Babbo bastardo 2

Bad Santa 2

USA - 2016
2,5/5
Babbo bastardo 2
Willie Soke, ladro con la passione per il whisky a buon mercato, ben alimentata dall'avidità e dall'odio, e il suo piccolo, arrabbiato, aiutante Marcus sono tornati! Questa volta il loro malvagio obiettivo natalizio sarà svaligiare un ente di beneficenza di Chicago. Soltanto il "piccolo" Thurman Merman, 120 chili di giovialità e bontà, riuscirà a tirar fuori da Willie qualche spiraglio di umanità. Le cose si complicheranno quando la coppia si troverà tra i piedi l'invadente madre di Willie, Sunny Soke. Una vera piantagrane che renderà la banda sempre più ambiziosa e spregiudicata, dal comportamento criminale sempre più becero. A tutto questo si aggiunge l'irrefrenabile desiderio provato da Willie per la formosa e pudica Diane, direttrice dell'associazione di beneficenza, una donna dal cuore d'oro, ma non così tanto da cedere alle avance di Willie.
  • Durata: 92'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: GEYER KOSINSKI, ANDREW GUNN
  • Distribuzione: KOCH MEDIA
  • Vietato 14
  • Data uscita 7 Dicembre 2016

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone
Il problema dei cult è che poi fanno i sequel. Una maledizione che non ha risparmiato nemmeno il più cattivo Papa Noel della storia, il Babbo bastardo Willie/Billy Bob Thornton.
Lo avevamo lasciato sulla via della speranza e lo ritroviamo avvinazzato, abbrutito e invecchiato in un appartamento malmesso - all’occorrenza anche latrina - perché come annuncia senza enfasi il bastardo medesimo "gli happy end sono solo un mucchio di stronzate”. Fortuna che al suo fianco c’è Truman, il piccoletto che gli aveva già salvato la vita nel film precedente e che potrebbe fare il bis anche stavolta, forte di un candore disarmante e il sorriso ottuso con cui a suo modo prende a schiaffi la vita.

Ma Babbo bastardo 2 non prosegue sulla strada del buddy movie alterato, approfondendo (con tutte le virgolette del caso) il rapporto tra “l’adulto” e “il bambino”, ma sfrutta invece una nuova dinamica relazionale, che moltiplica a dismisura le deformità psico-affettive in gioco. Succede che Willie si fa trascinare dal vecchio compagno di merende, il nano Marcus (Tony Cox), a Chicago per realizzare un piano criminale a danno di una fondazione caritatevole, orchestrato nientepopodimeno che dalla sboccatissima madre di Willie (Kathy Bates). Una che giustifica la sociopatia del figlio con il fatto di essere nato prematuro: “Mi sono accorta di lui solo quando ci ho messo i piedi sopra”, racconta. Per dire il tipo.

Non aspettatevi grandi rivelazioni freudiane né troppe evoluzioni sul fronte madre-figlio. Quello che lo script di Johnny Rosenthal e Shauna Cross regala invece a cascata sono parolacce, dialoghi vietati ai minori, balordi riferimenti sessuali, battute scorrette e freddure degne di un film coi pupazzi di neve, a cui un cast di grandi professionisti (mettiamoci anche una burrosa Christina Hendricks) si presta senza ritegno.
Oscenità a parte però, il meccanismo narrativo s’inceppa troppo presto, avvitandosi su stesso. Senza contare che la regia di Mark Waters, lo stesso de La casa del sì (sic!), è talmente piatta da rendere tutto uniformemente cinico e grottesco, anche quando non dovrebbe (vedi la scena dell’esecuzione del Silent Night da parte di Truman). In ciò segnando un decisivo punto a sfavore rispetto al precedente, che era più umano e calibrato.
Per chi odia il Natale resta tuttavia l’unico cinepanettone digeribile.

CRITICA

"(...) l'impagabile incarnazione bukoskiana di Billy Bob Thornton torna, provocando uno scatto di ghignante nostalgia, a giovarsi della complicità dell'iracondo nano Tony Cox e per di più viene onorata dall'arruolamento nell'anti favola della grandissima finta buona per eccellenza Kathy Bates, ma è tutto budget sprecato perché il progetto di rapinare un ente di beneficenza proprio nella serata di vigilia non riuscirà a provocare un bagliore d'interesse negli spettatori (...). Tanto è vero che le battute zeppe di greve turpiloquio intervengono a ogni piè sospinto per cercare di smuovere gli anticorpi della rimpianta su spense dissacrante." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 8 dicembre 2016)

"Va segnalato per evitare di finirci dentro pensando di ritrovare le divertenti e sane scorrettezze del primo film, sceneggiato dal brillante duo Ficarra & Requa (...). Nel prevedibile assalto a un ente di beneficenza dovrebbe risuonare la cattiveria del Babbo Natale di Thornton, poco convinto che deprecare volgarmente le buone intenzioni delle feste e sparare imprecazioni anche coi bambini sia la strada giusta per ripetere il piccolo grande successo di un personaggio in fondo riuscito." (Silvio Danese, 'Nazione-Carlino-Giorno', 8 dicembre 2016)

"Spiacerà soprattutto ai fan del primo Babbo Bastardo che magari speravano in un sequel di pari divertimento e sconcezza. Il guaio è che nel 2003 questa commediassa che attaccava con virulenza il politicamente corretto sembrò piacevole novità. Oggi anche lo scorrect è di maniera e non puoi sperare di alzare il livello del divertimento a forza di peti e parolacce." (Giorgio Carbone, 'Libero', 8 dicembre 2016)

"Sciocca e sguaiatissima commedia para-poliziesca, atroce seguito di un filmino del 2004. Una sfilza di volgarità da inorridire anche i goliardi più trucidi. (...) Peccato che Billy Bob Thornton fallisca il suicidio iniziale. Ci saremmo risparmiati ottanta indecenti minuti." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 7 dicembre 2016)
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