Ace Ventura: missione Africa

Ace Ventura: When Nature Calls

USA - 1995
Ace Ventura: missione Africa
Sconvolto per non aver potuto salvare un procione, l'eccentrico acchiappa-animali Ace Ventura si ritira in un Ashram buddista, dove lo va a scovare Fulton Greenwall, addetto consolare della Nibia, che dietro pagamento di molti dollari lo convince a mettersi sulle tracce di un pipistrello sacro alla tribù dei Kakati, misteriosamente trafugato, e senza gli auspici del quale non si potrà celebrare il matrimonio intertribale tra un guerriero, figlio del capo dei Kakati, e la principessa Wachootoo, né scongiurare un sanguinoso scontro tra le tribù. Ace sospetta dapprima del proprietario di un Safari Park, Burton Quinn; poi, visto che voleva sì rubare l'animale ma è stato preceduto, si introduce in un rinoceronte finto per spiare le mosse di due bracconieri sospetti, restando chiuso nell'animale, del quale si libera usando "l'uscita" di servizio. Viene quindi narcotizzato dallo sciamano Wachitu, che lo sottopone a dure prove, come camminare sui carboni o lottare con un campione locale che lo maltratta assai, prima di lasciarlo andare. Scoperto il nascondiglio del sacro pipistrello Shikaka, tenta di depistare i due bracconieri sequestratori, ma viene legato su una zattera che precipita in una cascata. Salvatosi, va in "astrale" a incontrare il suo guru tibetano, che gli schiarisce le idee: in realtà il rapimento di Shikaka ed il conseguente conflitto tra le tribù nasconde le mire del console Vincent Cadby e di una multinazionale sul guano di cui il territorio dei Kakati è sovrabbondante. Il console fa arrestare Ace, ma questi con l'aiuto del leale Ouda chiede soccorso agli animali della giungla e afferrato nonostante il ribrezzo (i pipistrelli sembrano gli unici animali che non sopporta) Shikaka lo consegna allo sciamano appena in tempo per scongiurare il massacro tra Kakati e Wachitu. Ma quando lo sposo scopre che la principessa non è illibata Ace Ventura deve allontanarsi in tutta fretta.
  • Durata: 92'
  • Colore: C
  • Genere: COMICO
  • Specifiche tecniche: SCOPE A COLORI
  • Produzione: JAMES G. ROBINSON PER MORGAN CREEK
  • Distribuzione: MEDUSA FILM - MEDUSA VIDEO (PEPITE)

NOTE

- REVISIONE MINISTERO DICEMBRE 1995

CRITICA

"Seguito di "L'acchiappanimali", che ha lanciato il demenziale stile di Jim Carrey, il faccia-di-gomma che aspira all'arte di Jerry Lewis. Qui si trova nella giungla alla ricerca di un pipistrello sacro ad una tribù. Gag e idiozie e mitraglia (e sul greve), ma i ragazzini stravedono per il suo fiocco da scemo (e più scemo)"

"Questo "007 della comicità", "questa faccia di gomma tridimensionale", "cartone animato vivente", "Jerry Lewis in Lsd" conferma di possedere straordinarie capacità mimico-facciali, di saper gestire il corpo con travolgenti exploit acrobatici, di riuscire a risucchiare lo spettatore nei suoi vorticosi flussi verbali (ottimo il doppiaggio di Tonino Accolla). Ma se non vuole vanificare la chance di diventare l'erede di Jerry Lewis, deve dare alla sua comicità un segno più preciso, farsi autore di se stesso come lo sono stati tutti i grandi comici". (Il Mattino, Alberto Castellano, 23/12/95)

"Nel film di Steve Oedekerk, che è quello che è, Ventura conferma la sua natura di anarchico inassimilabile e amico degli animali. E una delle scene più carine è quando per impartire una lezione a una signora che sfoggia una volpe sulle spalle, Ace si carica sulle proprie il marito mingherlino di lei dopo averlo steso con un pugno. L'inglese Simon Callow si assume con divertimento la caricatura di un odioso colonialista il cui nome, Vincent Cadby, allude a quello del prestigioso critico Canby del "New York Times": avrà stroncato Carrey?" (La Stampa, Alessandra Levantesi, 17/12/95)

"In un contesto così vecchia maniera Carrey porta il suo stile postmoderno di jolly impazzito, mentre la regia lo asseconda deformando le inquadrature e montandole come in cartoon. Non c'è da aspettarsi neppure questa volta, naturalmente, un umorismo raffinato o allusivo: Jim sputa in faccia alla gente, emette l'urlo di Tarzan dal sedere, si fa pendere dal labbro mazzi di asparagi, esce dall'orifizio anale di un rinoceronte. Se il contesto in cui Ace si muove è abnorme, il personaggio lo è ancora di più. Grottesco e indistruttibile come un disegno animato, devasta l'Africa ricostruita in studio con i suoi lazzi da clown espressionista. Al confronto la comicità del padre putativo Jerry Lewis, che all'epoca sembrò trasgressiva, appare retroattivamente gentile, quasi delicata. Eppure dietro le volgarità e tra le fesserie di Jim Carrey trapela un talento per la deformazione, una forza grottesca come non se ne vedevano da tempo in un attore comico". (La Repubblica, Roberto Nepoti, 24/12/95)
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