Jerry Lewis (Joseph Jerome Levitch)

NEWARK, New Jersey (USA), 16 Marzo 1926
LAS VEGAS, Nevada (USA), 20 Agosto 2017
 

BIOGRAFIA

Attore, regista, sceneggiatore e produttore. Figlio d'arte, i suoi genitori Daniel Levitch e Rachel "Rae" Brodsky erano attori di vaudeville, recita e canta fin da bambino riscuotendo successi con le imitazioni dei suoi compagni di classe e dei professori. Muove i primi veri passi nel mondo dello spettacolo cantando e facendo imitazioni nei night club, mentre nel frattempo si mantiene facendo i mestieri più disparati. E' in questi anni che inizia il fortunato sodalizio con il cantante Dean Martin. Dalla metà degli anni Quaranta i due formano infatti la brillante coppia in cui il fascino di Martin si contrappone alla verve impacciata e scoordinata di Lewis, esibendosi con successo nei club e nei teatri di tutta America, alla radio, in televisione, ma soprattutto al cinema: il debutto avviene nel 1949 con "La mia amica Irma" (1949, di George Marshall). Da questo primo film, fino al 1956, Lewis partecipa come co-star di Dean Martin a sedici film della Paramount Pictures (molti dei quali campioni d'incassi al box-office), diretti da registi come lo stesso Marshall, Norman Taurog, Frank Tashlin e Hal Walker. Tra i più noti sono da citare "Occhio alla palla" (1953), "Il nipote picchiatello" (1955), "Artisti e modelle" (1955). Il sodalizio tra i due - celebrato anche dalla casa di fumetti DC Comics con le strisce intitolate "Le avventure di Dean Martin e Jerry Lewis" - si conclude nel 1956 con "Hollywood o morte". Inizia così la lunga e prolifica carriera solista di Lewis che fino al 1970 interpreta 23 film (di cui molti diretti dal prediletto Tashlin, che gli ha insegnato anche il lavoro dietro la macchina da presa) e ne dirige dieci (di questi film è quasi sempre anche produttore e solo in "Controfigura per un delitto", 1969, non è incluso tra gli interpreti). Il suo primo film come autore è intitolato "Ragazzo tuttofare" (1960) cui seguono, tra gli altri, "L'idolo delle donne" (1961), "Le folli notti del dottor Jekyll" (1963, ineffabile parodia di "Dr. Jekyll e Mr. Hyde"), "Jerry 8 ¾" (1964, brillante satira dell'ambiente del cinema), "Tre sul divano" (1966), "Il ciarlatano" (1967), "Scusi, dov'è il fronte?" (1970, revisione comica del "war film"). Titoli che oltre a confermare le sue doti di attore buffo, divertente e dalle inimitabili movenze mimico-fisiche , mettono in evidenza il suo lavoro come "regista totale" iscrivendolo di diritto tra i più rilevanti talenti comici del cinema americano anni Sessanta, autore di un cinema moderno capace di andare oltre semplici gag che in realtà smantella, superando le banali aspettative e coinvolgendo attivamente lo spettatore. Dopo un decennio di assenza dagli schermi, nel 1980 torna dietro e davanti alla macchina da presa con "Bentornato, picchiatello", una sorta di collage del suo repertorio slapstick tenuto insieme dal "fil rouge" delle (dis)avventure del clown Bo Hooper. In questo periodo, Martin Scorsese lo chiama per interpretare accanto a Robert De Niro "Re per una notte" (1982). Tuttavia, la stanchezza si fa sentire sempre di più e lo smalto comico è appannato anche a causa della cattiva salute (è stato a lungo tossicodipendente, ha subito un intervento a cuore aperto nel 1983 e nel 1992 un'operazione per curare il cancro alla prostata). Tra le ultime apparizioni figurano la commedia surreale di Emir Kusturica "Arizona Dream" (1992), il dramma "Max Rose" (2013, presentato in occasione del tributo a lui conferito a Cannes) e il thriller "I corrotti" (2016). Negli anni 2000, partecipa inoltre ad alcune produzioni per la TV oltre a prestare la voce al personaggio del Professor John Frink Sr., nella versione originale del cartoon "I Simpson". Lontano dal set è stato sostenitore di molte iniziative benefiche (sua l'idea della maratona televisiva "Telethon", nata nel 1966, ed è tra i fondatori dell'Associazione per le distrofie muscolari). Nonostante il grande successo e lo status di icona del cinema comico americano, pochi sono i riconoscimenti ottenuti: nel 1999 il festival di Venezia gli assegna il Leone d'oro alla carriera, mentre nel 2009 la giuria degli Academy Awards gli assegna il Jean Hersholt Humanitarian Award (l'Oscar dedicato a una figura che si è distinta nell'impegno sociale). Ha avuto due mogli: Patti Esther Calonico (a cui è stato legato dal 1944 al 1983) da cui ha avuto i sei figli Gary, Ronald, Scott, Christopher, Anthony e Joseph, e SanDee Pitnick (sposata nel 1983) da cui ha avuto la figlia Danielle. Ha pubblicato due autobiografie - "Jerry Lewis: In Person" (1982) e "Dean & Me" (2005) - e il libro "Scusi dov'è il set? Confessioni di un film-maker" (1971).

FILMOGRAFIA

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