Rogue One: A Star Wars Story

USA - 2016
Storia di un improbabile gruppo di eroi, che in un periodo di conflitto intraprende una missione per sottrarre i piani della più potente arma di distruzione di massa mai ideata dall'Impero: la Morte Nera. Un evento fondamentale per la storia di Star Wars, che spingerà un gruppo di persone ordinarie a unirsi per realizzare imprese straordinarie, diventando parte di qualcosa di più grande.

CAST

NOTE

- JOHN KNOLL FIGURA ANCHE TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI.

- TRA I PERSONAGGI FIGURA ANCHE IL GOVERNATORE TARKIN, INTERPRETATO DA PETER CUSHING IN "GUERRE STELLARI EPISODIO IV - UNA NUOVA SPERANZA" (1977) E RICREATO IN CGI.

CRITICA

"(...) la ricerca dei piani, è la parte più avvincente del film e anche se conosciamo già il suo finale positivo (altrimenti non avremmo avuto i film successivi) ed è quella che offre qualche spunto originale di riflessione. A cominciare dalle «idee estremistiche» di Saw Gerrera per continuare con il quasi anonimato del gruppo di Ribelli che accompagneranno Jyn nella sua missione per recuperare i piani e soprattutto con l'atmosfera volutamente dark che incombe sulla maggior parte del film." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 16 dicembre 2016)

"Animato da personaggi nuovi (...) 'Rogue One' è a tutti gli effetti uno «Star Wars»: riappare Darth Vader, fanno capolino altri visi noti, si fa riferimento ai Jedi, l'azione si svolge negli stessi spazi e luoghi galattici con scenografie mozzafiato ritagliate fra Medioriente e metropolitana di Londra. Di originale c'è l'idea di rifarsi all'immaginario di certi film hollywoodiani sulla guerra nel Pacifico; di condivisibile, una maggiore sensibilità per il fattore umano; di inconsistente, la figura del protagonista maschile; di debole, la regia dell'inglese Gareth Edwards, che supplisce alle carenze con una carica di entusiasmo che galvanizzerà i fan." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 16 dicembre 2016)

"La pellicola è in crescendo. Parte come 'Quella sporca dozzina' (1967) e finisce come 'I cannoni di Navarone' (1961). Siamo in un bellissimo film di guerra dove il noi sostituisce l'io e dove il sacrificio personale non è mai retorica bensì pragmatico strumento tattico di un'appropriata strategia bellica. 'Rogue One' aveva una priorità diversa rispetto agli altri film di questa splendida saga: dimostrare come in quella lontana galassia l'eroismo potesse essere anche cupo, essenziale e per niente scanzonato. E' il 'Guerre Stellari' meno divertente di tutti? Sì. Ma la magia è la stessa." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 16 dicembre 2016)

"La vicenda di Rogue One si dipana prevedibilmente, senza una bella leggenda a sostenerla. Niente più cavalieri Jedi, i superuomini che avevano attirato sulle storie di George Lucas persino accuse di ideologia nazista. Il motto «La forza sia con te» è pronunciato più volte, ma come slogan guerriero, non sottintende nessuna filosofia di vita o di morte. Ma lo spettacolone, chiederà qualcuno, c'è ancora? Oh per questo in fatto di scontri tra astronavi, 'Rogue One' non ci fa mancare nulla. Le guerre si combattono ancora implacabilmente al ritmo della musicona del 1977 firmata John Williams. E da allora gli effetti speciali hanno fatto mirabolanti progressi. Semmai è la fantasia a essersi inceppata 40 anni dopo." (Giorgio Carbone, 'Libero', 16 dicembre 2016)

"Chiamatelo spin-off, oppure prequel di 'Episodio IV' (nei cui titoli di testa era contenuta la genesi di 'Rogue One'), poco importa. Ciò che conta è che questo esperimento di pellicola 'one shot', cioè autoconclusiva, pescata dal mare magnum di una saga come 'Star Wars', è decisamente riuscito. (...) un gran film di fantascienza (ma non di guerra, a scanso di equivoci), soprattutto nella seconda parte, che mostra una delle più belle battaglie cinematografiche di tutti i tempi, concettualmente importante, stilisticamente suggestivo, tecnicamente di alto livello. Però, sappiamo che non è nato per caso e alcune apparizioni nel film, su tutte quella di Darth Vader, a beneficio dei patiti di 'Guerre Stellari', sono fatte per ricordarci di cosa stiamo parlando. E allora, se consideriamo che trattasi pur sempre di una costola di 'Star Wars', ecco che la magia dei primi film, la loro poetica, qui non è di casa. Perché si può meravigliare il pubblico con le ricostruzioni CGI, ma poi devi infilarci dentro anche un pezzetto di anima. Alcuni dialoghi sono imbarazzanti e il doppiaggio non aiuta. I fan lo ameranno alla follia. Se, invece, siete rimasti tiepidi con il resto della saga, non cambierete idea." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 16 dicembre 2016)

"(...) diretto con mano sicura da Gareth Edwards e nato dalla costola dell'epica principale, ma con nuovi personaggi e una nuova estetica, per raccontare esattamente ciò che accade prima della prima, più antica trilogia. (...) Ci sono soprattutto da scoprire le motivazioni che sostengono gli uni nel bene e motivano gli altri nel male, e c'è da sventare la messa in funzione della Morte Nera, il cupo pianeta artificiale che distrugge altri pianeti e civiltà. (Luca Pellegrini, 'Avvenire', 16 dicembre 2016)

"Edwards è un regista che, anche alle prese con un blockbuster, riesce a comunicare una certa visione originale (con l'underground ribelle che ricorda un polveroso, macilento Medio oriente, il suo film ha un sapore di presente innegabile; è anche più dark e meno divertente degli altri 'Star Wars'), ma le sue scene d'azione sono prive di ritmo, immaginazione e coreografia. E lo script non aiuta il senso di fiacchezza che affligge la prima parte." (Giulia D'Agnolo Vallan, 'Il Manifesto', 15 dicembre 2016)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy