Beata ignoranza

ITALIA - 2017
2,5/5
Beata ignoranza
Ernesto e Filippo hanno due personalità agli antipodi e un unico punto in comune: sono entrambi professori di liceo. Filippo è un allegro progressista perennemente collegato al web. Bello e spensierato è un seduttore seriale sui social network. E' in grado di sedurre anche i suoi studenti grazie a un'app, creata da lui, che rende immediata la soluzione di ogni possibile calcolo. Ernesto è un severo conservatore, rigorosamente senza computer, tradizionalista anche con i suoi allievi, che fa della sua austerità un punto d'onore e vanta una vita completamente al di fuori della rete. E' probabilmente l'ultimo possessore vivente di un Nokia del '95. Un tempo erano "migliori amici" ma uno scontro profondo e mai risolto li ha tenuti lontani, fino al giorno in cui si ritrovano fatalmente a insegnare nella stessa classe. I loro punti di vista opposti li portano inevitabilmente a una nuova guerra. Saranno obbligati ad affrontare il passato, che ritornerà nelle sembianze di Nina, una ragazza che li sottoporrà a un semplice esperimento che si trasforma in una grande sfida: Filippo dovrà provare a uscire dalla rete ed Ernesto a entrarci dentro. Questo viaggio li cambierà profondamente, costringendoli a trovare un equilibrio, sempre più raro e delicato ai giorni nostri, tra la coscienza globale di chi si affida alla rete e la totale indifferenza di chi si ostina a resistere a oltranza all'epoca digitale.
  • Durata: 102'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Tratto da: omonimo spettacolo teatrale di Massimiliano Bruno
  • Produzione: FULVIO E FEDERICA LUCISANO PER IIF ITALIAN INTERNATIONAL FILM, CON RAI CINEMA
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION
  • Data uscita 23 Febbraio 2017

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Chi volete che vi salvi, il professore d’antan o quello smart(phone)? Domanda di Beata ignoranza, la commedia di Massimiliano Bruno, che accosta e scontra due prof. di liceo: l’analogico Marco Giallini (Ernesto) e il digitale Alessandro Gassmann (Filippo), uniti da una figlia, divisi da tutto il resto. Tradizionalista e serioso il primo, aggiornato e cialtrone il secondo, i due vorrebbero/dovrebbero rispondere al quesito ontologico ed esistenziale di Bruno: “Chi siamo veramente, quelli online o quelli scollegati?”.

Nel cast anche Valeria Bilello, Carolina Crescentini, Teresa Romagnoli e Giuseppe Ragone, la commedia ha in Giallini e Gassmann il punto di forza: affiatamento, ritmo e ilarità, la loro terza prova insieme – dopo Tutta colpa di Freud (2014) e Se Dio vuole (2015) – cementa la coppia, una tra le più fortunate nel panorama della commedia tricolore.

Note, parzialmente, positive anche per Bruno, che dopo la parentesi malamente “impegnata” de Gli ultimi saranno ultimi (2015) torna a quel che sa fare, e a quel che è: commedia, ridanciana, anche crassa, ma non volgare.

Certo, molto rimane da perfezionare: il film nel film, o meglio il doc nel film che la figlia dei due prof deve girare, è invenzione stracca e farraginosa, e le buone e ilari sequenze scolastiche sono affiancate da altre relazional-sentimentali meno fresche, meno spontanee. Soprattutto, non si capisce il perché di una musichetta fastidiosa, invasiva e costante - compositore Maurizio Filardo – che ignora il contrappunto. Boh.

Al contrario, vanno registrate sapide battute romanesche e dei comprimari irresistibili, quali il fonico e l’operatore del doc e la coppia di “fattoni geniali” coinquilini di Filippo.

NOTE

- CANDIDATO AL GLOBO D'ORO 2017 COME MIGLIORE COMMEDIA.

- CANDIDATO AI NASTRI D'ARGENTO 2017 PER: MIGLIOR SOGGETTO E ATTORE PROTAGONISTA (ALESSANDRO GASSMANN E MARCO GIALLINI).

CRITICA

"Carne al fuoco, nel film di Massimiliano Bruno, nonché spunti utili al confronto con la commedia italiana storica, ce n'è. (...) Folla di gustosi interpreti/personaggi minori. Un debito alla struttura del film di culto 'C'eravamo tanto amati'. Un risultato brillante. Ma puntualmente (e senza colpa) pallido rispetto a una forza di incidere che il cinema non ha più." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 23 febbraio 2017)
"Sia chiaro, non tutto funziona: la sceneggiatura apre troppe porticine e viottoli e ha nel 'film nel film' un escamotage poco felice, e la musichetta è invasiva e irritante. Ma le sequenze in aula sono azzeccate, alcune battute romanesche vanno a segno e i pittoreschi personaggi di contorno, dal fonico e l'operatore del doc ai 'fattoni geniali' con cui Filippo divide l'appartamento, rubano la scena e strappano risate." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 21 febbraio 2017)

"Piacerà perché Giallini e Gassmann sono una coppia ormai collaudata. Perché l'alienazione da Facebook è un problema che riguarda (diciamo pure che spaventa) tutti. Perché Bruno sa bene quando è il caso di piazzare la gag comica. E quando è il momento di sollecitare qualche riflessione." (Giorgio Carbone, 'Libero', 23 febbraio 2017)

"(...) una sceneggiatura di cliché, imballata di temi sociologici e forzata da uno studio a tavolino a combinare serio, faceto e lacrimuccia sentimentale. Non nuoce, non sporca. Cast con un bel ritmo, simpatia sparsa, ma vale meno di un buon articolo di giornale." (Silvio Danese, 'Nazione-Carlino-Giorno', 23 febbraio 2017)

"Brutto guaio una commedia frizzante, almeno nelle intenzioni, ma dove non si ride mai. (...) una scontatissima storiella sentimentale. Con la fastidiosa aggiunta di troppe macchiette superflue." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 23 febbraio 2017)

"Social: apocalittici o integrati? I due fronti evocati da Umberto Eco nel 1964 quando il semiologo rifletteva sulla cultura di massa vengono oggi riesumati per 'Beata ignoranza', commedia di successo (3 milioni di euro al box office) firmata Massimiliano Bruno (...). Giallini e Gassman fanno ancora faville dopo 'Se Dio vuole'. In più troverete bravi caratteristi (esilarante la documentarista burbera di Emanuela Fanelli) e amore per le donne. Non stupisce che il pubblico apprezzi questo cinema." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 11 marzo 2017)
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