Alice attraverso lo specchio

Alice Through the Looking Glass

USA - 2016
Alice attraverso lo specchio
Alice Kingsleigh ha trascorso gli ultimi anni seguendo le impronte paterne e navigando per il mare aperto. Al suo rientro a Londra, si ritrova ad attraversare uno specchio magico, che la riporta nel Sottomondo, dove incontra nuovamente i suoi amici Bianconiglio, Brucaliffo, Stregatto e Cappellaio Matto che sembra non essere più in sé. Il Cappellaio ha perso la sua Moltezza, così Mirana manda Alice alla ricerca della Cronosfera, un oggetto metallico dalla forma sferica custodito nella stanza del Grande Orologio che regola il trascorrere del tempo. Tornando indietro nel tempo, incontra amici - e nemici - in diversi momenti della loro vita e inizia una pericolosa corsa per salvare il Cappellaio prima dello scadere del tempo.
  • Altri titoli:
    Alice in Wonderland 2
    Into the Looking Glass
    Alice In Wonderland: Through The Looking Glass
    Alice de l'autre côté du miroir
    Through the Looking Glass
  • Durata: 108'
  • Colore: C
  • Genere: FANTASY, AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: ARRI ALEXA 65/ARRI ALEXA XT/SONY CINEALTA F65
  • Tratto da: personaggi crati da Lewis Carroll
  • Produzione: JENNIFER TODD, JOE ROTH, SUZANNE TODD, TIM BURTON PER WALT DISNEY PICTURES
  • Distribuzione: THE WALT DISNEY COMPANY ITALIA
  • Data uscita 25 Maggio 2016

TRAILER

NOTE

- VOCI DELLA VERSIONE ORIGINALE: ALAN RICKMAN (BRUCALIFFO), MICHAEL SHEEN (BIANCONIGLIO), TOBY JONES (WILKINS), STEPHEN FRY (STREGATTO), TIMOTHY SPALL (BAYARD), BARBARA WINDSOR (GHIRO), PAUL WHITEHOUSE (LEPROTTO MARZOLINO), WALLY WINGERT (HUMPTY DUMPTY).

CRITICA

"La trovata del Tempo star, quindi il possesso della magica Cronosfera che decide il passato, permette al kolossal digitale una fascinazione aggiunta di raffinato design. (...) L'impossibilità di mutare il corso degli eventi è nota, ma la sarabanda di emozioni giunge, nel modo superficiale che si addice alla computer grafic, senza entrare nelle 3D del cuore. Marionette strapagate, Depp, Carter, Ifans, Cohen, Anne Hathaway e Mia Wasikowska che passa nello specchio, tutti passivi come lo spettatore tipo." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 26 maggio 2016)

"Spettacolo fastoso per acrobazie tecnologiche. E impronta 'burtoniana', dunque dark, confermata; tanto che non lo si può definire un film per bambini." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 26 maggio 2016)

"Dopo il miliardo di dollari incassato da 'Alice in Wonderland' di Burton, era inevitabile un sequel. Anche Carroll, d'altronde, scrisse un capitolo secondo nel 1871 dopo il successone di 'Alice nel paese delle meraviglie'. Ci aspettavamo il peggio e invece abbiamo incontrato un film migliore rispetto all'ottundente primo capitolo del 2010. L'animazione al computer dà meno fastidio mentre il nuovo personaggio de Il Tempo di Sacha Baron Cohen è geniale nel suo severissimo approccio nonsense alla vita. Johnny Depp torna a recitare senza manierismi insopportabili. Ci mancava. Il suo Cappellaio è il cuore matto di un film gradevolissimo." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 26 maggio 2016)

"Sgomberiamo subito l'equivoco di pensare che questo 'Alice attraverso lo specchio' sia la trasposizione del romanzo di Carroll, 'Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò', ambientato sei mesi dopo le vicende del primo e più conosciuto libro. Questa è in realtà, una avventura inedita che prende spunto da una vicenda legata al personaggio del Cappellaio Matto per proiettare Alice nuovamente nel Sottomondo. Sperando di ripetere il successo (anche se controverso a livello di critica) del film di Tim Burton ovvero 'Alice in Wonderland' (...), qui si registrano non uno, ma almeno due passi indietro. Sarà che Burton si è defilato dalla regia, affidata a Jame Bobin, l'impressione è quella di una trama non propriamente strutturata, imbastita per dare sostanza più agli effetti visivi e alle colorazioni dell'ambiente (notevoli) che allo sviluppo di personaggi il più delle volte approssimativi (anche come recitazione). (...) Depp, solito bagaglio di mossette e smorfie (...) Sacha Baron Cohen, l'unico a guadagnarsi la pagnotta (...). II tema del tempo (vivi bene il tuo presente, il passato non può cambiare) è quello portante di tutta la storia, presentato a più riprese al pubblico dei ragazzini, senza rivelare grandi verità. C'è anche il discorso legato alla famiglia e all'importanza di non trascurare i propri legami. Un discreto film per le famiglie, ma nulla di clamoroso." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 26 maggio 2016)

"Piacerà ai bambini certamente. Che si rifaranno gli occhi colle mille bellurie rovesciate sullo schermo dalla Disney per questo ennesimo sequel. Che comunque ha un difetto abbastanza comune a molti sequel. È praticamente un remake, una minestra riscaldata. I vecchi personaggi rifanno i vecchi versi e i nuovi (come quello di Baron Cohen) sono troppo kitsch per dar nuovo zenzero alla trama." (Giorgio Carbone, 'Libero', 26 maggio 2016)

"Valanghe di corse digitali tra H.G. Welles e Harry Potter, ricadute qui e là tra personaggi, scenografie e costumi noti e qualche discreta grafica surrealista. Per la seconda volta Burton (produttore), inginocchiato alla sceneggiatura Disney, commette l'errore di stringere sorpresa, insensatezza e risonanza onirica del capolavoro di Carrol in un'impresa eroica da fumetto fantasy. Depp rintronato. Tiene in
piedi tutto la Wasikowska." (Silvio Danese, 'Nazione-Carlino-Giorno', 28 maggio 2016)

"Gli attori impegnati (...) sono tutti di primo rango, dalla sperimentata Wasikowska all'imperatore del gigionismo contemporaneo Depp, dal grandioso, ma nel frattempo purtroppo defunto, Rickman al comico-teppista Baron Cohen: il guaio è che l'intero tessuto narrativo e visionario degli psico-terapeutici vagabondaggi di Alice è contrassegnato dalle acrobazie di ripresa e dagli effetti speciali mirabolanti. Quest'ultimi, si badi bene, non sono affatto da maledire in base al solito moralismo critico, ma, semplicemente, si limitano in questo caso a scimmiottare quelli già previsti dall'opzione linguistica di Lewis Carroll. Gli spettatori più piccoli troveranno il modo di divertirsi e di spalcare gli occhi e le orecchie grazie al professionismo delle scenografie e delle musiche (Danny Elfman, un big), ma è grave che non abbiano la possibilità d'instaurare l'indispensabile complicità con le segrete insicurezze degli accompagnatori adulti." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 2 giugno 2016)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy