An Education

GRAN BRETAGNA - 2009
4/5
An Education
Twickenham, Inghilterra, 1961. Jenny ha sedici anni, è una studentessa modello, carina e intelligente, che sogna un giorno di poter andare a Parigi e frequentare il circolo degli esistenzialisti francesi dilettandosi, nel frattempo, a cantare le canzoni del suo idolo Juliette Gréco. Un giorno, Jenny conosce David, un trentenne che riesce a conquistare non solo il suo cuore, ma anche la fiducia della famiglia della ragazza. L'incontro segnerà un punto di svolta importante nella vita di Jenny, soprattutto quando David, per il suo diciassettesimo compleanno, la porterà nella città dei suoi sogni...
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM, CINEMASCOPE
  • Tratto da: memorie di Lynn Barber
  • Produzione: BBC FILMS, ENDGAME ENTERTAINMENT, FINOLA DWYER PRODUCTIONS, WILDGAZE FILMS
  • Distribuzione: SONY PICTURE RELEASING ITALIA (2010) - DVD: SONY PICTURES HOME ENTERTAINMENT (2010)
  • Data uscita 5 Febbraio 2010

TRAILER

RECENSIONE

di Anna Maria Pasetti
Tra le delizie di Berlino 2009, An Education è un piccolo film con un grande merito. Quello di aver illuminato il talento della 22enne Carey Mulligan (candidata all'Oscar, così come il film e la sceneggiatura non originale, ndr), per alcuni l'erede di Audrey Hepburn. E in ogni caso, con o senza paragoni, interprete destinata a nutrire le già premiate schiere delle attrici britanniche. Suo è il ruolo di Jenny: quasi 17enne, bella, di umili origini ma con brillantezza e intelligenza che puntano a Oxford. Ma nella Londra del 1961, ancora sospesa tra la guerra che fu e la Swinging che sarà, per una donna di famiglia povera conta più un ricco matrimonio di un gran cervello. Tant'è che l'incontro con il bell'imbusto assai scafato David (Peter Sarsgaard), che si dice ricco e inserito, le fa perdere la testa e tutto il resto. Capirà a sue lacrime il senso di “an education” dalla vita, che va ben oltre la semplice istruzione. Mea culpa ma senza esagerare, l'apprendista fa tesoro dei suoi errori e dopo un viaggio nell'inferno dell'anima, saprà riconquistare il (quasi) paradiso accademico perduto.
Scritta dal romanziere di strenne Nick Hornby, prodotta da sua moglie Amanda Posey e diretta dalla danese Lone Scherfig (già cult per Italiano per principianti) An Education è una splendida Brit Comedy con morale ma antimoralista, dall'intelligente sapore vintage che mai esonda nei cliché, neppure nei ritratti tra il volgare e il naif di alcuni personaggi. Se è vero che il canovaccio sia antico come l'Uomo, la sfida era proprio quella di oltrepassare la litania del già visto, ribadendo il concetto che sulla stessa storia si possono imbastire schifezze o capolavori. Infinitamente. An Education non risparmia battute sagaci, attori perfetti (oltre ai protagonisti anche Alfred Molina, Cara Seymour, Emma Thomson e le giovani star britanniche Dominic Cooper e Rosamund Pike), raccordi sempre in ritmo e una regia che non fa perdere le emozioni. Ma neppure riflessioni che restano in memoria anche dopo mesi dalla visione.

NOTE

- PRESENTATO IN CONCORSO AL 59. FESTIVAL DI BERLINO (2009) NELLA SEZIONE 'BERLINALE SPECIAL GALA'.

- NICK HORNBY FIGRA ANCHE COME PRODUTTORE ESECUTIVO.

- CAREY MULLIGAN E' STATA CANDIDATA AL GOLDEN GLOBE 2010 COME MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA DI FILM DRAMMATICO.

- CANDIDATO ALL'OSCAR 2010 PER: MIGLIOR FILM, ATTRICE PROTAGONISTA (CAREY MULLIGAN) E SCENEGGIATURA NON ORIGINALE.

CRITICA

"Prima c'era un romanzo di Nick Hornby, uno scrittore che ha già visto molti suoi testi finire al cinema da 'Alta fedeltà' ad 'About a Boy'. Segue questo film che ha diretto, a Londra e dintorni, una regista danese, Lone Scherfig, abbastanza apprezzata, tempo fa, con 'Italiano per principianti'. Anche se i suoi meriti non sono molti (una regia poco vitale, dei ritmi non molto vivaci), il film si fa seguire, e anche applaudire, sia per i toni attenti e abili con cui Hornby ha sceneggiato il suo romanzo, sia per l'interpretazione, nelle vesti della protagonista, di una giovanissima attrice, Carey Mulligan, vista ma un po' a margine in 'Orgoglio e pregiudizio'. Hornby, che il suo romanzo se l'era fatto ispirare dalle memorie di una giornalista attivissima nei Sessanta, Lynn Barber, è riuscito, con molta finezza a evocarci, in una piacevole cornice suburbana londinese, dei personaggi analizzati con precise intuizioni psicologiche, facendoli spesso determinare, con accortezza anche sociologica, dai climi in cui si muovevano, già a metà strada verso quei più scapigliati tempi nuovi che venivano preparandosi. Pur privilegiando ancora, alla fine, l'impegno severo. Vi aderisce in pieno proprio Carey Mulligan, una faccetta graziosa, con modi gentili. Hanno detto che un po' ricorda Audrey Hepburn. Non sbagliando molto." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 5 febbraio 2010)

