che si chiama «talento». Una qualità che, fra gli attori inglesi, si misura a tonnellate." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 27 giugno 2013)

"Con i sensi di colpa Paul Bettany ha un rapporto particolare. Prete bladerunneriano ma disubbidiente in 'Priest e angel' o maledetto nell'apocalittico 'Legion', l'attore inglese che presta la voce a Jarvis in 'Iron Man' e in 'The Avengers', il Silas de 'Il codice Da Vinci', ha fatto del supplizio interiore una sorta di marchio di fabbrica. Non fa eccezione 'Blood' di Nick Murphy, thriller psicologico di una certa ambizione che rievoca in alcuni punti i deliri noir di 'The Red Riding Trilogy'. (...) Retto completamente dalle interpretazioni di attori al meglio che masticano un inglese duro e cupo, 'Blood' è a tratti un noir schiettamente coinvolgente. Scavato come uno studio caratteriale di personaggi spinti al margine della propria sanità mentale, il film di Nick Murphy rifugge l'approccio maggioritario in voga nel genere ma pecca purtroppo di un eccesso di zelo nel sottolineare con psicologismi a tratti davvero ridondanti le angosce dei protagonisti. La strisciante paranoia dürrenmattiana - il tutore della legge che deve arrestare se stesso perché è venuto meno alla promessa fatta - offre naturalmente il fianco agli interpreti per una serie di scene madri notevoli il cui effetto complessivo, però, rischia di essere attutito dalle insistenze della sceneggiatura che s'ostina a volere spiegare ogni singolo moto dell'anima dei protagonisti. Nonostante questi limiti, il film evidenzia una piacevole robustezza narrativa. Un mondo di uomini duri e soli che ha perso la strada si specchia in una natura se non ostile di certo indifferente nei confronti dei loro tormenti, Murphy dal canto suo piuttosto che tentare di inseguire modalità espressive consunte dal riciclo costante, sembra rifarsi al grigio realismo britannico seguito alla sbornia psichedelica degli swinging sixties. L'ombra del padre che s'allunga su Joe e Chrissie, interpretato dal sempre eccellente Brian Cox, conferisce ulteriore forza alla dimensione biblica del film. La stazione di polizia, dove Joe tenta in tutti i modi di sviare le indagini sino a quando la sua coscienza non lo ferma, diventa così l'immagine di un Paradiso imperfetto, dove i tutori della Legge, inebriati dal loro potere, diventano i principali nemici della Giustizia. D'altronde 'Blood' pone un quesito semplice: come stare dalla parte della Legge senza offendere la Giustizia. Come un pilot di una serie tutta da fare, 'Blood' conferma, nonostante i suoi limiti, il buon stato di salute del cinema di genere britannico degli ultimi anni. Coinvolgente noir ambientato nel mondo di solitari tutori dell'ordine inebriati dal potere." (Giona A. Nazzaro, 'Il Manifesto', 27 giugno 2013)

"Piacerà agli appassionati del giallo d'atmosfera, dove il paesaggio (orrido, deprimente) recita assieme ai personaggi. 'Blood' è tra i migliori esempi. Ottima sceneggiatura (di Bill Gallagher) ottimissima recitazione (tra i molti litiganti, vince Mark Strong lo sbirro che marca stretti i «giustizieri»." (Giorgio Carbone, 'Libero', 27 giugno 2013)

"Noir poco ambiguo che diventa più dramma che thriller. Fotografia sublime ma finale prevedibile." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 27 giugno 2013)
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