21

USA - 2008
21
Las Vegas. Applicando le formule scientifiche al gioco del Black Jack, un gruppo di talentuosi studenti del Massachusetts Institute of Technology, guidato dal loro professore di matematica, sbanca i tavoli di diversi casinò. Uno dei ragazzi, il brillante e timido Ben Campbell, grazie alle vincite riesce a sistemare la sua precaria situazione finanziaria ma, sedotto dalla vita scintillante di Las Vegas e dalla bella Jill, decide di rischiare ancor di più al gioco...
  • Altri titoli:
    21: a volte la fortuna è solo una questione di logica
    21 - The Movie
  • Durata: 125'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Tratto da: romanzo "Blackjack Club" di Ben Mezrich (ed. Mondadori, collana Strade blu, 2005)
  • Produzione: KEVIN SPACEY, DANA BRUNETTI E MICHAEL DE LUCA PER RELATIVITY MEDIA, TRIGGER STREET PRODUCTIONS, MICHAEL DE LUCA PRODUCTIONS
  • Distribuzione: SONY PICTURES RELEASING ITALIA
  • Data uscita 18 Aprile 2008

TRAILER

RECENSIONE

di Valerio Sammarco
"A Boston avevamo un segreto, a Las Vegas avevamo un sogno". Ben Campbell (il Jim Sturgess di Across the Universe), è un timido e brillante studente del M.I.T., commesso in un negozio d'abbigliamento per permettersi la retta scolastica e deciso più che mai a diplomarsi col massimo dei voti per ottenere la borsa di studio di una prestigiosa università. Notato dal professor Rosa (Kevin Spacey) per le sue spiccate abilità matematiche, il ragazzo viene arruolato nel gruppo di coetanei che, ogni fine settimana, parte segretamente alla volta di Las Vegas per impiegare le proprie doti al fine di capovolgere le probabilità di vincita ai tavoli di Blackjack. Lo stratagemma funziona, i soldi arrivano a palate, ma contare le carte - pur non essendo illegale - è qualcosa che piace poco ai responsabili dell'organizzazione del Casinò: soprattutto a Cole Williams (un Laurence Fishburne imbolsito sempre più film dopo film), vecchio 'nemico' del professor Rosa... Ispirato ad una storia vera e tratto dal libro Blackjack Club di Ben Mezrich, 21 di Robert Luketic - regista dei già tremendamente dimenticabili La rivincita delle bionde, Appuntamento da sogno e Quel mostro di suocera - non parte nemmeno male (offrendo un ritratto sì stravisto, ma fortunatamente sbrigativo, del personaggio principale, ragazzo tutto d'un pezzo con la testa ben piantata sulle spalle) ma finisce per sprofondare nel dramma dei déjà-vu a ripetizione: l'annebbiamento dato dalla repentina ricchezza, la vicendevole stima e l'inevitabile scontro generazionale tra il leader istituito e quello nascente, la sconfitta totale, il rinsavimento, la rivincita, il tutto servito "ad effetto" e - apparentemente - "senza un attimo di respiro". In realtà la circolarità del racconto si fa sentire eccome, Sturgess conferma il talento "da perfetto mediano" mostrato in Across the Universe, Spacey la riprova di essere stato un tempo osannato sin troppo frettolosamente: alla fine le variabili in gioco sono talmente poche che un'eventuale banco non accetterebbe ulteriori puntate. Blackjack.

CRITICA

"La matematica trionfa: serie di Fibonacci, metodo di Newton, cambio di variabile, algoritmi combinatori, teoremi fondamentali del calcolo, equazioni non lineari. Le avventure rischiose sono dinamiche, i trucchi al gioco risultano ingegnosi e divertenti. Il film non è speciale, però come grande truffa al Casinò non è affatto male." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 18 aprile 2008)

"Da Kevin Spacey, che in questo periodo sta mettendo alla prova con successo la sua consumata esperienza di teatrante nella gestione dell'Old Vic di Londra, c'era da aspettarsi qualcosa di più nella doppia veste di coproduttore e interprete di '21'. Smaltito un incipit che incuriosisce, il suo personaggio si incarta nei manierismi e non c'è talento che tenga. Meglio se la cava il promettente Jim Sturgess. Tutto il resto, in maniera non spiacevole, ci riconduce agli usi e costumi del cinema di genere attraverso una scansione narrativa banalmente prevedibile." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 18 aprile 2008)

"Meriterebbe forse un serio esame la tendenza a fare film lunghi. Prendiamo questo '21' per la regia di Robert Luketic. Sarebbe, e fino a un certo punto è, uno spettacolo vivace, scattante, convenzionale ma coinvolgente. Ma poi, per raggiungere il traguardo finale dei suoi inutili 125 minuti, si spezza, ansima, entra in affanno, gira su se stesso. (...) Altro difetto, oltre la lunghezza, quello di non approfondire il personaggio. Niente di che ma si può vedere." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 18 aprile 2008)

"L'intrigo comunque è debole, di suspense ce n'è poca e gli attori, svogliato Kevin Spacey compreso, non bucano lo schermo. Di fronte a tante assurdità, da St. Vincent, Campione, Venezia e Sanremo parte una promessa: venite pure da noi, chi vince non sarà picchiato." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 18 aprile 2008)
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