"Tratto da un amaro e pungente racconto autobiografico della famosa giornalista inglese Lynn Barber, sceneggiato con libertà e finezza da Nick Hornby (che evoca le metamorfosi dello script in un appassionato libretto edito da Guanda), 'An Education' è un incantevole film in costume con molti 'genitori'. Alla Barber e a Hornby vanno aggiunti infatti la regista danese Lone Scherfig ('Italiano per principianti'), che ci mette un tocco delicato e un'attenzione mai esteriore per l'epoca e i suoi segni. Ma soprattutto un cast oltre ogni elogio. Dalla scintillante, irresistibile Carey Mulligan (candidata all'Oscar), che dà a Jenny la curiosità,i fremiti, le ritrosie, l'impertinenza di una ragazza cresciuta in un paese ancora segnato dalla guerra, al molle, doppio, spregevole ma umanissimo Peter Sarsgaard, capace di farci capire la sua tragedia personale (guardate il lampo d'invidia quando lei nomina Oxford...) senza mai metterci contro di lui. Passando per Alfred Molina, semplicemente strepitoso nei panni del padre così interessato all'ascesa sociale della figlia da rendersi complice di vere nefandezze. La seconda parte è più illustrativa, meno sorprendente. Ma poche volte un film ha raccontato meglio il viluppo di aspettative, proiezioni, sentimenti e risentimenti, che unisce genitori e figli, ricchi e poveri, colti e meno colti, in un unico infernale girotondo." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 05 febbraio 2010)

"Capita che un film ti parli di come si cresce, di come si diventi adulti. Capita che questo sia un film semplice, lineare, quasi imbarazzato nel proporsi. E qualcuno direbbe che è una questione di educazione, di buone maniere. Così l'aggancio è facile e un po' banale: 'An education', cioè un'adeguata istruzione per il futuro sociale e professionale della sedicenne Jenny (Carey Mulligan) con mamma e papà sempliciotti, piccolo piccolo borghesi, nella Londra periferica di Twichenham attorno al 1961. L'Inghilterra che esce dal perbenismo e dalle privazioni materiali anni 50 e che ancora attende i teddy boys, il pop rock Beatles e Rolling Stones, i mods contro i rockers, le marce contro la guerra e il nucleare. (...) 'An education', scritto direttamente per il cinema dal gallo dai bargigli d'oro Nick Hornby e diretto da Lone Scherfig, già autrice del discutibile e dogmatico 'Italiano per principianti' è un lavoro di finissimo acume umanistico, pieno di sottotesti politici: la sottile divisione tra classi sociali, il ruolo della donna, la ricchezza economica come valore morale, la vanità dell'individuo. Contribuiscono alla riuscita dell'opera un amalgama armonica tra amabile recitazione, scorrevolezza del testo, pastosa grigiosità cromatica londinese. Frame stop su Jenny/Carey Mulligan che per la gita ad Oxford si mostra agli amici altolocati in cappottino bianco, maglia nera a collo alto, frangetta e chignon come fosse una nuova Audrey Hepburn." (Davide Turrini, 'Liberazione', 05 febbraio 2010)

"Da quando Jenny appare sullo schermo e per tutta la durata del film, un retropensiero ronza nella testa dello spettatore: chi ricorda questa ragazzina che si infatua di un uomo così più vecchio di lei? Non è la classica Lolita. Non è neppure la giovane sedotta e abbandonata, cliché di molti personaggi letterari. Jenny è attiva, complice, smaliziata e del tutto consapevole di quello che sta facendo. E una ragazzina che si ribella alla noia borghese della propria esistenza fondata su regole e doveri per cercare la scorciatoia, vuole sperimentare i piaceri della bella vita senza sforzo. Nell'eterno dilemma tra il piacere e il dovere, sceglie ovviamente il primo. Nella scelta tra bellezza e istruzione, ovviamente opta per la prima. La storia, seppure si svolge in un piovoso sobborgo londinese nei primi anni Sessanta, ci è così familiare e sembra una storia di casa nostra, perché in Jenny c'è tutto quello che sarebbe venuto dopo, fino ad arrivare alle Noemi dei nostri giorni. C'è la rivoluzione sessuale, ci sono le ribellione e l'emancipazione e si intravedono nella sfrontatezza mista a ingenuità della sedicenne protagonista di 'An education', le storture che sarebbero venute poi." (Caterina Soffici, 'Il Riformista', 28 gennaio 2010)
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