10 cose di noi

10 Items or Less

USA - 2006
10 cose di noi
Un celebre attore è diventato così schizzinoso e pignolo nello scegliere i copioni che ormai è da tempo assente dagli schermi. Costretto a valutare se accettare il ruolo di direttore di supermarket in un film indipendente, l'attore decide di fare delle ricerche sul campo e si reca presso un piccolo supermercato nei sobborghi di Los Angeles. Abbandonato dal suo autista, l'attore deve trovare un modo per tornare a casa, così accetta un passaggio da Scarlet, una cassiera del supermercato. I due scopriranno di avere tante cose in comune e saranno di stimolo l'uno per l'altra: l'attore riscoprirà l'antica passione per la recitazione che lo aveva spinto a calcare le scene e Scarlet troverà il coraggio di presentarsi ad un colloquio di lavoro per migliorare la sua vita.
  • Durata: 82'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:1.85)
  • Produzione: REVEAL ENTERTAINMENT, REVELATIONS ENTERTAINMENT, MOCKINGBIRD PICTURES, 10 ITEMS
  • Distribuzione: DNC ENTERTAINMENT (2008)
  • Data uscita 18 Aprile 2008

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone
A settantun'anni suonati Morgan Freeman perde peso. Metaforicamente parlando. In 10 cose di noi la performance dell'interprete afroamericano sfida le leggi di gravità e spazza via la polvere di una carriera solida, e anche solita. L'autista (A spasso con Daisy), il Presidente americano (Deep Impact), il detective (Seven, e altri), quante volte Freeman ha rifatto il trucco senza cambiare faccia? Contrito e saggio eroe americano. Stavolta no, repetita non iuvant. S'imbarca in un progetto low-budget, abbandona gli studios e rifà se stesso. All'anagrafe è semplicemente "Lui": un attore di successo, inoperoso da quattro anni, incerto se girare un indipendente. Gli propongono una particina, quella del direttore di un supermercato. Prima di decidere, meglio fare un sopralluogo, osservare. Capita nei sobborghi di Carson, periferia etnicamente mista di Los Angeles. Un drugstore a conduzione fallimentare: con boss a casa (una specie di John Barrymore in vestaglia), un vicedirettore sordo e di commessi neppure l'ombra. Rimane Scarlet - Paz Vega, la nuova Penelope Cruz? - una cassiera latina da "massimo 10 pezzi" (da qui il titolo originale 10 Items or Less), di mano efficiente, testa svelta, lingua biforcuta. Le simpatie di Freeman sono tutte per lei. Quelle della donna per nessuno. Ma un'intera giornata passata insieme, un mucchio di chiacchere e l'on the road verso casa li renderanno più vicini e forse più prossimi alla vita. Primo film nella storia legalmente scaricabile da internet, poco più di ottanta minuti, soffice come un lenzuolo di neve e abbacinato dal sole californiano. La prima prova indipendente di Silberling (Casper, City of Angels) è una carezza che arriva in sala due anni dopo la sua realizzazione. Metacinematografico, non fine a se stesso, simpatico più che divertente, con la gradita sorpresa di un Freeman istrionico e soave. Un elogio alla leggerezza che sarebbe piaciuto al Calvino delle Lezioni americane, con un maestro di finzione che insegna la vita a una ragazza cresciuta a pane e quotidiano. Lezioni d'attore, con leggiadria calcolata e mai frivola, perché "la leggerezza si associa con la precisione e la determinazione, non con la vaghezza e l'abbandono al caso". Arte del vivere: interpreti dell'esistenza, bravi ad entrare "nella" parte e pronti ad uscire dall'altra, dentro e fuori le cose, vicini e lontani. Cinema minimal, ma di grande saggezza.

NOTE

- MORGAN FREEMAN E' IL PRODUTTORE ESECUTIVO.

CRITICA

"Godrà pure del vantaggio del film piccolo, che produce un effetto superiore alle aspettative. Ma '10 cose di noi' ti lascia un buon sapore, l'impressione di aver scoperto un gioiellino." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 18 aprile 2008)

"Morgan Freeman è il produttore di questo breve film un po' melenso, forse autobiografico, diretto da Brad Silberling con appropriata delicatezza e umorismo." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 18 aprile 2008)

"Il titolo '10 items or less' in originale, significa le casse dei supermercati dove si può passare al massimo con 10 pezzi, ma ha libera lettura metaforica, tanto che poi nel dialogo si elencano le dieci cose per cui vale pena vivere, come vaticinato da Woody Allen in 'Manhattan'. Qui si potrebbe riassumere così: vale il piacere del caso e di un incontro, pur se di platonica complicità. Idea che Freeman, produttore del film, esalta in una interpretazione ironica e sottile, accanto alla bella Paz Vega. In patria successo colossale, tanto che dal 2006 dalla costola del film sono dati due serial tv." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 18 aprile 2008)

"'10 cose di noi' è praticamente un mediometraggio che si basa su un'idea di cortometraggio. A parte Freeman, che 'ci prova', notevole è l'apparizione di Paz Vega (un vero bocconcino), giovenca attrice spagnola nuova possibile conquista hollywoodiana, buona alternativa a Penelope Cruz e company. Ci sono film che si basano solo su un'idea: '10 cose di noi' è tra questi, ma la suggestione è buona." (Dario Zonta, 'L'Unità', 18 aprile 2008)

"Il divo e la cassiera del supermercato insieme per un giorno. Senza complicazioni amorose ma con una curiosità reciproca che unisce e sublima tensione fisica, intimità, solidarietà. In mani sbagliate poteva essere un concentrato di ruffianerie. In quelle di Brad Silberling, già regista dello stucchevole 'Lemony Snicket', diventa un piccolo e gradevolissimo prodigio di semplicità e equilibrio. (...) Il resto viene da sé, scena dopo scena, con logica più musicale che psicologica o sociale. Morale: si ride e ci si commuove come con i film americani di una volta.." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 25 aprile 2008)
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