American Pie: Ancora insieme

American Reunion

USA - 2012
3/5
American Pie: Ancora insieme
Estate 1999, quattro studenti liceali di una piccola città del Michigan iniziano la loro ricerca sulla sessualità. Da allora tante cose sono successe: Jim e Michelle si sono sposati; Kevin e Vicky si sono lasciati; Oz e Heather sono cresciuti distanti; Finch desidera ancora la madre di Stifler. Dieci anni dopo, tutti loro si rincontrano nella cittadina di East Great Falls per una riunione di compagni delle superiori e in un finesettimana scopriranno cosa è cambiato, chi è rimasto sempre lo stesso e che il tempo e la distanza non possono rompere il legame dell'amicizia...
  • Durata: 113'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: PANAVISION, SUPER 35 (3-PERF) STAMPATO A 35 MM/D-CINEMA (1:1.85) - TECHNICOLOR
  • Produzione: UNIVERSAL PICTURES
  • Distribuzione: UNIVERSAL PICTURES INTERNATIONAL ITALY
  • Data uscita 4 Maggio 2012

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia

East Great Falls, il ritorno. E ci sono tutti, perché come si può mancare una reunion tra ex compagni di scuola?  Era l’estate del 1999 quando quattro ragazzi della piccola città del Michigan iniziarono a interrogarsi – rosea accezione… – sulle gioie e i dolori del sesso: ne è passato di tempo,  qualcuno s’è sposato (Jim e Michelle), altri si son lasciati (Kevin e Vicky), altri allontanati (Oz e Heather),  altri immutati (Stifler e, sotto sotto, pure, Finch). Insomma, un po’ sono cambiati, ma neanche troppo, la torta è sempre calda, e ognuno la usi come meglio preferisce…
E’ American Pie: Ancora insieme, e promette di ibridare maturità e lazzi, frizzi e nostalgia, disimpegno e responsabilità: almeno nelle vite dei nostri, perché il quarto capitolo è fedele ai dettami del franchise, ovvero del doman non v’è certezza, e l’oggi è scurrile, sguaiato e scult da tradizione, al netto delle rughe che vengono, dei capelli che vanno e della noia che fa capolino. Pareggio di bilancio, dunque, e vale pure per l’esito “artistico”: meno ridanciano, meno scritto, meno sfrontato, ugualmente godibile. Almeno per Stifler, perché chi di Milf ferisce, di Milf perisce…

NOTE

- TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI FIGURANO ANCHE: PAUL WEITZ, CHRIS WEITZ, SEAN WILLIAM SCOTT E JASON BIGGS.

CRITICA

"Sui blog diranno che è fichissimo: non credeteci. Diretti da ex compagni di scuola (Hurwitz e Schlossberg), vengono riesumati i teen trash del serial israeliano che furoreggiò prima dell'era 'Apatow', dei 'Farrelly'. La scusa è una riunione di compagni di liceo ancora e sempre arrapati, parolacciari con due genitori accanto. Una gara di volgarità che tocca vertici sublimi, altro che la torta di mele usata come neanche Philip Roth col calorifero di Portnoy. Jason Biggs, il capogruppo, mostra le sue grazie." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 4 maggio 2012)

"Come tutelare una saga? Affidando il quarto episodio a due fan sfegatati del franchise. È la mossa vincente alla base di 'American Pie: ancora insieme' diretto con brio dal duo Hurwitz & Schlossberg, assai bravi nel riunire gli ex adolescenti allupati del primo 'American Pie' (1999) ora adulti angosciati dopo il cammino esistenziale del secondo (2001) e terzo episodio (2003). (...) Solito mix più che discreto di humour grossolano (l'onanismo di Jim colpisce letteralmente suo figlio!), spessore femminile (le donne non stanno a guardare, anzi) e sorprendenti emozioni (i duetti tra Jim e il papà vedovo sono commoventi). Vogliamo dannatamente bene a questi fragili uomini americani. Compreso Stiffler. Sarà forse perché somiglia tanto a un trentenne italiano." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 4 maggio 2012)

"Nel popolarissimo esercizio della nostalgia, ciascuno ha il decennio che si merita. A quanti rimpiangono i discutibili anni 90 è dedicata questa nuova puntata di 'American Pie': serie che debuttò nel 1999 con un grande successo a sorpresa, poi sopravvisse in un paio di puntate fiacche e in alcuni spin-off televisivi. Questo, invece, è un seguito ufficiale, che riunisce tutto il cast originario, figli e genitori, utilizzando il classico soggetto di 'rimpatriata'." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 4 maggio 2012)

"Spiacerà a coloro che magari si aspettavano dal capitolo 4 dell''American Pie' un prodotto più adulto anche nella trama. E invece è solo un remake dei precedenti che non può non comunicare il fastidio che si prova, specie nella vita a vedere un trentenne comportarsi da ragazzino pirla. Aggiungeteci il fatto che mentre il primo 'American' aveva una sua piccola carica eversiva, il numero quattro è di piatto conformismo." (Giorgio Carbone, 'Libero', 4 maggio 2012)

"Quarta, superflua, sboccata tappa, più farsesca che mai, della rumorosa squadra di arrapati pierini americani." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 4 maggio 2012)

"Se i leoni di 'una notte da' furoreggiano nella più blasonata torta in commedia seriale americana dell'ultimo decennio la risata è garantita, ma anche la demenza. Aspiravano ad altro? Non pare. D'altra parte il gioco della 'reunion' scolastica a dieci anni dall'(im)maturità è funzionale all'esibizione del maschio trombatore più o meno incallito e della femmina saggia, seppur con forti tendenze al bamboleggio. Anche perché nessuno, inclusi i nostri 'eroi' Jason & Michelle, ora giovani genitori, è immune alla crisi dei trent'anni...), ove sfumata e minimalista aleggia la Domanda: «che ci faccio io di questa vita?». Più fallici che falliti, boys and girls a stelle e strisce - in total cast dell'originale 'American Pie' per l'occasione - si dilettano a giggionare, straparlare e, ogni tanto, a pensare. Ma della torta che fu, ormai non restano che poche briciole di gag." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 3 maggio 2012)
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