Astro Boy

HONG KONG, USA, GIAPPONE - 2009
3/5
Astro Boy
Astro Boy è un giovane robot che vive nella futuristica Metro City ed è stato costruito da uno scienziato per cercare consolazione dopo la perdita di suo figlio. Quando Astro Boy si rende conto che neanche con la sua compagnia il padre-inventore riesce a superare il dolore per il suo lutto, il robottino decide di partire per cercare il suo posto nel mondo. Ma poi, dopo aver passato una serie di esperienze straordinarie, Astro Boy si renderà conto che, forse, il suo posto è proprio a Metro City...
  • Durata: 94'
  • Colore: C
  • Genere: ANIMAZIONE
  • Specifiche tecniche: DIGITAL 3-D, 35 MM (1:2.35)
  • Tratto da: personaggio dell'omonimo manga e della serie Tv animata ideati da Osamu Tezuka
  • Produzione: IMAGI ANIMATION STUDIOS, IMAGI CRYSTAL, TEZUKA PRODUCTION COMPANY LTD.
  • Distribuzione: EAGLE PICTURES

TRAILER

RECENSIONE

di Boris Sollazzo

Un bambino classe 1951. Uno che adulto non è mai diventato, non perché sia un inguaribile immaturo ma perché, protagonista di una favola con un lieto fine e un inizio straziante, è morto quando stava per spiccare il volo. E un padre disperato, fanta-Geppetto della robotica, lo clona in un simulacro meccanico, che ha anima, cuore e cervello, alla faccia dei suoi transistor. Un Pinocchio del futuro, un Oliver Twist rifiutato dal padre, dalla società (Metro City) e perseguitato dallo stato (pre)potente, da un presidente guerrafondaio che risveglia i nostri ricordi più recenti.
E il segreto del Peter Pan di Tezuka Osamu (Silvio Muccino lo doppia con zelo e bravura), rivisto con rispetto e pudore dall’americano David Bowers, è l’essere attuale in quel dopoguerra come oggi. Dai tre robot che fanno la rivoluzione (in italiano hanno la voce del Trio Medusa), pardon la roboluzione a quel mondo a strati, tra la Superficie-bidonville all’isola volante di ricchi e potenti, Astro boy è una dolce e ficcante metafora adulta per bambini (e viceversa). In un manga eticamente ed esteticamente essenziale ritroviamo il nostro mondo scalcagnato e cinico.
Che però non sa farsi salvare dai bambini. Né, tantomeno, salvarli da se stesso.

NOTE

- VOCI DELLA VERSIONE ITALIANA: SILVIO MUCCINO (ASTRO BOY), CAROLINA CRESCENTINI (CORA), IL TRIO MEDUSA (ROBOTSKI, SPARX E MIKE IL FRIGO), PASQUALE ANSELMO (DR. TENMA), PIETRO BIONDI (PRESIDENTE STONE), FRANCESCO VAIRANO (HAMEGG).

- VOCI DELLA VERSIONE ORIGINALE: FREDDIE HIGHMORE (ASTRO BOY), NICOLAS CAGE (DOTT. TENMA), KRISTEN BELL (CORA), SAMUEL L. JACKSON (ZOG), CHARLIZE THERON ('OUR FRIENDS', NARRATRICE), BILL NIGHY (DOTT. ELEFUN), DONALD SUTHERLAND (GENERALE STONE), MOISES ARIAS (ZANE), EUGENE LEVY (ORRIN), NATHAN LANE (HAM EGG), MATT LUCAS (SPARX), MADELINE CARROLL (WIDGET/GRACE), STERLING BEAUMON (SLUDGE), VICTOR BONAVIDA (SAM), TONY MATTHEWS (PADRE DI CORA).

- PRESENTATO IN ANTEPRIMA ALLA IV EDIZIONE DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA (2009) NELLA SEZIONE 'ALICE NELLA CITTÀ'.

CRITICA

"Un fenomeno di costume che ha nello stesso tempo la dignità di arte e l'appeal del prodotto di massa. Come mettere assieme Leonardo da Vinci e la pizza. (...) un balzo nell'arena del cinema d'animazione americano che sembra aver ritrovato il gusto per il vintage d'autore e l'artigianato dei designer di una volta." (Ilario Lombardo, 'Avvenire', 17 dicembre 2009)

"I genitori assisteranno con interesse anche al curioso 'Astro Boy', un film d'animazione nato da una collaborazione tra Stati Uniti, Hong Kong e Giappone che propone, riveduto e corretto, quello che molti chiamano il 're dei manga', i fumetti giapponesi. Se Astro Boy è effettivamente il re dei manga ognuno lo deciderà per sé, certo è che si tratta del più antico e longevo, visto che le sue prime avventure risalgono al 1952. Il film di oggi offre tutte le emozioni di un personaggio che ha attraversato indenne mezzo secolo e più. Con la meraviglia dell'animazione 3D." (Antonio Angeli, 'Il Tempo', 18 dicembre 2009)

"Il regista è il David Bowers di Giù per il tubo, il manga a cui si ispira porta la ben nota firma di Osamu Tezuka. Ne è uscito un ibrido curioso, che ha un po' del cartone animato occidentale e un po' degli «anime»; un poco è realizzato con cura, un poco sembra destinato alla tv. (...) Sarebbe materia per grande letteratura, ma il film, banaluccio pure nel disegno, di grande non ha neanche le pretese. E questa, magari, è la sua simpatia." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 18 dicembre 2009)

"Quello del film è dunque un mondo di ipocriti, come il nostro (...). Astroboy è un film per bimbi intelligenti di genitori malinconici. E viceversa." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 19 dicembre 2009).
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