Al calare delle tenebre

Darkness Falls

USA - 2003
Al calare delle tenebre
Matilda Dixon, detta la 'fata dentina', era una vecchia signora che regalava un soldino ai bambini che le portavano un loro dentino caduto. Finché fu accusata della morte di due bambini e giustiziata. Quando era un ragazzo, Kyle aveva sostenuto di aver visto, una notte, il suo fantasma che voleva ucciderlo. Da allora tutti in città lo credono matto, tranne la sua fidanzatina, Caitlin, e il fratellino di lei. Ma adesso l'inferno sta per ritornare sotto forma di una malvagia creatura alata, dai capelli neri che, come Kyle dice, sta per invadere la città.
  • Durata: 85'
  • Colore: C
  • Genere: HORROR, THRILLER
  • Tratto da: Racconto di Joe Harris
  • Produzione: BLUE STAR PRODUCTIONS, DISTANT CORNERS ENTERTAINMENT GROUP INC., VILLAGE ROADSHOW PRODUCTIONS, REVOLUTION STUDIOS
  • Distribuzione: COLUMBIA TRISTAR ITALIA
  • Data uscita 18 Luglio 2003

CRITICA

"Piacerà a chi ama trascorrere le sere d'estate con un po' di horror tradizionale. I brividi ci sono, e 'Darkness Falls' è un conveniente scenario d'incubo". (Giorgio Carbone, 'Libero', 18 luglio 2003)

"Horror estivo, come sempre destinato soprattutto all'adorante pubblico dei ragazzini, nel genere killer-con-maschera. (...) Niente di ché, però la vecchia-spirito è piuttosto ben stilizzata e suscita in effetti un certo spavento, specie quando si accosta ai bambini". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 18 luglio 2003)

"Paura del buio; incubi dell'infanzia, denti che cadono, orrore soprannaturale, creature realizzate dal maestro Stan Winston ('Alien'), personaggi che cercano di scavalcare i limiti di pure funzioni narrative, regia di un esordiente con alcune (non tantissime) inquadrature più curate di quanto accada nello standard contemporaneo del genere, bambini come naturali interlocutori dell'aldilà. Titoli e antefatto della storia sono le cose migliori di questo nictofilm". (Enrico Magrelli, 'Film Tv', 27 luglio 2003)

"Da un po' a dieta di mostri mitici, il cinema orrorifico cerca di inventarsene di nuovi pescando ovunque gli capiti. Niente di nuovo al calar del sole, però: la solita cittadina americana, un mostro che imita malamente Freddy Krueger, una sceneggiatura piatta e una regia senza sorprese. Mentre gli attori s'illuminano a vicenda con lampade lanciando urla, l'unica paura autentica è che il sonoro ti sfondi i timpani". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 21 luglio 2003)
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