1408

USA - 2007
1408
Dopo la morte di sua figlia, Mike Enslin inizia ad essere ossessionato dall'aldilà e dal paranormale fino al punto di diventare uno dei più famosi investigatori di eventi sovrannaturali ed autore di alcuni best-seller sull'argomento. Però, malgrado i suoi innumerevoli tentativi, Mike non è mai riuscito ad entrare in contatto con l'aldilà. Quando è sul punto di abbandonare la sua attività, convinto che i fenomeni paranormali siano tutte fandonie, gli arriva una cartolina che lo informa della leggendaria stanza 1408 dell'Hotel Dolphin a New York, luogo di una serie di morti incomprensibili. Deciso a scovare la verità anche su questo caso, Mike si reca sul posto e, dopo enormi sforzi, riesce a convincere il riluttante gestore dell'hotel, il signor Olin, a permettergli l'accesso alla stanza. Malgrado nessuno abbia trascorso più di un'ora nella stanza rimanendo vivo, Mike decide di passarci la notte. Ha inizio così per lui la più strabiliante e terrorizzante avventura della sua vita.
  • Durata: 104'
  • Colore: C
  • Genere: HORROR, THRILLER
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:2.35)
  • Tratto da: racconto omonimo contenuto nella raccolta "Tutto è fatidico" di Stephen King (ed. Sperling & Kupfer, 2002)
  • Produzione: DIMENSION FILMS, DI BONAVENTURA PICTURES
  • Distribuzione: KEYFILMS
  • Data uscita 23 Novembre 2007

TRAILER

CRITICA

"Piacerà a chi da tempo reclamava un horror con le carte in regola, e non un semplice assemblaggio di effetti più o meno speciali. il regista Michael Håfström dimostra di essere un tipo notevole, bravissimo nel preparare le emozioni e poi farle esplodere al momento giusto (suo è 'Derailed' un thriller in parte impallato da un'inconcepibile Jennifer Aniston). E gli sceneggiatori Scott Alexander e Larry Karaszewski sono due ottimi compagni di strada. Per merito loro, '1408' è più Stephen King del King originale (e di quanto lo Stephen sarebbe stato se avesse malauguratamente ridotto lui il suo racconto sullo schermo). Qual è la più grossa dote di King narratore di mystery? La graduale, ossessiva salita della tensione, il lento, inesorabile passaggio da una situazione apparentemente "normale" alla discesa nell'incubo spesso nella follia. 'Ogni' passo che compie Mike dal primo minuto del film è una ritmata, inesorabile, passeggiata verso l'abisso. Quando l'abisso si spalanca, la caduta è inevitabile. E anche il salto sulla sedia dello spettatore. Che balza come balzava 'Shining' davanti all'allucinante pagina scritta da Jack Nicholson." (Giorgio Carbone, 'Libero', 23 novembre 2007)

"Il richiamo a 'Shining' è forte. La camera è un mostro fisico ma soprattutto il passaggio che permette al protagonista di entrare nella propria testa e rivivere traumi micidiali. John Cusack e la stanza '1408' sono fantastici. Gran coppia. Rendiamo grazia a nonno King, ormai raffinato e antico come Edgar Allan Poe." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 23 novembre 2007)

"Diretto dallo svedese hollywoodiano Mikael Håfström, il film promette nell'attesa più di quanto riesca poi a mantenere con effetti speciali, ingorgando la storia con la numerologia che va di moda e con ripetizioni, finché entra infine un po' di mondo esterno. Faccia da paura del corretto Cusack, che porta in dote i suoi demoni, ma nel banale caos nulla fa supporre si tratti di fantasmi dell'inconscio." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 23 novembre 2007)
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