Basta poco

ITALIA - 2015
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Basta poco
Sergio, un quarantenne senza un impiego stabile, crede di aver avuto un'idea geniale per tentare il riscatto sociale: aprire un'agenzia che vende felicità. Perché "oggi come oggi la depressione è la malattia più diffusa nel mondo!". Coinvolge l'amico Fulvio e nasce l'agenzia "Felici & Contenti" con l'obiettivo di esaudire i desideri più disparati delle persone. Dopo un inizio un po' stentato arrivano i primi clienti e ben presto una folla, sempre più numerosa, si accalca davanti all'agenzia, ognuno con la propria strampalata richiesta. L'agenzia "Felici & Contenti" è come un'agenzia pubblicitaria che dà al pubblico ciò che il pubblico vuole perché per essere felici, a volte, basta davvero poco. Ma qualcosa di inaspettato arriverà a turbare l'attività dei nostri protagonisti in un crescendo di accadimenti ora divertenti ora imprevisti perché, spesso, il raggiungimento della felicità passa da una piccola illusione...
  • Durata: 85'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: DCP
  • Produzione: SANDRO FREZZA PER ALBA PRODUZIONI
  • Distribuzione: WHALE PICTURES
  • Data uscita 30 Aprile 2015

TRAILER

RECENSIONE

di Michelangelo Iuliano

Se c'è da identificare un solo responsabile per il cattivo risultato di un prodotto, nel caso del film Basta poco non si può che puntare il dito contro Andrea Muzzi, coregista, cosceneggiatore e attore protagonista della pellicola. Ma, dato che difficilmente nella vita le responsabilità di un fallimento gravano solo sulle spalle di un individuo (e ciò vale a maggior ragione in un processo di lavoro collettivo come è quello della realizzazione di un film), anche in questo caso si possono biasimare tutte le persone coinvolte nel progetto, dalla produzione al cast artistico e tecnico.
Sergio, interpretato da Andrea Muzzi, è un quarantenne senza un impiego stabile che crede di aver avuto un'idea geniale per tentare il riscatto sociale: aprire un'agenzia che vende felicità. Con l'aiuto dell'amico di infanzia Fulvio (Massimiliano Galligani) crea la ditta "Felici & Contenti", che si occupa di esaudire i desideri più disparati delle persone. L'attività trova successo, ma a forza di vendere illusioni i problemi non tardano ad arrivare...
Le intenzioni di satira sociale incastrate in una commedia dal sapore amaro non fanno che peggiorare il risultato, aggiungendo un tono saccente alla già di per sé debole struttura del film. Il fatto che si tratti di un progetto a basso budget non vale alcuna giustificazione. Produrre l'ennesima commedia in Italia è già di per sé un atto riprovevole, ma tentare di conferirle un retrogusto agrodolce di riflessione sull'impossibilità della ricerca della felicità è quasi un crimine.
Il cast, inoltre, è anziano e svogliato: Andrea Muzzi, comico molto attivo nel circuito televisivo regionale della Toscana, si cuce addosso un personaggio meschino che irrita più per la sua inconsistenza che per le reali intenzioni della sceneggiatura, Marco Messeri gigioneggia nella insostenibile ripetitività delle battute del padre ferroviere del protagonista, Ninni Bruschetta sembra un'impietosa parodia di se stesso, mentre Paolo Hendel, semplicemente, non fa ridere.
E il povero Dino Zoff, che recita in un piccolo cameo, fa salire il magone: trentatré anni fa il mitico portiere era campione del mondo. Oggi è un campione di cortesia: ce ne deve essere voluta molta per apparire in questo film.


 

NOTE

- REALIZZATO IN COLLABORAZIONE CON AGENZIA PROMOZIONE TOSCANA; CON IL CONTRIBUTO DI FILM COMMISSION TOSCANA.

CRITICA

"Ambientazione toscano-levigata e da presepe rassicurante: più versante Pieraccioni che Virzì." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 30 aprile 2015)

"Opera seconda del comico toscano Muzzi, la commedia segue il filone del social movie di volenterosi sgangherati in cui certamente eccelle la mano di Giulio Manfredonia (da 'Si può fare' a 'La nostra terra')." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 30 aprile 2015)

"(...) simpatica, onesta e ben equilibrata commedia toscana che vede sullo schermo, per la prima volta, un impacciato Dino Zoff." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 30 aprile 2015)
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