Beethoven

USA - 1992
Beethoven
Una mattina, al risveglio, prima di recarsi al lavoro, George Newton, marito di Alice e padre di tre bambini, esce come il solito dalla sua linda villetta in California circondata da un giardino ben tenuto, per ritirare il latte ed il giornale. Attraverso la porta rimasta semiaperta s'infila, non visto, un cucciolo di San Bernardo, sfuggito alla cattura di un ladro di cani, che ha devastato il negozio di animali, nel quale la bestiola era in vendita. Il cucciolo fa ora mille feste incontrando i tre fanciulli ancora insonnoliti. I genitori de tre bambini ne sono però sconcertati, e cercano in tutti i modi - George specialmente - di disfarsene. Ma i ragazzi, la tredicenne Ryce, il decenne Ted e la piccola Emily di appena cinque anni, ne sono incantati e subissano di promesse i genitori perchè il cucciolo rimanga con loro. Per non deluderli, George accetta di tenere provvisoriamente il cane, finchè non venga richiesto dai proprietari. Felici, i bambini decidono di chiamarlo Beethoven. Il cucciolo combina danni a catena, mettendo sottosopra casa e giardino con gran disappunto di George, che decide di consegnarlo a un canile, consigliato da un ambiguo veterinario, il dottor Herman Varnick. In realtà il sinistro Varnick intende utilizzare il San Bernardo come cavia per i suoi micidiali esperimenti. Quando George Newton ne viene a conoscenza, insieme ai tre figli interviene e procede alla liberazione di Beethoven, unitamente ad una schiera di cani-cavia.
  • Durata: 87'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: NORMALE A COLORI
  • Produzione: UNIVERSAL
  • Distribuzione: UIP - CIC VIDEO

NOTE

- BEETHOVEN, UN SAN BERNARDO DI DUE ANNI, E' STATO ADDESTRATO DA KARL MILLER, UNO DEI PIU' NOTI ISTRUTTORI AMERICANI DI ANIMALI.

CRITICA

"Graziosissima e divertente commedia animalista, un cartone animato con personaggi veri, che emana simpatia e distribuisce buonumore. Più che agli impeccabili attori a due gambe un bravo d'obbligo a tale Karl Lewis Miller, infaticabile addestratore dell'esemplare protagonista e di altri sedici cucciolotti. Visto che è così bravo, perché prima non fa un estremo tentativo con Stallone e poi magari fa un salto fino a Cinecittà?". (Massimo Bertarelli, 'Il giornale', 6 febbraio 2001)
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