Moglie e marito

ITALIA - 2017
Sofia e Andrea, sono una bella coppia, anzi lo erano. Sposati da dieci anni, in piena crisi, pensano al divorzio. Ma a seguito di un esperimento scientifico di Andrea si ritrovano improvvisamente uno dentro il corpo dell'altra. Letteralmente. Andrea è Sofia e Sofia è Andrea. Senza alcuna scelta se non quella di vivere ognuno l'esistenza e la quotidianità dell'altro. Lei nei panni di lui, geniale neurochirurgo che porta avanti una sperimentazione sul cervello umano, lui nei panni di lei, ambiziosa conduttrice televisiva in ascesa.

CAST

NOTE

- REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DELLA REGIONE LAZIO-FONDO REGIONALE PER IL CINEMA E L'AUDIOVISIVO; IN ASSOCIAZIONE CON (AI SENSI DELLE NORME SUL TAX CREDIT): CARNET S.R.L., QMI INTERACTIVE S.R.L., RN ONE S.R.L.

- CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2017 COME MIGLIORE COMMEDIA. PIERFRANCESCO FAVINO E KASIA SMUTNIAK HANNO RICEVUTO IL PREMIO 'NINO MANFREDI'.

CRITICA

"Già il manifesto dice parecchio. Lei, altissimi tacchi e miniabito, palpa sfacciata il sedere di lui. Che lascia palpare portandosi la mano alla bocca con una mossetta non molto maschile. Sono ritratti da dietro e girano la testa verso l'obiettivo una con espressione malandrina l'altro tra smarrita e compiaciuta. Lei è Kasia Smutniak, lui Pierfrancesco Favino, mai visti in ruoli così... verrebbe da dire americani, ma è l'approssimazione rappresentata da quell'immagine. (...) L'esperienza dei ruoli ribaltati sarà traumatica, oltre che fonte delle gag che formano la ciccia del film, ma molto educativa. Per ambedue. La commedia cambia pelle (...), esercitandosi nel conflitto tra i sessi fuori da contesti storici e sociali, in tono fiabesco pur non senza punzecchiature e graffi, con la massima attenzione alla brillantezza di dialoghi e recitazione (anche nei ruoli minori: onore a Valerio Aprea)." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 13 aprile 2017)

"Quando si calibra una storia sull'impossibile la regola di ogni sceneggiatura è: affondare l'acceleratore al massimo sul verosimile. Realtà ben congegnata, senza concessioni, per farci dimenticare l'irrealtà. Qui, mentre Favino (troppo parodista del femminile) e Smumiak (più centrata sul personaggio) hanno verve e buone battute per lavorarci, è la storia che non gira, priva di precisione (gli scambi di professione, le relazioni con figli e scuole, l'esame di ricerca, ecc.). Detto al film: tu vuò fa' l'ammericano. Ma allora studia bene 'Tootsie' e 'Nei panni di una bionda'." (Silvio Danese, 'Nazione-Carlino-Giorno', 13 aprile 2017)

"Tanto potente e originale l'idea del soggetto, quanto debole, ripetitivo e prevedibile lo svolgimento in sceneggiatura: un vero peccato per un progetto che poteva distinguersi da una massa che - purtroppo - continua a poggiarsi sui soggetti trascurando la messa a punto delle fasi successive." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 13 aprile 2017)

"Scambio di corpi. Grande tradizione hollywoodiana da 'Tutto accadde un venerdì' (1976) con la piccola Jodie Foster a 'Cambio vita' (2011) con i grandi Reynolds e Bateman. Noi li facciamo questi film? Mai. E dunque ancora più da apprezzare il risultato di 'Moglie e marito', in cui Favino diventa Smutniak e viceversa. (...) C'è erotismo (scena di sesso geniale), sentimento, ritmo perfetto e due attori grandiosi come Favino (eccellente) e Smutniak (è nata per questo film). C'è una donna al copione: Giulia Steigerwalt. E' rinata (l'abbiamo conosciuta come attrice in 'Come te nessuno mai') una stella in forma di sceneggiatrice. Produce il geniale Matteo Rovere di 'Veloce come il vento' (da regista) e 'Smetto quando voglio' (da produttore). Speriamo sia un successo al botteghino. Se lo merita." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 13 aprile 2017)

"Piacerà a chi constaterà che anche idee non nuovissime ('Nei panni di una bionda' di Blake Edwards) possono funzionare con un regista (Godano) e una sceneggiatrice (Giulia Steigerwalt) che sanno creare belle e vivaci occasioni comiche. Favino è grande nei momenti in cui gli ormoni femminili lo aggrediscono a tradimento." (Giorgio Carbone, 'Libero', 13 aprile 2017)

"Disastrosa commedia sentimentale, una storiella scombinata e volgare, dove non si ride neanche per sbaglio." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale, 13 aprile 2017)
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