Amityville Horror

The Amityville Horror

USA - 1979
Amityville Horror
Nel 1974, in una casa in riva a un fiume, in una piccola città americana, un giovane, che si giustificherà in tribunale affermando d'essere stato spinto a uccidere da voci misteriose, uccide a fucilate i genitori e gli altri loro quattro figli. Un anno dopo, convinti dal prezzo estremamente vantaggioso, i coniugi George e Kathy Lutz acquistano la casa e ci vanno ad abitare con i tre figli di primo letto della donna. Un sacerdote amico di Kathy, padre Delaney, insegnante di psicoterapia, è certo che la casa, costruita nello stesso posto in cui secoli prima si svolgevano riti satanici, è sotto l'influsso del Maligno e che George e la sua famiglia sono perciò in grave pericolo di vita. Dopo avere cercato inutilmente di avvertirli, padre Delaney viene colto da una misteriosa malattia, mentre spaventosi fenomeni cominciano a turbare la vita dei Lutz, fenomeni dai quali sembra non accorgersi soltanto la piccola Missy, che dice di conversare con un'amica invisibile. Quell'inferno, che agisce pericolosamente soprattutto sul carattere di George, dura quattro settimane. Poi, durante un furioso temporale, i terribili fenomeni aumentano e...
  • Durata: 116'
  • Colore: C
  • Genere: HORROR
  • Specifiche tecniche: 35 MM, PANORAMICO
  • Tratto da: libro di Jay Anson sulle esperienze raccontate da George e Kathy Lutz
  • Produzione: AMERICAN INTERNATIONAL PICTURES, CINEMA 77, PROFESSIONAL FILMS
  • Distribuzione: PHOENIX GENERAL (1980) - DOMOVIDEO, SKORPION ENTERTAINMENT - DVD MGM (2001)
  • Vietato 14

NOTE

- NEL 2005 ANDREW DOUGLAS NE HA DIRETTO IL REMAKE OMONIMO.

CRITICA

"Il film può facilmente risultare irritante poiché chi, ingannato dal titolo e dalla pubblicità, lo prende come strumento per torturarsi la psiche, torna a casa ben poco spaventato; chi, viceversa, lo attende come una continuazione di 'L'esorcista' o di 'Carrie', scopre dei reverendi che rimangono scettici e uno, di formazione laica, che crede al paranaturale dei fenomeni e ne rimane vittima. Indubbiamente il regista, pur avvalendosi di ottimi tecnici (sono di particolare rilievo la fotografia e le musiche ad effetto), non fa delle scelte precise e preferisce imitare un po' di tutto. Lo spettatore, per conseguenza, viene lasciato a se stesso e, forse, non è un male. Infatti, partendo dal dato noto e affermato che si tratta di una ricostruzione di fenomeni autentici (e lo hanno ammesso coloro che lo hanno vissuto realmente), è bene lasciarsi guidare dagli stessi per riflettere sull'esistenza di cose che sfuggono all'indagine scientifica e che, prescindendo anche da quanto afferma la dottrina cattolica a riguardo, sono una realtà misteriosa, maligna, aggressiva, capace di indicare all'uomo dei limiti che dovrebbero invitarlo all'umiltà." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 89, 1980)
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