Alien vs. Predator

AVP: Alien vs. Predator

USA, GRAN BRETAGNA, CANADA, GERMANIA, REPUBBLICA CECA - 2004
Alien vs. Predator
Pianeta Terra, XXI secolo. Un ricco industriale manda alcuni archeologi alla ricerca di un'antica piramide nascosta sotto i ghiacci dell'Antartide. Giunti sul posto, gli studiosi restano coinvolti in una battaglia tra cinque giovani Predators e alcune creature aliene...
  • Altri titoli:
    AVP
  • Durata: 101'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, FANTASCIENZA, HORROR, THRILLER
  • Tratto da: Personaggi creati da Dan O'Bannon, Ronald Shusett, Jim Thomas e John Thomas.
  • Produzione: DAVIS ENTERTAINMENT, LONLINK PRODUCTIONS LTD, IMPACT PICTURES, STILLKING, KUT FILMS, BABELSBERG FILMS
  • Distribuzione: 20TH CENTURY FOX ITALIA
  • Data uscita 19 Novembre 2004

NOTE

- LA REVISIONE MNISTERIALE DEL 5 NOVEMBRE 2004 AVEVA CONSENTITO LA VISIONE PER TUTTI. LA REVISIONE DELLA II EDIZIONE (16 MARZO 2009) HA DECRETATO IL DIVIETO DI VISIONE AI MINORI DI 14 ANNI.

CRITICA

"Formula collaudata vuol dire anche trama scontata, soprattutto quando effetti speciali si addossano a effetti speciali. Situazioni viste si agganciano a situazioni straviste, peggio, ogni scena potrebbe essere montata prima o dopo lasciando inalterato tutto, salvo l'ordine d'estinzione dei personaggi. (...) Che andrà a vedere 'Alien vs. Predator' si spaventerà davvero, se ha meno di dieci anni, ma se ne ha di più si divertirà per l'umorismo involontario: il migliore, in fondo. A proposito: peccato che i cachinni echeggiati nelle proiezioni-test non siano nella colonna sonora, perché sarebbero uno spettacolo nello spettacolo." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 19 novembre 2004)

"Fan di Alien, ribelliamoci. Predator fa un figurone non solo perché prende a schiaffoni la creatura del pittore Giger, ma anche perché si dimostra più umano alleandosi con i pochi superstiti di una spedizione scientifica tra i quali figura un simpatico Raoul Bova. Per Alien una sconfitta umiliante. Vogliamo la rivincita. Sperando che sia altrettanto divertente." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 19 novembre 2004)

"Non importa se 'Alien vs. Predator' sia il prequel della saga di 'Alien' (4 capitoli), raccontata da autori come Ridley Scott, Cameron e Fincher; o invece il sequel del più kitsch 'Predator' (solo 2). E' l'ultimo il vittorioso, anche se la bestia che è in noi si risveglierà sempre e comunque, tenendo la saga open. Questo bavoso kolossal è nel genere che mescola mostri contigui, come 'Freddy vs. Jason' e segue le regole di questi prodotti costosi e infantili: l'ispirazione viene infatti da un video gioco e un fumetto della Dark Horse Comics. Ma bisogna dire che il regista Paul W.S. Anderson, al di sotto di ogni sospetto essendo l'artefice di 'Mortal Kombat' e 'Resident Evil', riesce, soprattutto nella prima parte, a creare un clima claustrofobico e visionario, una gigantesca scenografia futurista maya degna della Wallman della fastosa Scala anni '50. (...) L'escalation della lotta è inversamente proporzionale all'interesse della storia. Dove il computer, sorpresa, lascia il passo agli uomini, secondo un mix di moda: lo stesso curatore dei trucchi, Tom Woodruff, si traveste da alien e un ex giocatore di pallacanestro è il capo dei predator. L'archeologo vittima è il bravo Bova, caso raro di un attore italiano a suo agio in un meccanismo così particolare e disumano. Fa una parte stereotipata con simpatia e perfino humour, come fosse nel parco delle meraviglie. Il team è guidato dalla specialista in sport estremi Sanaa Lathan, il ruolo saputello: ma poi è sempre Raoul che deve saltare in lungo e in largo per salvarla e non finire stritolato da trucchi da 100 milioni di dollari e quindi perfettamente funzionanti." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 20 novembre 2004)

"Con un pizzico di malignità verrebbe da dire che gli americani probabilmente hanno ingaggiato il pur bravo e sempre più richiesto oltre oceano Raoul Bova per la scarsa visibilità che finisce per avere, giocoforza, in 'Alien vs Predator'. Viene il sospetto, insomma, che per uno dei più attesi fantahorror della stagione, nel quale i veri protagonisti finiscono per essere i due alieni più temuti, era difficile trovare un divo americano macho e seduttivo disposto a farsi oscurare da macchine, mutanti, mostri e ferraglia varia. In sintonia con l'attuale strategia commerciale di mettere in cortocircuito creature-simbolo del fantastico e dell'horror ('Freddy vs Jason') e di rimescolare nell'immaginario i vari Dracula, Frankenstein, l'Uomo Lupo, la Fox ha pensato di far incontrare/scontrare un'icona della fantascienza post classica (Alien) e un icona del fantahorror postmoderno (Predator). (...) Paul W.S. Anderson arbitra con il suo mestieraccio la partita tra le fauci degli alieni e gli artigli dei predatori. Sommerso dai formidabili effetti speciali Bova nel ruolo dell'archeologo Sebastian De Rosa ogni tanto illumina con il suo bel volto il permanente e inquietante buio." (Alberto Castellano, 'Il Mattino', 27 novembre 2004)
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