Auguri professore

ITALIA - 1997
Auguri professore
A Roma Lipari è un'insegnante sui quarantacinque anni che crede nel proprio lavoro e cerca di rinnovarlo con un po' di fantasia. Il rapporto con gli studenti però è reso difficile dal fatto che sta vivendo un momento di crisi e di confusione sul piano privato e professionale. Fuori della scuola gli viene rubata l'auto acquistata venti anni prima col primo stipendio, e il furto è un brutto colpo. Inoltre all'improvviso si trova di fronte come nuova collega Luisa, che era stata sua alunna agli inizi della sua carriera. L'auto rubata e l'apparizione di Luisa fanno scattare nella mente di Lipari i ricordi del passato: tutta la sua vita dalle elementari all'università, le speranze dei genitori, gli insegnanti troppo superficiali, le differenze sociali tra un alunno e l'altro. E poi, da insegnante, la volontà di mettersi al servizio dei più svantaggiati, gli anni della contestazione, l'attaccamento per l'alunno Triglia, l'incontro con Luisa, che era figlia del sindaco. Mentre riflette, Lipari vede che Luisa entra subito in sintonia con i ragazzi, e allora cerca di sfuggirle, quasi impaurito. In preda al nervosismo, non riesce a gestire le situazioni ed entra in lite con i genitori. Luisa finisce la supplenza e va via, lasciandolo nel pieno della confusione. Ma prima di allontanarsi, Luisa ricorda a Lipari tutto l'arricchimento che ha ricevuto da lui, i ragazzi si rendono disponibili alle sue richieste. Lipari allora ritrova fiducia e il coraggio di guardare al futuro.
  • Durata: 108'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Tratto da: romanzo "Solo se interrogato" di Domenico Starnone
  • Produzione: VITTORIO E RITA CECCHI GORI PER CECCHI GORI GROUP TIGER CINEMATOGRAFICA
  • Distribuzione: CECCHI GORI DISTRIBUZIONE - CECCHI GORI HOME VIDEO

NOTE

- REVISIONE MINISTERO SETTEMBRE 1997.

CRITICA

"Stesso soggetto, stessi sceneggiatori, stesso interprete. Ma se il tono della 'Scuola' di Daniele Luchetti era surreale, quello di 'Auguri professore' del suo ex aiuto Riccardo Milani è venato di amarezze e disillusioni. E ancora, se 'La scuola' era la radiografia di un'istituzione culturale, 'Auguri professore' è la radiografia di un insegnante. (...) Film non sempre lineare ma sincero e sentito, che dovrebbero vedere sia il ministro Berlinguer, sia i ragazzi che occupavano le scuole nei giorni della protesta. 'Auguri professore' antepone la sensibilità dei docenti allo schematismo dei pioni didattici; così vanno intesi gli auguri del titolo: per evitare che una scuola ridotta a pezzi generi una società disastrata". (Enzo Natta, 'Famiglia Cristiana', 21 gennaio 1998)

"A parte qualche incongruenza in cronologia, tutto è molto credibile. In particolare i flashback sulla scuola di un tempo, basata su un concetto perfettamente punitivo dell'esistenza, ne esce con una precisione notevole. Più che nella linea della commedia satirica, siamo, per intenderci, in quella di 'Ovosodo' dove i tocchi di osservazione realistica prevalgono e la comicità non è il criterio-base della rappresentazione. E se non manca qualche concessione allo stereotipo anche gli studenti, una volta tanto, sono rappresentati come minorenni più o meno normali, anziché come un popolo di incomprensibili alieni". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica, 27 dicembre 1997)

"Forse perché inzuppata di rimpianto, la storia è portata avanti a 'flashback', il film risulta indebolito da una contraddizione irrisolta tra passato e presente, come se il suo depresso pessimismo si tingesse troppo di rosa. Qualche bella immagine dell'Abruzzo, battute di dialogo perdute a causa del romanesco in presa diretta, una colorita galleria di studenti". (Morando Morandini, 'Il giorno', 28 dicembre 1997)
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